BORELLINI E L’ATLETICA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Fabrizio Borellini è stato il frutto della scuola di salto in alto modenese degli anni 80’ e 90’ e dal 2000 ha lasciato il ruolo di protagonista che aveva sulle padane, per allenare e trasmette la sua esperienza acquisita in quasi 20anni di atletica leggera.

Borellini com’è fare l’allenatore dopo essere stato un atleta?:
È molto semplice allenare quando si ha un’esperienza come quella di un ex atleta come me. Un allenatore deve essere bravo nel capire il proprio atleta e sapere se la sensazione che il proprio allievo ha è conseguente ad uno stimolo o è sintomo di infortunio e in questo sono avvantaggiato perché ricordo bene quello che provavo fino a pochi anni fa.

Lei riprende gli allenamenti che le facevano fare? Cosa evita?:
Io mi baso sull’esperienza avuta nei primi cinque anni di atletica dove con Corradi ho vinto tre titoli giovanili e sono arrivato a saltare 2.30. Dopo il mio infortunio ci sono stati errori della federazione che hanno bloccato la mia crescita.Questo perché dai paesi dell’Est, ed in testa a tutti la Russia, arrivavano risultati di test che facevano paura e per rimanere al passo di questi la federazione ci sovraccaricava di lavoro e noi non saltavamo più. Si scoprì poi che gli atleti dell’ Est usavano sostanze illecite per raggiungere quelle misure e poi restavano al top della forma da Marzo a Ottobre e noi che eravamo puliti provavamo ad inseguirli ma era impossibile raggiungerli. Quindi evito gli errori che sono stati fatti in quel periodo e soprattutto quando faccio eseguire un esercizio lo provo prima su di me per sentire le sensazioni e su quali fasce lavora.

Perché negli ultimi anni non ci sono acuti come vittorie o record nel salto in alto?:
Spero che arriveranno presto perché la federazione si è impegnata molto in questi ultimi anni. Nel 2000 avevamo un solo atleta a 2.26 mentre quest’anno tutti i 5saltatori agli europei sono entrati in finale e questo è il frutto di un grosso lavoro della federazione che ha portato sia i Ciotti che Talotti a misure da finale mondiale.

Perché i migliori saltatori italiani crescono a Modena ma non sono modenesi?:
Io sono stato un prodotto modenese doc perché nato a Modena, allenato da Corradi(modenese) che a sua volta è stato allenato da Brandoli(altro modenese). Adesso a Modena c’è un grande talento che è Filippo Campioli che secondo me ha grandissime possibilità(forse più di quelle che avevo io) ma in questo ultimo periodo gli mancano quelli stimoli interiori che nemmeno l’allenatore gli può dare. I migliori saltatori cresciuti a Modena non sono della città ma comunque sono della regione e sono stati costruiti al Campo Scuola a Modena come i Ciotti. Purtroppo il salto in alto lo fanno gli scarti della pallavolo e del basket perché questi sono più pubblicizzati nelle scuole rispetto all’atletica quindi per avere in futuro dei saltatori modenesi bisognerebbe pubblicizzare questa disciplina nelle scuole magari organizzando incontri con ex-atleti come me.

Mi parli un po’ della Caneva:
Marina è una grande lavoratrice e grazie alla sua forza di volontà non si spaventa davanti a nessun carico di lavoro e questo la rende una vera professionista. Lei ha di personale 1.83 ottenuto l’anno scorso e quest’anno è salita ad 1.82 ma il calo non è casuale: abbiamo deciso di “sacrificare” quest’anno per seminare e poter raccogliere molto l’anno prossimo dove spero di portarla ad 1.90.
Marina è fortunata perché come tutte le ragazze delle Fiamme Azzurre(il gruppo sportivo della Polizia Penitenziari)fa parte di un progetto voluto dal commissario Marcello Tolu che attualmente dirige la squadra e che sta puntando molto su quella femminile che il 23-24settembre parteciperà ai campionati italiani di società.

fonte: Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *