TORNA LA COPPA DEL MONDO GIUNTA ALLA SUA 10A EDIZIONE

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Dal 16 al 17 settembre prossimi l’Olympic Stadium di Atene, costruito nel 1982 per la disputa dei tredicesimi campionati europei nel Athens Olympic Sports Complex (OAKA), ospiterà la 10° edizione della Coppa del Mondo di atletica leggera.
L’assegnazione alla Grecia della importante manifestazione, disputatasi l’ultima volta a Madrid nel 2002, è avvenuta durante il Council della IAAF svoltosi nel 2005 in agosto a Helsinki.
L’evento nelle intenzioni dei suoi ideatori non avrebbe dovuto mai interferire con i Giochi Olimpici, ne tanto meno con i Campionati Mondiali. In effetti ciò è sempre avvenuto ad eccezione del 1992 quando la Coppa del Mondo approdò a l’Havana, in terra cubana, un mese e mezzo circa dopo la conclusione dei Giochi Olimpici di Barcellona.
La decisione di organizzare una manifestazione di grande rilievo, allo scopo di incrementare la promozione dell’atletismo nel mondo, venne presa dalla IAAF durante il suo 30° Congresso che si tenne a Montreal dal 20 al 22 luglio del 1976, proprio alla vigilia dell’inizio delle gare di atletiche dei XXI Giochi Olimpici (23-30 luglio).
In quei giorni – precisamente il 23 luglio – alla presidenza della IAAF era stato eletto trionfalmente il 74enne olandese Adriaan Paulen, che era succeduto a David George Brownlow Cecil Lord Burghley, Marchese di Exeter, oro olimpico dei 400 ostacoli ai Giochi di Amsterdam del 1928 e protagonista postumo del film “Chariots of Fire” (Momenti di gloria).
Nel Consiglio della IAAF figurava dal 1972 anche Primo Nebiolo, presidente della FIDAL, e fu proprio lui che si distinse fra i più accesi propugnatori del varo della manifestazione.
Fu proprio lui in un editoriale della rivista federale Atletica, che delineò in maniera chiara le finalità della iniziativa del massimo organismo dell’atletica mondiale: “La manifestazione è il parto logico di un organismo che tenta di allargare i confini promozionali, tecnici ed anche economici, di una disciplina che, pur trovando spazi enormi di attività in ogni parte del mondo, necessità pur tuttavia di ricercate strade ed interessi diversi e nuovi. Lo stimolo è anche scaturito dai successi raggiunti dalla Coppa Europa, ormai alla sua sesta edizione e la cui formula, del tutto avvincente nella sua esemplare semplicità, risulta essere con il passare delle edizioni sempre più azzeccata”.
Vedremo poi, con il passare degli anni, che entrambe le manifestazioni accuseranno il peso degli anni e i mutati indirizzi, anche economici, delle squadre partecipanti, senza sottacere le cambiate preferenze del pubblico.
La IAAF decise che la prima edizione della nuova grande manifestazione mondiale, avrebbe avuto luogo nei giorni 2,3 e 4 settembre 1977 a Düsseldorf, nella Germania allora Federale.
Il programma scelto, riservato a uomini e donne, sarebbe stato quello olimpico con la eccezione della maratona, il decathlon e la marcia.
Alla competizione sarebbero state ammesse otto squadre maschili e altrettante femminili, ciascuna con la formula di un uomo (donna)-gara, e un solo quartetto per ciascuna staffetta.
Questo lo schieramento previsto: le nazioni classificate ai primi due posti nella finale di Coppa Europa, una rappresentativa del “Resto d’Europa”, comprendente in ogni gara il miglior atleta del continente, al di fuori delle due nazioni emergenti in Coppa Europa, una rappresentativa degli Stati Uniti d’America, una squadra del “Resto delle Americhe”, una rappresentativa dell’Africa (con la esclusione del Sud Africa per i noti motivi razziali, una formazione dell’Oceania e una dell’Asia
Il punteggio sarebbe stato assegnato a scalare da 9 a 1 però con il premio di un punto ad ogni vincitore sia di gara che di staffetta: 9,7,6,5,4,3,2,1.
Nessun punto per gli squalificati e i ritirati. In caso di parità nella classifica delle singole prove, la somma dei punti sarebbe stata suddivisa. In caso di parità nella classifica a squadre, sarebbe stata data la preferenza alla squadra con il maggior numero di vittorie o comunque dei migliori piazzamenti.
Nel 1977 i vari organismi si misero all’opera per la composizione delle squadre.
Le due di Coppa Europa uscirono dalla finale in programma a Helsinki il 13 e 14 agosto e furono la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) sia in campo maschile che femminile, la Repubblica Federale di Germania (FRG)con i maschi e l’ Unione delle Repubbliche Sovietiche (URSS) con le donne.
La squadra del “Resto d’Europa” avvenne sempre sulla base delle prove offerte dagli atleti nei vari turni di Coppa Europa, ma con un occhio rivolto anche agli atleti facenti parte di nazioni escluse dalla Coppa (come ad esempio l’Italia in campo femminile).
La rappresentativa statunitense venne formata, sulla base di una vecchia tradizione, sulla scorta dei risultati scaturiti dai Campionati A.A.U. (nazionali).
Il “Resto delle Americhe” prese corpo da un meeting, avente funzioni di trial, che si svolse a Guadalajara, dopo che la sede di Città del Messico, già sede nel 1968 dei Giochi Olimpici, era stata rifiutata dagli ospiti che non volevano sottoporre i loro atleti agli stress dell’altitudine.
Un meeting-trial simile venne organizzato ad Algeri, e sulla base di quei risultati venne formata la squadra dell’Africa.
Australiani e neozelandesi composero la squadra chiamata a difendere i colori dell’Oceania, mentre il Giappone si assunse l’onere di organizzare una prova di selezione per comporre la squadra asiatica, della quale non avrebbe fatto parte la Cina.
Tre atleti italiani: Pietro Mennea, Sara Simeoni e Rita Bottiglieri vennero chiamati a far parte della squadra dell’Europa. Come vedremo il loro comportamento fu degno della loro fama.

(1/continua)

fonte: redazione Atleticanet

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