IL DOPING, ALCUNE TESTIMONIANZE

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Justin Gatlin,che dire?“. Un amico del Forum di Atleticanet apriva così una discussione, all'indomani dell'impresa di Doha del maggio scorso quando lo statunitense correndo i 100m in 9.77 eguagliava il primato mondiale del giamaicano Asafa Powell. Un interrogativo che oggi con il co-primatista mondiale positivo ad un controllo anti-doping dell'aprile scorso risuona sinistramente beffardo.

Di getto verrebbe voglia di scrivere tante cose: dall'ennesimo scandalo che colpisce la specialità più “mediatica” dell'atletica nell'immaginario collettivo della gente e nel fruitore occasionale del nostro sport, al rischio che Gatlin termini ignominiosamente la carriera a soli 24 anni e alla possibile onta di un terzo primato mondiale cancellato dopo i record fasulli di Ben Johnson e Tim Montgomery. Giorni di fuoco per l'atletica: vista la recentissima squalifica per due anni della discobola russa Natalya Sadova, mostro sacro della specialità. Ma siccome di tutto ciò si parla abbondantemente ovunque carta stampata, TV, siti on-line la mia scelta è diversa. Voglio citare due testimonianze choc di un tempo recente del mondo del ciclismo (solo quello?), riportando stralci senza commento.

Erwann Mentheour, ex-pro francese, autore nel 1999 del libro-denuncia “Il mio doping”.
Il neofita che ha anche un minimo di talento crede di potere praticare il ciclismo senza doparsi. Ile il numero delle corse aumentano, il giovane viene confrontato con quelli che si “curano” … mi dissero: “manchi di muscoli, prenderai gli anabolizzanti. Con testosterone e un allenamento rigoroso e una dieta, trasformeremo il tuo grasso in muscoli”. Ho detto si a tutto. Non avevo il tempo di pensare… Suonò l'ora dell'EPO grazie a lui pedalavo forte, prendevo gusto ad allenarmi e recuperavo in fretta… Quando si inizia con l'EPO, i reni sembrano due palloncini pieni d'acqua che sballottano nella parte bassa del dorso. Si hanno dolori alle articolazioni e disturbi alla vista ed amicranie atroci… Un giorno nel '97 andai a trovare un amico ricoverato per un cancro ai testicoli. Era irriconoscibile… Avevamo abusato della stessa sostanza. Era quella la causa della sua malattia? E' stato lui che mi aiutato a prendere la decisione di mollare tutto.

Jesus Manzano, pro spagnolo fino al 2004.
Con l'arrivo della prima tappa di montagna (tour 2003) mi somministrarono una sostanza che non avevo mai preso… A metà tappa partì una fuga. Mi ci infilai subito. Ma non stavo bene. Avevo una fortissima sensazione di debolezza, mi sembrava di avere fatto più di 200km anche se il ritmo non era impossibile. Dopo 3km cominciai a vomitare, avevo caldo e freddo nello stesso tempo, le mani avevano perso la sensibilità. Poche centinaia di metri dopo sono svenuto, sono caduto e non ricordo più nulla. Nell'ambulanza temetti di morire… Poi più tardi avevo la pancia gonfia, non potevo urinare, avevo lo stomaco e intestino in disordine assoluto. Tornato in Spagna, la squadra (la Kelme) mi chiese di fare una reinfusione di sangue… ma durante tale reinfusione, la sacca non aveva alcuna etichetta, mi sentii male: tremavo dal freddo, come se fossi al polo nord. Se avessi continuato la trasfusione sarei sicuramente morto…

fonte: Gazzetta dello Sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *