EUROMASTER: MEZZA ITALIA FA INCETTA DI MEDAGLIE

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I master italiani tornano dai Campionati Europei su Pista con una valigia piena di medaglie. Il bilancio finale è di 69 pezzi (20 ori, 25 argenti e 24 bronzi), meglio di due anni fa in Danimarca quando il bilancio si chiuse con 62 medaglie complessive. Tutto ciò nonostante l’assenza di un consistente numero di atleti di vertice. (Foto di Sonia MARONGIU)

I VELOCISTI

Dalla velocità maschile sono venute obiettivamente le maggiori soddisfazioni. I nostri gioielli si sono tutti confermati a cominciare dal regale Enrico SARACENI vincitore di 200 e 400 metri tra gli M40 e secondo come lo scorso anno ai Mondiali sui 100 metri battuto di nuovo sulla linea d’arrivo dall’inglese NOEL. E’ particolarmente significativio il suo tempo sui 200 metri di 21”74, che statisticamente rappresenta la miglior prestazione al mondo corsa da un ultra 42enne. Purtoppo quest’anno le defezioni dei suoi compagni staffettisti ai Mondiali 2005 gli ha impedito altre prodezze.

Bruno SOBRERO s’è trovato questa volta solo a difendere la gloriosa vecchia guardia dei ultramaster italiani. Assente SANSONETTI (però in tribuna da osservatore…), Brunone ha caparbiamente vinto 100 e 200 metri M85, respingendo l’assalto del poliedrico francese DARROT, un mito in patria. Ha poi arricchito la sua collezione di allori internazionali vincendo gli 80 ostacoli e portando la staffetta 4×100 M80 sul gradino più alto del podio. Unica pecca, si fa per dire, la gara del salto in lungo dov’è finito 3°; tuttavia con il nuovo primato italiani di categoria (3,50), a pari misura con il secondo e soprattutto battuto dal norvegese SKRIVERVIK che nell’occasione ha stabilito la nuova miglior prestazione mondiale M85 con 3,77.

Altra certezza per il nostro medaliere è da molti anni Vincenzo FELICETTI, qui dominatore dei 400 metri M55 e di poco solo secondo sui 200 metri. Però il marchigiano s’è preso la rivincita con l’ultima straordinaria frazione della staffetta italiana M55, dove a grande sorpresa il quartetto azzurro (Montaruli, Rossi, Rossetti, Felicetti) ha vinto il titolo con la nuova m.p.i. di 48”49. Con Prampolini al posto di Montaruli, FELICETTI ha poi completato l’opera con il terzo posto nella 4×400 M55.

Sentimenti contrastanti saranno passati per la testa di Tristano TAMARO. Due anni fa agli Europei 2004 tentò con ogni forza di contrastare il fenomeno tedesco Guido MÜLLER suo coetaneo (nati nel 1938 – M65). Lo scorso hanno il triestino ha vissuto una stagione segnata da continui infortuni che lo hanno più volte demoralizzato e fatto riflette sul suo fututo atletico. A Poznan è finalmente rinato agonisticamente ed è tornato a casa con 4 argenti luccicanti al collo (100, 200, 4×100 e 4×400). Però, ha dovuto sopportare l’atroce beffa di vedersi ogni volta davanti MÜLLER!! L’inossidabile MÜLLER, che va ricordato lo scorso anno ha subito la rottura di un tendine d’Achille e a Poznan è tornato ad essere il dominatore incontrastato della categoria. Tra le prestazioni di TAMARO è giusto dare particolare rilievo al suo tempo sui 100 metri: 12”95 ottenuto nella finale di Poznan è un gran correre per un quasi 68enne!

Tra questi volti noti la sorpresa azzurra a questa rassegna internazionale è stata quella del romano Sergio PALMA (1925-M80), da dieci anni ai vertici di categoria in Italia, ma mai protagonista sulla scena internazionale. A questi Euromaster s’è preso il lusso di vincere i 200 metri, finire secondo sui 400 metri e ancora salire sul gradino più alto con la staffetta 4×100 M80 (in compagnia di Foroni, Agnoli e Sobrero).

Per completare il capitolo “velocità maschile” va tributato un encomio alle medaglie conquistate da: Feranndo ANTONACI (2° 100mt. M45); Salvino TORTU (3° 100mt. M45); Antonio ROSSI (2° 100mt. M55); la sorpredente staffetta 4×400 2° negli M35 (Amerio, Mandich, Biferali, De Bonis); Emilio DE BONIS (3° sui 400mt. M35 e anche sugli 800mt.). In totale dai velocisti master sono state conquistate a Poznan: 8 ori, 10 argenti e 3 bronzi; come dire il 30% di tutto il bottino.

GLI ALTRI VINCITORI

In questa occasione un settore più avaro di medaglie del passato è stato quello del “mezzofondo e fondo maschile”. Troppe assenze, a cominciare da Luciano ACQUARONE che avrebbe potuto vincere almero tre titoli, hanno alla fine concentrato la responsabilità di difendere la categoria sul romano Sergio AGNOLI (M80), che ha rispettato il pronostico vincendo 5.000 e 10.000 metri, lasciando gli avversari lontanissimi; per poi soccombere nei 1.500 (comunque 2°); ed infine rinunciare alla maratona per divagare partecipando alla 4×100 azzurra vincitrice del titolo M80. Ancora sui 10.000mt. vittoria a sopresa nella categoria M35 di Pietro BOGAZZI.

Una bella soddisfazione ha raccolto Gianfranco BEDA, primo nel salto con l’asta M35 a quota 4,60. Il veneto va segnalato come uno dei pochi atleti italiani tesserato “senior” che non disdegna la partecipazione ai campionati dei master. Un esempio che si spera sia seguito il prossimo anno da numerosi altri atleti italiani ultra 35enni “senior” e che si vorrebbe vedere in gara ai Mondiali Master 2007 a Riccione.

Tra le masters azzurre doppio alloro per la marciatrice W40 Milena MEGLI (5.000 in pista e 10 Km. su strada). Anche nel suo caso si tratta di un’atleta che ha dato continuità alla sua carriera da senior di livello assoluto in Italia, con i nuovi stimuli che dai 40 anni in poi sta trovando tra le masters.

Titoli a sorpresa, ma entrambi frutto di una grande tenacia e di un amore sconfinato per l’atletica li hanno portati a casa nella specialità ultima arrivata del martellone la catanese Santa SAPIENZA (W35) e la milanese Brunella DEL GIUDICE (W60) (con record italiano di 14,41). La prima ha fatto sue anche due argenti nel lancio del martello e nel pentathlon lanci. La seconda ha conquistao il bronzo nel pentathlon lanci in cui ha trovato per altro la nuova m.p.i. F60 del lancio del disco (25,05).

Vittoria da rediviva per Carla FORCELLINI nel salto con l’asta W45 a quota 3,20. La romana lotta da anni con acciacchi e inforntuni. Lo scorso settembre è stata operata al un tendine d’achille e un ginocchio. E’ tornata in inverno, ma presto è stato il turno in infermeria per un polpaccio; tanto da tenerla lontana dalle gare da febbraio fino a Poznan; dove si pensava sarebbe stata assente. Invece eccola di nuovo effervescente, non solo nell’asta. E’ stata 5° nel salto in lungo (4,97) e 4° negli 80 ostacoli (12”97) stabilendo le nuove m.p.i. di categoria.

Non sappiamo se Waltraud EGGER abbia avuto contrattempi prima dei Campionati Europei, ma tutto la fa presumere. Sta di fatto che la fortissima mezzofondista altoatesina è apparsa molto al di sotto dei propri valori, anche di quelli recentemente espressi ai Campionati Italiani di Misano. La EGGER è stata prima assente ai 1.500 mt.; poi ha vinto per scarsa concorrenza i 5.000mt.; infine s’è classificata solo 4° sugli 800 mt. con un tempo peggiore di circa 7 secondi da quello di poche settimane fa. A parziale compensazione ha messo al collo l’argento della 4×400 W50 e il bronzo della 4×100 W50.

Per completare la panoramica delle vincitrici è la volta di Emma MAZZENGA (W70), che ha dovuto accettare la supremazia delle atlete scandinave nelle sue specialità abituali, finendo sempre 3° su 100, 200 e 400 metri. L’inverno scorso ai Mondiali Indoor di Linz ha fatto il suo esordio sugli 800 metri finendo 2°. A Poznan ha ulteriormente progredito vincendo e ottenendo la nuova m.p.i. con 3’21”35. Sembra che questa stia diventando la sua nuova dimensione tecnica: da velocista è diventata mezzofondista a quasi 73 anni. Tanto di cappello, e non da un punto di vista unicamente sportivo.

GLI ASSENTI E IL RUOLO DELLA FIDAL

69 medaglie non ostante siano rimasti a casa numerosi pezzi da novanta con cui verosimilmente il bilancio finale delle medaglie italiane a Poznan avrebbe potuto aggirarsi attorno alle 100 unità. In pratica quarta potenza master europea dopo Germania, Gran Bretagna e Polonia (che giocava in casa). Non è un discorso velleitario riflettendo sulle carte da medaglia non giocate.

Un elenco sommario degli assenti eccellenti tra gli uomini: Luciano ACQUARONE, Ugo SANSONETTI, Mario RIBONI, Vittorio COLO’, Bruno BAGGIA, Mario LONGO, Carmelo RADO, Marco SEGATEL, Giorgio FEDERICI, Galdino ROSSI, Massimo TERRENI, Hubert INDRA, Lamberto BORANGA, i maratoneti, gran parte dei marciatori e gli staffettisti 4×100 campioni del mondo nel 2005.

Tra le donne: Elisa NEVIANI, Lucia SORANZO, Jocelyne FARRUGGIA, Loretta RUBINI, Bruna MINIOTTI, Giuliana AMICI, Ingeborg ZORZI, Gabre GABRIC, Maura MARCHIORI, Paola BETTUCCI, tante maratonete da medaglia.

Si potrà obiettare che alcuni fossero infortunati, altri impedi da svariati impegni. Tuttavia è mancata ancora una volta una vera gestione delle risorse agonistiche master da parte della FIDAL. Un discorso lungo e complesso che merita di essere ripreso. Comunque si ha notizia della presenza a Poznan di un “delegato tecnico” per i master, niente pò pò di meno che Giuseppe GENTILE. Di per se è da considerare un avvenimento, anzi una svolta. Perchè a vari livelli è mancata la presenza di questa figura nell’atletica master italiana. Una specie di perno per sostenere azioni di crescita del movimento quantitativamente e qualitativamente. Perciò ci auguriamo che il grande Giuseppe GENTILE prenda decisamente a cuore la materia, sperando che non sia il transito di una meteora.

fonte: Atleticanet

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