CHE CURVA, È TYSON GAY!

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Nella seconda giornata di World Athletics Final a Stoccarda, splendido risultato sui 200 per il giovane americano, grazie ad un’accelerazione in curva da primi della classe. Buoni risultati dalle altre gare, con molti campioni a bruciare le ultime energie rimaste della stagione.

Tyson Gay, un giovanotto di quelli semplici, poco esibizionista al contrario di molti suoi colleghi, di poche parole, faccia pulita, studente di economia e marketing all’Università dell’Arkansas.
E’ lui la nuova punta di diamante della velocità statunitense, colui a cui è richiesto a gran voce di far dimenticare i “fattacci” legati a Gatlin, Jones & c., all’uso più o meno provato di sostanza proibite, spesso facenti capo ai soliti allenatori padroni.

L’atletica americana mai come in questi anni sta perseguitando il doping in patria, ed i giovani provenienti dal mondo dilettantistico universitario come Gay, Allyson Felix, Wallace Spearmon, Xavier Carter, Jeremy Wariner, sono chiamati a dispensare ossigeno ad un ambiente che negli ultimi tempi è parso così sporco di doping da non capirci più nulla.

Proprio a Stoccarda nell’ultima grande riunione internazionale, se si esclude l’ultimo atto della Coppa del Mondo, Tyson Gay ha voluto strabiliare apportando una ventata di freschezza e speranza a tutta l’atletica U.S.A. Ieri l’impresa di correre nel giorno del suo 24esimo compleanno i 100 in 9”92, a soli 3 centesimi da “superman” Asafa Powell, dimostrando di aver preso confidenza con la gara, nella quale quest’anno si è migliorato sino a 9”84.
Oggi la partecipazione sulla distanza a lui più congegnale, i 200 metri, alla ricerca di un bel regalo personale per festeggiare il suo fresco 24esimo compleanno.

E regalo effettivamente c’è stato: una partenza velocissima unita ad un’accelerazione magistrale in curva, hanno portato Gay abbondantemente primo all’entrata del rettilineo. Spearmon, Bolt ed Obikwelu si sono ritrovati lontani, irrimediabilmente staccati da quella freccia lì davanti. La fase lanciata di Gay ha fatto il resto, ordinata e senza regalare nulla: l’americano non ha risparmiato, chiudendo in un fantastico 19”68, tempo che migliora di due centesimi il personale, portandolo ad essere il terzo atleta di sempre sulla distanza, dopo Johnson e Xavier Carter, ed a pari merito con Frank Fredericks. Una prestazione incredibile avvalorata anche dall’assenza di vento (-0.1 m/s).

Dietro di lui si migliora Wallace Spearmon con 19”88, mentre Usain Bolt, capace in altre occasioni di scendere sotto i 20”, si ferma a 20”10. Un finale di stagione eccellente quello dell’americano, a questo punto possibile candidato al titolo dei 200 ai Mondiali di Osaka del prossimo anno, con qualche pensierino anche per la distanza più breve, Powell permettendo.

La velocità regala altre buone cose sui 100, dove la giamaicana Sheron Simpson corona la sua leadership stagionale con l’ennesima vittoria: 10”89 per lei, senza che nessuna della vasta schiera di americane riesca ad acciuffarla.

Nei 400 Sanya Richards interpreta sempre di più il ruolo del suo compagno di allenamenti Jeremy Wariner, ossia vince in qualsiasi condizione, anche dopo aver corso un 200 con record personale 24 ore prima. La Richards si impone con un buon 49”25, conservando l’imbattibilità stagionale nei grandi meeting IAAF. Brutta figura invece per Vanya Stambolova, ultima in 51”48 e mai in gara.

Nei 400 hs il greco Periklis Iakovakis non si danna più di tanto per correre alla sua maniera e far sua la competizione: 47”92 per lui, con il campione del mondo Bershawn Jackson solo terzo in 48”24, sopravanzato anche dal sudafricano Van Zyl, secondo in 48”08.

Sempre ostacoli, ma 100 femminili: Michelle Perry conduce una gara perfetta e chiude in 12”52, quattro centesimi meglio della connazionale Damu Cherry e della canadese ritrovata Perdita Felicien.

Nel salto in lungo il panamense Irving Saladino fa sua la gara in 8,41, sia pur avvicinato all’ultimo salto da Al Khuwalidi con un pregevole 8,34. Per Saladino è un’altra perla da aggiungere ad una stagione incredibile. Terzo il greco Tsatoumas (8,29).

Tutto facile per Tatyana Lebedeva nel triplo così come per Yelena Isinbayeva nell’asta: niente di eccezionale ma vittorie e tanti dollari in tasca.

Nel salto in alto è bastata la misura di 2,33 per vincere la gara, altezza raggiunta sia dal russo Silnov che dallo svedese Thornblad. Quest’ultimo si è imposto alla fine per un numero inferiore di errori, dimostrando di esser pronto a prendere il posto di sua maestà Stefan Holm, solo terzo e senza andar oltre 2,29.

I lanci hanno regalato belle sfide sia sul martello, con Koji Murofushi che ha la meglio su Ivan Tikhon per soli trenta centimetri (81,42 contro 81,12), che nel giavellotto, dove Andy Thorkildsen non ha ceduto all’impressionante serie oltre 86 metri di Tero Pitkamaki. Alla fine vittoria per il norvegese con una spallata da 89,50.

I soliti avvincenti duelli all’ultimo giro nel mezzofondo hanno visto trionfare i colori dell’Etiopia: prima con Kenenisa Bekele sui 5000, con un ultimo giro in 52”3, poi con Meseret Defar a prendersi la rivincita sulla connazionale Tirunesh Dibaba nei 3000 metri.

Il Kenya non è rimasto a guardare, togliendosi qualche soddisfazione con la vittoria di Paul Kipsiele Koech nei 3000 siepi in 8’01”37, dopo una gara tiratissima nella fase iniziale con passaggi da record del mondo. Sui 1500 ancora gli atleti degli altipiani la fanno da padroni con lo splendido spunto di Alex Kipchirchir che castiga negli ultimi metri Bernard Lagat, keniano con cittadinanza americana.
Sconfitta invece per la keniana Jepkosgei negli 800, dopo una volata durata più di 200 metri con la cubana Calatayud. Alla fine è 1’59”02 contro 1’59”10 per caraibica.

Nelle restanti gare, ancora una vittoria nel peso per la bielorussa Khoroneko che scaglia l’attrezzo a 19,81, mentre nel disco è la 38enne Franka Dietzsch a cogliere un altro importante successo, con un 64,73 che accende il pubblico di casa.

Prossimo ed ultimo appuntamento con la grande atletica in pista sarà la Coppa del mondo ad Atene, il 15 e 16 settembre, con molti dei presenti a Stoccarda nuovamente in pista per il gran finale.

fonte: Redazione -Foto: IAAF

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