IMPROBABILI I MIRACOLI IN ATLETICA!

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L’esplosione dei tempi dello sprint al Meeting di Avezzano del 20 agosto scorso ha sollevato molte perplessità, puntualmente riprese e manifestate anche dalla stampa specializzata. 

Le assicurazioni fornite (cfr. La Gazzetta dello Sport) dal responsabile del cronometraggio, non sono a mio avviso sufficienti a dissipare i molti dubbi sorti all’annuncio dei tempi.
Occorre quindi che intervenga l’organo dei giudici a dissipare ogni e qualsiasi dubbio sulla validità dei risultati, ma anche questo controllo non sarà ancora sufficiente a far iscrivere questi tempi nelle graduatorie. Sarà elemento determinante invece la conferma di questi tempi da parte degli autori, atleti (quelli italiani) di medio valore, ai quali non si può consentire un progresso così sensibile, senza una prudente quanto attenta valutazione. Questo lo dico per il futuro della loro carriera. Già in passato abbiamo assistito a prestazioni “eccezionali” di atleti (quasi sempre velocisti) che in seguito, non solo non hanno mai ripetuto quei tempi, ma non li hanno neppure avvicinati. Cito ad esempio in caso di Carlo Boccarini, che a Rieti il 9 maggio 1998 corse in un “improbabile” 10.08 (vento a favore 0.7 m/s), tempo che lo colloca al secondo posto delle liste “all time” italiane, subito dietro a Pietro Mennea.
Anche allora cronometristi e starter proclamarono la correttezza del loro operato!
La prima domanda da porsi è se il giudice di partenza, assistito dal giudice al fotofinish, ha eseguito un corretto “punto zero”, cioè l’operazione che si fa per il controllo dell’intero sistema di cronometraggio in funzione in quella manifestazione. Un non corretto allineamento della fiammata della pistola, rivolta verso la telecamera può determinare spostamenti cronometrici rilevanti.
Si deve poi analizzare la partenza dal punto di vista dello starter. Se la sua pausa di attesa fra il comando “pronti” e lo sparo fosse stata molto breve, si sarebbe avuta un “rolling start” (partenza rotolante o oscillante), che potrebbe aver favorito i concorrenti.
I miei sospetti nascono dalla presenza in gara del nigeriano Deji Aliu, sprinter sicuramente di valore, ma con la predisposizione a partenze anticipate e quindi sanzionabili. Anche Luca Verdecchia è un velocista che è tenuto a bada dagli starter (almeno da quelli più attenti), in quanto autore spesso di partenze false (staffetta di Gotebord docet).
le considerazioni si sprecano se poi andiamo ad analizzare i progressi di alcuni dei protagonisti di questa “fantomatica” gara.
Rosario La Mastra non figurava fra i migliori 20 sprinter italiani di tutti i tempi. Il limite del 20° (Marras, Nettis e Longo) è di 10.32.
Quest’anno l’atleta dello Sport Club Catania, classe 1984, aveva corso in 10.47 (vento + 0.9) il 26 maggio a Desenzano s/Garda, dove era giunto secondo dietro al compagno di squadra Giovanni Tomasicchio (10.46).
Quindi tutti questi atleti: La Mastra, Verdecchia e Anceschi, sono chiamati a dare quanto prima delle conferme. Nel frattempo io comunicherò ai miei consoci della A.T.F.S. (Association Track & Field Statistician) che i risultati dei 100 metri del Meeting di Avezzano del 20 agosto 2006, debbano essere al momento considerati: doutful timings (tempi incerti, dubbi, poco probabili). Sorry, ma l’atletica la si salvaguarda anche così! E, per favore, che nessuno mi venga a parlare di “giornata di grazia”. Sono troppo vecchio per credere alle favole, ma tanto sportivo da ricredermi e fare ammenda, se i fatti mi daranno torto.

BISOGNA FAR LUCE SU QUANTO ACCADUTO AD AVEZZANO

Torno in argomento sul Meeting di Avezzano. Innanzi tutto devo scusarmi con Rosario La Mastra, per aver erroneamente segnalato il suo miglior tempo sui 100 metri. Il ragazzo, che è pur sempre campione italiano promesse in carica, ha infatti corso in 10.33 (vento +1 m/s) a Rieti il 21 luglio scorso, proprio in occasione della meritata conquista del titolo.
Io in quel periodo non ero in Italia e il risultato mi era sfuggito. Me ne scuso con l’interessato.
Da voci che mi giungono dall’ambiente federale, sembra che potrebbero esserci dei problemi legati ai blocchi di partenza. Non riesco a capire cosa c’entrino i blocchi, che al più ci indicano il tempo di reazione allo sparo, in quanto non interferiscono minimamente con il cronometro. E’ pur vero che i blocchi in uso in questo momento in Italia non sono affidabili, ma di qui a chiamarli in causa per questioni di cronometraggio mi sembra eccessivo.

fonte: Redazione Atleticanet

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