TERZA GIORNATA DEGLI EUROPEI DI GOTEBORG – LE GARE DEL MATTINO

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Qualcuno sostiene che a una competizione debba essere obbligatoriamente iscritto qualsiasi atleta che abbia conseguito il minimo richiesto. Io non sono perfettamente d’accordo e condizionerei il tutto all’età dell’atleta, al suo stato di forma, alla efficienza fisica al momento della competizione, agli accertati margini di miglioramento. Solo allora mi sentirei di avallare una sua partecipazione ancorché consapevole che l’atleta possa non superare l’ostacolo della qualificazione.
A buon intenditore poche parole…..in modo che poi non si debba scrivere in fase di commento “…per il resto eliminazioni scontate delle astiste….”. E’ pur vero che in una manifestazione internazionale c’è necessariamente qualcuno che deve arrivare ultimo o essere eliminato. Io vorrei però che questi fosse un atleta non italiano, magari appartenente ad un paese non sportivamente evoluto come il nostro e con il nostro movimento.
Scusatemi il pistolotto e veniamo alla cronaca della giornata.
Al mattino i martellisti hanno suonato la sveglia allo stadio Ullevi di Goteborg un gioiello di perfezione stilistica e architettonica.
Scontate le qualificazioni dei migliori ad eccezione del russo Vadim Khersontev, uomo con un pb di m. 81.26. Il miglior lancio è stato quello del finlandese Olli-Pekka Karjalainen al quale è bastato un solo primo lancio a m. 79.00 per vincere la qualificazione del Gruppo B.
Qualificati anche i nostri Nicola Vizzoni (m. 75.21) e Marco Lingua (m. 74.69), che però difficilmente vedremo nel lotto dei migliori otto che si disputeranno il titolo.
Le due semifinali dei 3000 siepi, gara un tempo per ogni foriera di emozioni e grandi risultati, hanno registrato la sorpresa della eliminazione del francese Vincent le Dauphin, che quest’anno ha corso in 8:16.65. Niente da fare per il nostro Matteo Villani, classe 1982, che ha corso in 8:39.66, lontano dal suo personale che è di 8’28”63. Ottavo posto per lui nella prima delle due semifinali.
Tre spagnoli: Jiménez, Bianco e Pérez si contenderanno il titolo europeo, insidiati dal francese Bouabdellah Tahari e dall’olandese Simon Vroemen, primatista europeo con 8:04.95 (Bruxelles, 26.8.2005).
Alla misura di 4 metri e 40le migliori astiste hanno chiuso la loro partita con la qualificazione. Yelena Isinbayeva è entrata in gara proprio alla misura di qualificazione, che ha superato alla seconda prova. Più sicura la connazionale Svetlana Feofanova che ha valicato l’asticella al primo tentativo, come pure la Pyrek e la Polnova.
Arianna Farfalletti-Casali (1976) si è fermata a m. 4.00 e la compagna di squadra Anna Giordano Bruno (classe 1980) ha fatto meglio di lei di 15 cm fermandosi ad un discreto 4.15.
Il bravo Koura Kaba Fantoni è uscito subito di scena nella batteria dei 200 metri correndo in 21.14. Il ragazzo, che evidentemente non ha recuperato il recente infortunio patito nel triangolare di Firenze, non ha alcuna colpa per questa sua controprestazione.
Bene invece Alessandro Cavallaro, un altro atleta sempre frenato da infortuni, che ha passato il turno con un discreto 20.82, suo personale stagionale. Meno brillante di Cavallaro, ma qualificato ai quarti, Stefano Anceschi che ha corso in 21.04, nella batteria che ha visto la defezione a sorpresa del francese Ronald Pognon, il favorito con il portoghese Obikwelu alla vittoria finale.
Il miglior tempo delle sei batterie – tante ne sono occorse per eliminare solo otto atleti – è stato ottenuto dall’inglese Marlon Devonish con il tempo di 20.53.

fonte: Redazione Atleticanet/ Foto IAAF

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