COPPA DEL MONDO DONNE PREVISIONI

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Solo sulla carta, sulla base dei tempi stagionali, Marion Jones (10.91), avrebbe potuto insidiare la vittoria sui 100 metri alla giamaicana Sherone Simpson (America), che quest’anno è scesa a 10.82. L’incertezza è stata di breve durata. Proprio ieri la Jones (due volte vittoriosa in Coppa del Mondo: 1998 e 2002) ha considerato chiusa la sua stagione agonistica fatta di pista, ma anche di tribunali, avvocati ecc.
Via libera quindi alla caraibica del gruppo facente capo al coach Stephen Francio. Alla campionessa europea Kim Gevaert (scesa quest’anno a 11.04) l’arduo compito di difendere l’onore del vecchio continente.
La velocista belga saprà farsi valere anche sulla distanza doppia dove la sola Sanya Richards (Usa) ( nella foto) può vantare un tempo stagionale (22.17), migliore del suo 22.20.
La Richards, una delle vincitrici del Jackpot in Golden League, si presenta favorita anche sui 400 metri dove quest’anno vanta un 49.05. Se la vittoria di Goteborg non avrà prosciugato le sue energie, potrebbe essere della partita anche la bulgara Vania Stambolova (49.53), fresca campionessa europea. Da seguire anche la giamaicana Novlene Williams (49.64) e la beniamina di casa Fanì Halkià (solo 52.14 nel 2006), campionessa olimpica dei 400 ostacoli, che in quella specialità ha lasciato, per sua scelta, il posto a Pristina Hantzì-Neag, desiderando cimentarsi con impegno nei piani.
La keniana Janeth Jepkosgei, campionessa del Commonwealth e d’Africa, che recentemente a Losanna ha portato a 1:56.66 il primato nazionale, gode dei favori del pronostico sulla cubana Zulia Calatayud, campionessa mondiale in carica, scesa quest’anno a 1:56.91. In un arrivo in volata potrebbe far valere le sue chances anche la russa Olga Kotlyarova, campionessa europea e vincitrice del meeting di Zurigo dell’agosto scorso.
Incerto anche il duello che si prefigura fra Tatyana Tomashova, oro mondiale ed olimpico, e la portacolori dell’Asia, Maryam Yusuf Jamal (Bahrain), classe 1984. Entrambe hanno realizzato quest’anno i loro “PB” , avendo corso la distanza rispettivamente in 3:56.91 e 3:56.18. Difficile che la bulgara Daniela Yordanova (3:59.37) riesca a inserirsi in questo duello che si preavvisa interessantissimo. A Stoccarda ha vinto la 22enne Jamal sulla Tomashova. C’è quindi in giro anche aria di rivincita.
Le due duellanti dell’estate atletica: Tirunesh Dibaba e Meseret Defar, entrambe etiopi, si sono questa volta divise e gareggeranno, praticamente senza avversarie, rispettivamente nei 3000 e 5000 metri. L’Africa può già incamerare i loro punti pesanti.
Tre atlete in lizza nei 3000 siepi. Il miglior tempo dell’anno è della polacca Violetta Janowska (9:17.15), che dovrà vedersela con la campionessa europea, la bulgara Alesia Turava (9:20.16) e la russa Tatyana Petrova (9:22.96). Outsider: la campionessa d’Africa Jeruto Kiptum (Kenia) scesa a 9:23.35.
Un nome (in questo caso cognome), a volte è una garanzia. Virginia Powell (Usa) è tuttavia brava di suo (12.48 quest’anno) e gode quindi dei favori del pronostico sui 100 ostacoli, unitamente alla giamaicana Brigitte Foster-Hylton (12.49 nel 2006 ma 12.45 in carriera). Vicina alle due, e quindi buona per il podio, la graziosa svedese Susanna Kallur, reginetta d’Europa nella specialità, che quest’anno ha corso in 12.52.
Due sole atlete quest’anno sotto la soglia dei 54 secondi netti. Ha fatto meglio (53.02) la campionessa degli Stati Uniti Lashinda Demus, ma la primatista (52.34) e campionessa del mondo Yuliya (Pechonkina) Nosova, rientrata alle gare dopo un infortunio, non starà certo a guardare, come pure la 37enne Tetiana Tereschuk-Antipova (54.12).
I salti sono riserva privata delle russe, forse con la sola eccezione del salto in alto dove al momento la belga Tia Hellebaut, campionessa europea, sembra godere dei favori del pronostico. Abbondanza di talenti per l’Europa si è permessa di lasciare a casa una campionessa come la svedese Kajsa Bergqvist.
Per il resto impensabile un insuccesso di Yelena Isinbayeva (asta) e di Tatyana Lebedeva (triplo). Anche la campionessa continentale Lyudmila Kolchanova (7.11) sembra offrire più garanzie che non l’australiana Bronwyn Thompson (6.97 quest’anno).
Maggiori chances sembra avere un’altra componente della squadra dell’Oceania. Si tratta della pesista Valerie Vili, classe 1984, che quest’anno ha lanciato due volte a m. 20.20. Vedremo se saprà tenere a bada la bielorussa Natalia Khoroneko (20.17) e la cubana Yumileidi Cumbà, oro ai mondiali di Helsinki.
Come per gli uomini anche fra le donne hanno una discobola che domina il contesto delle altre partecipanti. Si tratta della tedesca Franka Dietzsch (68.51 quest’anno a un metro esatto del suo PB), che potrebbe essere contrastata solo dalla polacca Wioletta Poteva (66.01) e dalla cubana Yania Ferrales (66.00).
Nel lancio del martello, la russa pluriprimatista mondiale Tatyana Lysenko (77.80) e nel giavellotto la tedesca Steffi Nerius (65.82) godono incontrastate il favore del pronostico.
Le staffette parlano americano in virtù dei personali parziali di ciascuna componente, ma si sa che, per lo meno per quella veloce, ci sono altre componenti che possono giocare a favore dell’una o dell’altra formazione.
Staremo a vedere!

fonte: Redazione Atleticanet – Foto IAAF

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