GOTEBORG: 19A EDIZIONE DEI CAMPIONATI EUROPEI – QUINTA GIORNATA

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Acqua a catinelle sullo Stadio Ullevi a disturbare la gara del salto con l'asta, l'ottava fatica dei decathleti. In fase di riscaldamento William Frullani, decimo della classifica provvisoria, accusava problemi tendinei e preferiva abbandonare la gara per non aggravare la situazione.
Il migliore nella gara dell'asta risultava il tedesco Stefan Drews che riusciva a superare m. 5.30 al terzo tentativo.
La pioggia ritardava lo svolgimento della prova e quindi il Delegato Tecnico della manifestazione, decideva di spostare a domani la finale di lancio del martello uomini.
Le semifinali dei 100 ostacoli vedevano la svedese Susanna Kallur (12.76) prenotare il titolo europeo. Le azzurre Margaret Macchiut e Micol Cattaneo, nulla hanno potuto contro la maggior predisposizione delle avversarie e, pur correndo sui loro limiti attuali, sono state entrambe eliminate. La Cattaneo è stata graziata dallo starter che non ha considerato la sua falsa partenza nel secondo avvio della semifinale, dopo che si era già verificata una prima infrazione.
la mancata pubblicazione dei tempi di reazione non ci permette di giustificare in altro modo il comportamento dello starter.
Le russe Lyudmila Kolchanova (6.74) e Oksana Udmurtova (6.88) sono risultate le migliori nei due gruppi che hanno qualificato le migliori dodici che si contenderanno il titolo del salto in lungo.
Carolina Kluft, beniamina di casa, ha ottenuto la qualificazione solo al terzo tentativo con un salto a m. 6.53. Ammesse alla finale anche la rediviva spagnola (ex cubana) Niurka Montalvo (m. 6.55), grande avversaria della nostra Fiona May, e la greca Hrisopiyi Devetzi (6.54), la grande delusa della gara del triplo.
Le ammesse alle finali dei 200 metri non hanno certo giocato a nascondersi.
Nella prima semifinale abbiamo assistito ad un bel duello fra la fresca campionessa europea dei 100, Kim Gevaert, e la biondissima russa Yuliya Gushchina. Ha vinto la belga in 23.07, ma la russa l'ha impegnata fin sul traguardo (23.21). Duello tutto russo nella seconda semifinale che ha visto prevalere Natalya Rusakova in 23.02 sulla connazionale Yekaterina Kondratyeva (23.32).
Gli ottocentisti della prima semifinale hanno passeggiato (56.56 passaggio ai 400) e quindi hanno qualificato per la finale solo i primi tre classificati. Ha vinto il francese Florent Lacasse in 1:49.12, con due spagnoli, Olmedo e Jurado fuori dalla finale.
Cinque invece gli ammessi provenienti dalla seconda semifinale, corsa su ritmi decisamente più veloci, nella quale era impegnato il nostro Andrea Longo.
Il nostro portacoli ha corso molto bene, riuscendo a districarsi abilmente nella convulsa bagarre finale, dando, soprattutto, la dimostrazione di avere buone energie da spendere. Ha vinto lo spagnolo Miguel Quesada in 1:47.12, ma Longo era alle sue spalle (1:47.20)in ottima spinta di gambe.
Sarà sicuramente una finale molto incerta, nella quale ci auguriamo che il nostro ritrovato campione possa dire la sua.
L'olandese Simon Vroemen, primatista europeo in carica, non si è presentato alla partenza della finale dei 3000 siepi.
La mancanza di un leader ha indotto i finalisti a condurre una gara tattica, che solo a tre giri dalla fine è stata ravvivata dallo svedese di colore Mustafa Mohamed. La gara si è animata soprattutto a un giro dalla fine quando lo spagnolo José Luis Blanco ha preso decisamente la testa della corsa, seguito dal francese Bouabdellah Tahri. Quando sembrava che la vittoria fosse una questione fra questi due atleti, dalle retrovie del gruppetto di testa si faceva luce il finlandese Jukka Keskisalo, che piazzava una volanta vincente che lo portava, primo finlandese nella storia, a laurearsi campione europeo.
Tempo del vincitore: 8:24.89. Il primato dei campionati, che appartiene al nostro Francesco Panetta (8:12.66 dell'agosto 1990), può dormire ancora sonni tranquilli.
Entusiasmo alle stelle all'entrata in pista delle finaliste dei 100 metri ostacoli. Allo start le due gemelle Susanna e Jenny Kallur.
Susanna si produceva in una partenza bruciante che le consentiva di controllare subito la gara e contenere la energica resistenza della sorprendente irlandese Derval O'Rourke. La bionda Susanna, campionessa europea indoor e bronzo ai mondiali al coperto di Mosca 2006, chiudeva in 12.59, mentre l'irlandese con il tempo di 12.72 siglava il primato nazionale. Bronzo per la potente tedesca Kirsten Bolm con lo stesso tempo dell'irlandese.
Mentre in pista si sviluppavano tutte queste gare, il pubblico aveva concentrato tutta la sua attenzione sulla pedana del salto in alto, dove si stava disputando una delle gare più entusiasmanti di tutti i tempi, caratterizzata, oltre che dalla bravura delle contendenti, anche da una serie di schermaglie tattiche non riscontrabili facilmente in una competizione del genere.
La beniamina di casa e favorita della gara, Kajsa Bergqvist, primatista mondiale indoor, campionessa mondiale e europea in carica, prima del ranking mondiale della IAAF con un personale di m. 2.06 che risale al 2003, aveva condotto la gara fino alla misura di m. 2.01 dando dimostrazione di grande sicurezza.
Le due azzurre in gara, Antonietta di Martino e Elena Meuti, hanno reso leggermente al di sotto delle aspettative, ma anche migliorandosi non avrebbero potuto inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice. La di Martino si è fermata a m. 1.92, mentre la giovanissima Meuti , dopo aver superato m. 1.88 al secondo tentativo, ha dovuto fermarsi alla misura superiore.
Con lei erano salite a quella misura anche la croata Blanka Vlasic, la bulgara Venelina Veneva, capolista stagionale mondiale con m. 2.03, e la belga Tia Hellebaut, classe 1978, finalista ai Giochi di Atene, con un passato di eptatleta, specialità abbandonata per dedicarsi all'alto.
La svolta si aveva quando la Hellebaut saltava m. 2.03 al primo tentativo e costringeva la Bergqvist a tentare i 2.05, che falliva piuttosto nettamente.
La bulgara Venelina Veneva riusciva a valicare anche lei la misura di m. 2.03, ma solo al secondo tentativo.
Lo scontro delle tre atlete a m. 2.05 si risolveva in un nulla di fatto e quindi la belga poteva festeggiare un inaspettato successo, mentre la bulgara doveva accontentarsi dell'argento. Bronzo per una delusa Kajsa, che avrebbe voluto salutare in altro modo il suo caloroso pubblico.
La belga, avvolta nella bandiera del suo paese, faceva in tempo a andare a accogliere all'arrivo, la connazionale Kim Gevaert che,rispettando il pronostico, si è aggiudicata con autorevolezza il titolo dei 200 metri nel tempo di 22.68, bissando quello dei 100.
Molto strenua la difesa della russa Yuliya Gushchina, che ha contrastato la belga fino a 50 metri dal traguardo, quando ha dovuto ammainare la bandiera, chiudendo in 22.93.
Al terzo posto si è classificata l'altra russa, Natalya Rusakova in 23.09.
Con la disputa dell'ultima prova del programma, i m. 1500, si concludeva anche la fatica dei venti decathleti superstiti, che si schieravano al via in una unica serie.
La prova dei 1500 metri andava allo svedese Nadir Wiberg in 4:19.10, ma la vittoria finale arrideva al ceco Roman Sebrle, primatista del mondo, che concludeva con 8.526 punti, sull'ungherese Attila Zsivoczky a 8.356, che precedeva di soli sei punti il russo Aleksey Drozdov, giunto al suo personale.

fonte: Redazione Atleticanet / Foto IAAF

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