EUROPEI DI POZNAN: APPUNTI DI VIAGGIO DI ALESSANDO CIPRIANI

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L’organizzazione
Il viaggio a Poznan iniziò la sua gestazione durante la cerimonia di chiusura dei mondiali di Linz. Casa Italia Camper, con i suoi prodi moschettieri, aveva riscosso un successone, ma questa volta volevamo una vera casa con giardino, piscina, barbecue ed un tot di posti letto.
Dopo la scelta delle gare a cui partecipare iniziò la febbrile ricerca della nostra clubhouse, dapprima sul web e poi contattando addirittura italiani residenti in Polonia perché ci potessero dare una mano. I tentativi purtroppo non andarono a buon fine ed allora decidemmo per una sistemazione alberghiera, ma qui iniziarono i problemi: tutti gli hotel contattati erano stati “blindati” dall’organizzazione, cosicché trovammo un bel 3 stelle alla periferia di Poznan (alla metà del prezzo indicato dagli organizzatori!) e mandammo la prenotazione.

Il viaggio
Dopo le defezioni di Franco Pizzi e Lorenzo Locati, con Roberto Amerio che decideva per il volo in “compagnia”, sono partito con l’amica e compagna di colori Alba Avataneo.
Prima tappa a Hohenweiler, nel Voralberg austriaco, in un grazioso Gasthof, seconda tappa in Germania, per arrivare finalmente alla frontiera polacca e successivamente a Poznan sorpassando centinaia di camion incolonnati sulla strada.

La location
A 10 km a est di Poznan, nel piccolo paese di Swarzedz. Albergo un po’ austero all’esterno ma comodo e modernissimo all’interno: tv 19” e cavo di rete con internet gratuito, ma, nota dolente, manca il frigo.

Gli impianti sportivi
La struttura del T.S. Olimpia fu costruita dal regime nel 1953; si compone di una pista ad 8 corsie completa di pedane lanci e salti praticamente priva di tribune; il manto ha subito negli anni diversi rifacimenti, con un'omologazione IAAF piuttosto recente. Da una parte uno stadio di speedway con almeno 10.000 posti a sedere e dall’altra un’arena di terra battuta utilizzata come area lanci.
Immersa in una rigogliosa vegetazione che offre ricche zone d’ombra agli attempati atleti, vi sono villette (c’era una volta…) in legno che ospitano gli spogliatoi. Ci sono anche un Hotel (l'Olimp) e diversi campi da tennis.

Le gare
Mi sono iscritto ai 400hs, 400 e 200. La gara su cui punto di più sono naturalmente gli ostacoli: il mio sogno è il bronzo ed il mio personale (61”63), se ripetuto, me lo può consentire.
La prima semifinale è vinta dal tedesco Grissmer con 61”40; la seconda la vinco facilmente (63”08) controllando lo spagnolo Sanchez.

La finale: sono carico come una molla, sto bene, ho il secondo tempo assoluto e sento profumo di medaglia. Parto troppo forte e mi trovo addosso il primo ostacolo; frenata, passetti e ricerca del ritmo che non ritroverò mai. Quinto in 62”89: sogni di gloria svaniti, ma Season Best nonostante sia stato costellato di errori. La forma c’è, il personale può arrivare da un momento all’altro, ma questa era la gara dell’anno.
La mattina dopo, ore 9, batterie dei 400: 57”79, seconda prestazione dell’anno e 11° posto. Penso di essermi qualificato per la semifinale, ma le sole tre serie (con 24 atleti alla partenza) fanno sì che si disputi direttamente la finale.
Dopo due delusioni sto già caricando le molle per le batterie dei 200 di giovedì pomeriggio…

Giovedì 27. 26 iscritti, 4 batterie, passano in semifinale i primi 3 più i migliori 4 tempi. Sono in seconda serie. Partenza, bella curva, inizio il rettilineo e mi guardo un po’ intorno(forse troppo): sono in lizza per il terzo posto. Provo ad allungare, ma le gambe non danno il massimo: 26”01. Quarto, primo tempo dei ripescati. Ci rifaremo domani in semifinale.

Cercasi staffetta disperatamente
Concluse le gare a cui mi ero iscritto, mi ingegno per trovare una formazione competitiva per la staffetta 4×400: l’amico Claudio Rapaccioni dà forfait, anzi, lo danno i tendini che già lo hanno afflitto nei vari 400; Giampeppe Niro sembra disponibile ma quattrocentisti non ce n’è più; ingaggio il mezzofondista Marconi ma ne manca sempre uno, allora l’idea: propongo a Vincenzo Felicetti di declassarsi a M50 ma la M55 riesce a proporgli una formazione completa. Che delusione… mi tocca guardare

Il ritorno
Terminate le staffette (da scalpitante spettatore), con l’amica Alba Avataneo riparto alla volta dell’Italia. Primi 500 km con tappa notturna a Leipzig (Lipsia) in un grazioso motel: ETAPHOTEL (marchio economico del colosso francese ACCOR: ce ne sono in tutta Europa, da non perdere). Mollate le valigie ci dirigiamo verso il centro alla ricerca dell’analoga Stare Rynek per una bella cenetta. Sono le 22,30, un mortorio, i bar del centro con i gazebo semivuoti, niente a che vedere con la brulicante piazza poznaniana…
Optiamo per un più caloroso self-service turco che ci serve un ottimo kebab.
La mattina dopo 1.030 km ci separano ancora da Aosta dove arriviamo in tarda serata.

Il commento
Esperienza indimenticabile il mio primo campionato internazionale outdoor, assolutamente da ripetere. La lunghezza del soggiorno ed il clima caldo (anche troppo) hanno favorito le cene in compagnia, rinsaldando le amicizie nate nella gelida Linz e creando un fervido clima di squadra. Sarebbe bello per il prossimo mondiale “chez nous” di trovarsi tutti nello stesso villaggio come spirito olimpico vuole.

La fauna locale
Non poteva mancare un’annotazione sulle splendide polacche…
Avendo già visitato l’Est nei miei trascorsi rugbystici durante il grigio comunismo, sono rimasto sbalordito dall’evoluzione in femminilità che hanno avuto: gambe abbronzate e lucide (chi non ricorda la peluria che contraddistingueva i loro polpacci?), unghie curatissime (french manicure a mani e piedi), abbigliamento provocante ma non volgare, tacchi alti: niente a che vedere con l’omologazione della gioventù occidentale.
Non me ne vogliano le belle italiane, ma a Riccione 2007 dovranno dare il meglio di sé.

Ciprignac

Nella foto Alessandro Cipriani nella semifinale dei 200 M50 – di R.Marchi

fonte: Alessandro Cipriani per AtleticaNet

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