RIETI, IL SUPER MEETING!

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Un meeting che non puoi rifiutare, forse sarà questa la proposta degli organizzatori del meeting di Rieti nel futuro. Risultati di valore mondiale praticamente in ogni gara, sole e divertimento per tutti. Meglio di così! La ribalta è tutta per i quattocentisti azzurri Andrea Barberi e Daniela Reina.

Dopo 25 anni cade lo storico record di Mauro Zuliani ad opera del finanziere di San Gregorio di Sassola. Nel 400 corso e vinto dal solito Gary Kikaya in 44″46 Andrea Barberi arriva quarto correndo un ottimo 45″19 al termine di una stagione tutta proiettata alla ricerca di questo risultato di grande prestigio. A questo punto aspettiamo presto la fiamma gialla sotto il muro dei 45 secondi che rappresentano la vera linea di demarcazione per l'attività internazionale di livello.

Anche Daniela Reina corre forte, più forte di ogni altra atleta italiana di ogni tempo. I 400 femminili sono vinti dalla forte bulgara Vania Stambolova in 49″53, che centra il personale, ma l'arcigna atleta in forze alle Fiamme Azzurre combatte e nonostante arrivi solo settima riesce a siglare il nuovo record italiano in 51″18 cancellando dopo quasi dieci anni il nome di Virna De Angeli dalle statistiche nazionali. Da segnalare che la marchigiana aveva chiuso il 2005 con 53″47 nel giro di pista e quindi questo miglioramento (il quinto nella stagione) assume un significato ancora più strabiliante. Per un caso fortuito sia il risultato di Barberi che della Reina rappresentano il 32° posto in graduatoria mondiale dell'anno.

La velocità pura non vuol essere da meno e il 100 uomini vede un duo statunitense a ridosso dei dieci netti. Jason Smoots corre in 10″01 e Marcus Brunson chiude subito dietro in 10″02. Il podio si completa con Uchenna Emedolu che finisce in 10″23. In gara anche due reduci dello strano meeting di Avezzano dove si erano registrati tempi sospetti. Sia Deji Aliu che Luca Verdecchia ritornano a correre su tempi normali: rispettivamente per loro 10″29 e 10″46. Nei 200 arriva primo sul traguardo il bicampione europeo Francis Obikwelu in 20″20 davanti a Christopher Williams ed Uchenna Emedolu. Nella gara femminile dei 200 vittoria invece per Stepahnie Durst in 22″51 davanti a Shericka Williams e Cydonie Motersill.

Negli ostacoli bassi il nostro Gianni Carabelli è ancora in purgatorio ma nonostante la tribolatissima stagione riesce ancora a correre in 49″56 fornendo buoni segnali. Una corsa regolare e aggressiva che lo hanno portato al quinto posto di una gara vinta dal duo giamaicano Thompson – Mc Farlane; 48″57 per il vincitore. La gara femminile è tutta per la primatista mondiale stagionale, la fortissima americana Lashinda Demus che chiude in 53″67, dietro di lei la connazionale Tiffany Ross-Williams, terza Yevgeniya Isakova.

Ancora azzurri da segnalare nel mezzofondo veloce. Elisa Cusma corre per la prima volta sotto i due minuti netti e lo fa alla grande: 1'58″90 in una gara combattutissima nel finale con sei atlete racchiuse in un fazzoletto di pochi decimi di secondo. Vittoria netta invece per la keniana Janeth Jepkosgei che arriva in 1'57″07. Tra gli uomini si intravede il Longo dei tempi migliori. Non trova una corsia per l'800 dei big vinto da Mbulaeni Mulaudzi che sigla la nuova miglior prestazione mondiale dell'anno in 1'43″09 ma trova comunque una gara tirata nella serie B. Per l'atleta veneto c'è un crono di 1'44″86 e la soddisfazione di aver ripreso per i capelli una stagione che sembrava essere nata sotto una cattiva stella. Nella stessa serie anche un Maurizio Bobbato un po' attardato che chiude in 1'46″17.

E grandi risultati anche nei 1500 donne con un podio tutto sotto i quattro minuti. Vince Yusuf Jamal in 3'56″18 (nuovo personal best), seconda Yuliya Chizhenko in 3'57″29 e terza la connazionale Tatyana Tomashova in 3'57″50. In gara l'azzurra Eleonora Berlanda che va a chiudere la sua gara in 4'11″81 un bel po' lontano dalle migliori. Tra gli uomini ancora un ottimo tempo. Bernard Lagat vince in 3'29″68 che è anche la terza prestazione mondiale dell'anno. Le prime due, entrambe fatte al Golden Gala di Roma appartengono a Daniel Komen e Rashid Ramzi. In gara per l'Italia c'era Christian Obrist finito in undicesima posizione in 3'37″99 che rappresenta comunque il suo personale stagionale.

Miglior prestazione mondiale dell'anno nella gara dei 3000 uomini. Isaac Kiprono Songok si migliora ancora e vince la gara in 7'28″72. Vince e beffa un Tariku Bekele che a metà rettilineo pensava di aver la vittoria in pugno grazie ad una prodigiosa rimonta che si è però infranta nelle robuste gambe del vincitore che hanno reagito all'attacco dell'etiope. Terza piazza per il fratello minore del vincitore, il keniano Kiprotich Boniface Songok che si accontenta di siglare il suo nuovo personale in 7'31″33. Per le donne è stato corso invece il 3000 siepi dove la capolista mondiale, la polacca Wioletta Janowska ha dovuto correre in 9'22″48 per spegnare le ambizioni di vittoria della keniana Jeruto Kiptum giuntagli a ridosso a meno di un secondo.

Riflettori accesi nei concorsi dove tutti attendevano la nuova stella dell'atletica italiana e (speriamo) mondiale. Andrew Howe c'era! Dopo alcuni dubbi legati ad un fastidioso mal di schiena, l'azzurro reatino è sceso in pedana con la grinta giusta per affrontare avversari e l'annoso record italiano di Giovanni Evangelisti. Missione compiuta per metà e record italiano avvicinato ma non battuto. Il ragazzo in forza all'Aereonautica ha saltato fino ad 8.36 vincendo la gara davanti al francese Salim Sdiri (8.22) e all'algerino Issam Nima che ha chiuso ad 8.17. Sarà per la prossima volta, noi saremo li ad applaudirlo.
Bella anche la gara dell'asta che purtroppo non ha visto Gibilisco tra i migliori. Ha saltato più di tutti Brad Walker che è salito fino a 5.87; alle sue spalle i due atleti australiani Kooke e Burgess a 5.82.

Tra le donne, la gara del salto in alto è stata vinta dalla bulgara Veneva con 2.00 ma la nostra Elena Meuti ha chiuso a 1.91 in terza posizione e a pari misura con la seconda, la russa Anna Chicherova, dimostrando di aver preso confidenza con l'1,90 e più. Nella gara di triplo, vittoria per la russa Anna Pyatykh con 14.74, seconda la slovena Marija Martinovic-Sestak in 14.52 e terza l'ucraina Olha Saladuha in 14.41. La nostra Silvia Biondini ha saltato 13.11 chiudendo in ottava posizione.
Gara minimalista quella del peso donne dove solo tre atlete vi hanno partecipato. Vince la bulgara Khoroneko in 19.83 davanti a Kleinert (18.89) e Heaston (17.79). Chiudiamo con il disco in cui c'erano due azzurre in gara. Il gradino più alto del podio è stato per Franka Dietzsch che ha lanciato a 65.38, seconda la ceca Vera Pospíšilová-Cechlová e terza Nicoleta Grasu per la Romania; nona e decima la Bordignon (53.36) e la Aniballi (51.25).

Magnifica l'organizzazione, manifesti per tutta la città inneggianti al meeting ed all'oro europeo di Andrew Howe, ottima la presenza di pubblico sugli spalti, giunto in massa nonostante le continue avvisaglie di cattivo tempo.
Ma Rieti è anche questo, una finestra di cielo limpido e di sole per applaudire il gotha dell'atletica mondiale. E sono stati proprio gli atleti a ribadire nelle loro dichiarazioni che le prestazioni qui arrivano anche grazie alle splendide condizioni ambientali che puntualmente si materializzano, temperatura ideale, vento che non disturba, ma soprattutto la sensazione di correre in famiglia, con un pubblico che dà la carica, in un ambiente raccolto e non dispersivo come accade nei grandi stadi.
Da segnalare anche i molti ragazzini presenti a tifare Andrew Howe e gli altri azzurri, una buona notizia per l'atletica italiana, un'iniezione di fiducia per il futuro. Ci sarà da lavorare ancora parecchio, ma le premesse per risalire ci sono tutte.

In definitiva un meeting praticamente stellare o meglio… un meeting che non potete rifiutare ne da atleti ne da spettatori. Arrivederci tutti al prossimo anno sulle tribune dello stadio Raul Guidobaldi di Rieti.

fonte: Redazione / Foto: Screenshot Rai Sport

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_del_Meeting_27.8.2006.txt (9 Kb)

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