COPPA DEL MONDO UOMINI PREVISIONI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Solo dopo la riunione tecnica, prevista per domani 15 settembre alle ore 18.00 locali, si conosceranno le liste definitive dei partecipanti alla 10.a edizione della Coppa del Mondo.
Alcune cifre sono però già note.
Gli atleti impegnati nelle due giornate di gara sono 309 (156 uomini e 153 donne) in rappresentanza di 63 paesi. Il numero dei partecipanti, nonostante la presenza delle due squadre nazionali greche, è il più basso di tutte le edizioni della Coppa, ma è poco significativo dal momento che vi sono molti atleti al raddoppio dell’impegno nell’arco dei due giorni di competizione e le staffette composte da concorrenti impegnati anche nelle gare individuali.
Il numero dei paesi (63) rappresentati, è invece il più alto, pari solo a quello della 6.a edizione dell’Havana del 1992.
Anche se rimangono ancora da sciogliere alcuni dubbi, come per esempio quello di Asafa Powell che le “entry list” danno alla partenza dei 100 metri, mentre la stampa anticipa da giorni che il giamaicano parteciperà solo alla staffetta 4×100 per le Americhe, il quadro dei concorrenti in campo è veramente degno di un campionato del mondo o di un’olimpiade.
Sicuramente a questa adesione massiccia di molti campioni, nonostante siano giunti abbastanza stanchi al termine di una stagione agonistica usurante, sta anche l’entità del monte premi che prevede 30.000 dollari Usa per il primo classificato, 15.000 al secondo, 10.000 al terzo e così a scalare fino all’ottavo che, comunque vadano le cose prenderà 1000 dollari. Dai premi in denaro sono esclusi gli atleti greci. In caso di miglioramento di un primato mondiale c’è un ulteriore premio di 100.000 dollari, purché chi l’ha conseguito sia in linea con le procedure antidoping previste.
Ieri ho commentato la partecipazione delle squadre e della rappresentativa europea. Oggi voglio gettare uno sguardo sulla composizione delle altre formazioni che, a parte gli Stati Uniti, rappresentano altrettanti continenti, ma soprattutto ai duelli che si svilupperanno nei due giorni di gara.
Rispetto ai Giochi Olimpici del 2004 (Atene), ed agli stessi mondiali del 2005 (Helsinki), vi sono stati importanti cambiamenti, alcuni di ordine generazionale altri di natura diversa (doping), che hanno costretto alcuni dei campioni di allora (Gatlin ad esempio) a lasciare spazio ad altri protagonisti.
Nei 100 metri uomini mancherà quindi Justin Gatlin, ancora co-primatista del mondo, e mancherà anche con tutta probabilità Asafa Powell. Molto atteso alla prova lo statunitense Tyson Gay (classe 1982) (nella foto) che quest’anno ha corso in 9.84, ma che ha stupito il mondo a Stoccarda correndo i 200 in 19.68, terzo performer di sempre sulla distanza.
Gay se la vedrà con il nigeriano Olusoji A. Fasuba, 9.85 quest’anno a Doha dietro a Gatlin e con il campione europeo Francis Obikwelu.
Obikwelu si schiererà anche sui 200, specialità nella quale ha vinto l’ultima edizione di Coppa (2002), dove incontrerà Wallace Spearmon (classe 1984), argento a Helsinki, uomo che ques’anno ha corso in 19.88. Atteso ad una conferma mondiale il giamaicano Usain Bolt, sceso anche lui quest’anno a 19.88.
Orfani di Jeremy Wariner i 400 vivranno sul duello fra l’ivoriano Gary Kikaya (44.10) e lo statunitense LaShawn Merrit (44.14). Outsider Alleyne Francique di Grenada (44.64 quest’anno) e il campione europeo Marc Raquil (44.95).
Difficilmente le gare di mezzofondo e fondo produrranno tempi di rilievo. Gli atleti in gara punteranno sicuramente al premio e quindi daranno vita a gare tattiche, che si risolveranno in altrettante volate finali. Su tutti comunque un nome: quello di Kenenisa Bekele, primatista e oro olimpico e mondiale dei 10.000, che correrà i 5.000.
Anche le siepi avranno un solo protagonista: Saif Saaeed Shaheen (keniano del Qatar), primatista mondiale della specialità, ed unico ad essere sceso sotto gli 8 minuti, unitamente al keniano Paul Kipsiele Koech.
Nessun problema per il “plenipotenziario” dei 110 ostacoli, il cinese Xiang Liu. Interessante vedere all’opera il cubano Dyron Robles, sceso recentemente a 13.00, e il campione europeo Stanislavs Olijars, che vanta un eccellente 13.08.
Lo statunitense Kerron Clement (47.39 nel 2006) e il campione europeo Periklis Iakovakis, idolo di casa (47.82), se la vedranno per la vittoria nei 400 ostacoli.
Tutto europeo il salto in alto con il campione europeo Andrei Silnov (2.37) e il ceco Tomas Janku (2.34), una spanna sugli altri.
L’australiano Steven Hooker è salito quest’anno a 5.96 nell’asta, una specialità che è alla ricerca del suo leader. Gli altri sono lontani, compreso Okker Brits, unico ad avere un PB sopra i 6 metri (6.03), misura che risale però al 1995.
Grande incertezza nel salto in lungo, la gara per noi più attesa.
Irving Saladino (8.56), Mohammed Salman Al Khuwalidi (8.48), Ignisious Gaisah (8.43) e il nostro Andrew Howe (8.41), hanno tutti ottenuto i loro personali nella corrente stagione. Andrew (classe 1985) è il più giovane. Che sia di buon auspicio?
L’assenza di Christian Olsson, fermo per infortunio, lascia via libera al rumeno Marian Oprea (17.74i nel 2006) e al brasiliano Jadel Gregorio (17.56i) per la vittoria finale.
A parte il peso, dove fanno spicco i m. 22.11 indoor dell’americano Reese Hoffa, tutti gli altri concorsi vedono gli europei nettamente favoriti.
Inimmaginabile infatti non vedere l’oro olimpico e mondiale Virgilijus Alekna aggiudicarsi il lancio del disco e Ivan Tikhon quello del martello, se saprà tenere a bada l’oro olimpico di Atene il giapponese Koji Murofushi.
Solo una formalità per il norvegese Andreas Thorkildsen la gara del giavellotto dopo il sontuoso m. 91.59 ottenuto quest’anno.
Se non faranno pasticci gli Stati Uniti dovrebbero aggiudicarsi entrambe le staffette, dove detengono le migliori prestazioni stagionali (38.16 nella 4×100 e 2:59.86 nlla staffetta del miglio). Outsider la Francia in entrambe le prove.
Queste le preview per gli uomini. Seguono quelle delle donne.

fonte: Redazione Atleticanet /Foto IAAF

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *