13/08/06 – GOTEBORG: 19A EDIZIONE DEI CAMPIONATI EUROPEI – SETTIMA E ULTIMA GIORNATA

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Il sipario è calato dopo sette lunghi giorni di gara sulla pista di Göteborg, e la squadra italiana ha saputo farci provare ancora moltissime emozioni. Ed è con l'inno italiano che si apre l'ultima giornata di gare della XIX edizione dei Campionati Europei e che ha quasi fatto dimenticare tutte le occasioni mancate della settimana.

Dobbiamo ringraziare ancora una volta la maratona se per ben due volte abbiamo potuto cantarlo anche noi, grazie a Stefano Baldini, che vince l'oro, e a Francesco Ingargiola e Danilo Goffi che insieme al campione europeo hanno permesso all'Italia di vincere l'oro nella Coppa Europa a squadre.
La squadra italiana di maratona è partita compatta, con l'obiettivo di aiutarsi l'un l'altro per far fronte alle condizioni avverse, pioggia e vento, e anche per darsi il cambio di fronte ad un percorso così ricco di insidie. La concorrenza era tanta e anche Baldini si era espresso timoroso di fronte agli Spagnoli. L'obiettivo era quello di non lasciar partire nessuno in solitario, come invece era successo quattro anni fa, e di fare una gara intelligente giocando tutte le proprie carte. Tuttavia Ottavio Andriani, Ruggero Pertile e Giacomo Leone hanno dovuto arrendersi terminando la gara anzi tempo.
Una splendida gara anche quella di Francesco Ingargiola che fino alla fine si è pensato potesse arrivare al bronzo, ma per lui la gioia di aver ottenuto un grandissimo quinto posto con l'ottimismo di poter ancora migliorare molto da quando ha cominciato a capire, grazie al raduno con Baldini a Saint Moritz, come si fa atletica. E il nostro grazie va anche a Danilo Goffi che sapendo delle defezioni dei suoi compagni ha stretto i denti fino in fondo pur essendo in difficoltà e ha permesso di riuscire a portare a casa anche l'oro di squadra.

Non c'erano di certo le condizioni favorevoli nell'asta uomini a causa di pioggia incessante e vento che hanno impedito uno svolgimento regolare della competizione e dei risultati finali, come già accaduto nella prova femminile, decisamente modesti rispetto alle effettive possibilità degli atleti. Vince l'Israeliano Averbukh (5.70) davanti al Tedesco Lobinger e al Francese Mesnil, entrambi a 5.65m. Eppure non sono state le condizioni atmosferiche a turbare Giuseppe Gibilisco, piuttosto, a suo dire, gli manca in gara un po' di sicurezza e fiducia nelle sue capacità. Speriamo che la recente ritrovata intesa con Petrov gli possa ridare quella serenità che gli permetterà di allenarsi per essere competitivo ai prossimi campionati mondiali di Osaka.

Il giavellotto donne non è andato come sperato. Zahra Bani non riesce a spiegarsi cosa le possa essere successo. In riscaldamento si sentiva bene, eppure in gara non è riuscita ad andare oltre i 57.91m; forse, a suo dire, a causa del tempo e della pioggia è cambiato qualcosa in lei e non è riuscita a comportarsi come voleva. E' sconsolato il suo sguardo quando capisce di essere rimasta fuori dalle otto che possono accedere ai tre lanci di finale e sicuramente un pizzico di amarezza rimane visto che la terza piazza è stata ottenuta con 61.98 m, misura largamente alla sua portata. Vittoria per la Tedesca Nerius (65.82) e argento alla Ceca Spotakova (65.64).

All'arrivo Andrea Longo si porta le mani al volto incredulo per quello che sta vivendo, solo settimo nella classifica finale. L'occasione era ottima, e sulla carta la gara era decisamente aperta. Molto facile la sua corsa fin dall'inizio, sembrava potesse agguantare quel risultato tanto cercato dopo il ritorno alle gare, ma gli è mancato un po' di freschezza sul rettilineo finale. Rimasto imbottigliato già dai 600m ha avuto difficoltà a venir fuori dovendo quasi interrompere la sua corsa per allargarsi e cercare di effettuare i sorpassi sul rettilineo finale. Chi invece ha avuto la meglio è stato l'Olandese Bram Som che a sgomitate è riuscito a passare tutti dall'interno e a vincere per 3 centesimi sul Lussemburghese David Fiegen. Solo terzo il Britannico Sam Ellis che era atteso ad una grande prova, ma anche lui è rimasto chiuso nella bagarre di atleti che lottava per una medaglia.

Nelle staffette veloci femminili, con Francia e Germania che sbagliano i cambi, la Russia ha avuto gioco facile, seguita da Gran Bretagna e Bielorussia incredibilmente a podio. Purtroppo nella 4×100 maschile la stessa sorte è toccata alla nostra squadra. Il primo cambio tra Verdecchia e Anceschi non ha funzionato. Non si capisce dove sia nato l'errore, anche perchè tra la semifinale e la finale avevano anche ridotto il numero di passi da 26 a 25,5. Potrebbe essere partito leggermente in anticipo, ma molto più probabilmente la gran voglia di ottenere un risultato lo ha portato a correre molto più veloce del solito così che Verdecchia non è riuscito a raggiungerlo se non gridando a squarciagola un “ohhh” invece di un “op”. Fermarsi e partire praticamente da fermo per non uscire dalla zona di cambio ha pregiudicato la gara, ormai i giochi erano fatti e nulla è stato possibile fare per recuperare il margine già conquistato dalla Gran Bretagna che arriva all'oro con 38.91, un tempo decisamente superiore a quelli già stabiliti dall'Italia nel corso dell'anno. Argento alla Polonia che è riuscita a beffare la Francia per soli 2 centesimi. L'Italia solo sesta con un 39.42 che le sta proprio stretto. E le parole di Verdecchia dicono che non c'è altro che “rabbia” per l'occasione mancata.

Insomma, con l'oro vinto oggi sono tre le medaglie che l'Italia porta a casa chiudendo al nono posto del medagliere. Un passo avanti rispetto all'edizione di 4 anni fa, ma siamo ancora lontano dai risultati sperati. Eppure a conti fatti sono molto più numerosi gli atleti che sono riusciti ad accedere alla finale, speriamo che con un lavoro più deciso e continuato si riesca a portare a casa qualcosa in più alle prossime edizioni di Barcellona 2010.

Qui i risultati di oggi

fonte: Redazione Atleticanet / Foto FFA

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