COPPA DEL MONDO D’ATENE PRIMA GIORNATA DI GARE

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Coppa del mondo d’Atene, il giorno del giudizio per gli amanti dell’atletica.
I cinque continenti riuniti in squadre si fronteggiano con i loro migliori atleti. L’Europa fronteggia bene il resto del mondo nella prima giornata di gare presentandosi al primo posto nella classifica provvisoria maschile, ed al terzo in quella femminile.

Le gare femminili mettono subito in luce la quattrocentista americana Sanya Richards, che stabilisce il record continentale correndo la distanza in 48.70, superando il vecchio limite stabilito nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles, da Valerie Brisco-Hooks, di ben 13 centesimi. L’atleta americana sembra voler procedere a piccoli passi, il giorno della conferenza stampa aveva esordito dicendo che voleva fare qualcosa di speciale, tutto questo dopo essere stata imbattuta per tutta la stagione agonistica ed essere al primo posto nelle liste mondiali della stessa. La Richards al momento sembra sempre più volersi avvicinare al limite mondiale stabilito dall’ex tedesca dell’est, Marita Koch, in 47.60, ma prima, come anche lei sostiene, bisogna passare per il 48.63 di Cathy Freeman.

Il numero uno nel rank Iaaf del salto in lungo, l’atleta di Panama, Irving Saladino, vince la gara con la misura di 8 metri e 26, davanti al nostro portacolori, recente campione d’Europa, Andrew Howe, che ha superato la misura di 8 metri e 12 solo al quarto ed ultimo tentativo, riuscendo a tenere dietro l’atleta dell’Asia, Al Khuwalidi Mohamed Salman, che ha concluso la gara con la misura di 8 metri e 11. La gara sì è risolta a favore di Saladino già dal primo salto, con Andrew Howe in evidente difficoltà a rimanere nelle posizioni di testa, quinto alla prima prova, è riuscito a risalire le posizioni della classifica dopo il terzo tentativo, dove ha superato la misura di 8 e 08 con una parziale quarta posizione. Infine nell’ultimo salto, Howe è riuscito a trovare la spinta giusta per superare gli 8 metri e 12 superando Mohamed Salman e Gaisah Ignisious giunto quarto con la misura di 8 metri e 09.

La staffetta 4×100 femminile, va alla squadra del continente americano (da non confondere con quella statunitense) formata dalla Jamaicana Aleen Bailey dalla Bahamense Debbie Ferguson dall’atleta delle isole Cayman Cydonie Mothersill e dalla Jamaicana Sherone Simpson, che vincono la gara con il tempo di 42.26, mettendo dietro le loro spalle la squadra russa formata dalle atlete, Gushchina Yuliya, Rusakova Natalya, Khabarova Irina, Grigoryeva Yekaterina, seconde con il tempo di 42.36, terza, la formazione africana formata da, Idoko Francisca, Ojokolo Endurance, Dankwah Esther e Anim Vida 43.61; l’Europa e solo ottava, mentre è squalificata la formazione statunitense.

Fenomenale vittoria nella 4×100 maschile ad opera della formazione statunitense, che con il tempo di 37.59, stabiliscono la quinta migliore prestazione di sempre ed il record dei campionati, gli statunitensi vincono la gara con la formazione formata da Kaaron Conwright, Wallace Spearmon, Tyson Gay e Jason Smoots, dietro di loro a più di un secondo la formazione europea, che stabilisce la migliore prestazione continentale, formata da Chambers Dwain, Grant Dwayne, Devonish Marlon e Lewis-Francis Mark, 38.45, dietro di loro con 38.51 la formazione dell’Asia formata dagli atleti Tsukahara Naoki, Suetsugu Shingo, Takahira Shinji e Rani Ritu, anche per loro migliore prestazione continentale.

Lo statunitense Tyson Gay vince i cento metri piani, tenendo la testa della gara praticamente dallo sparo dello starter, il suo tempo finale, 9.88, lo porta ad una vittoria relativamente facile, con un margine di quasi due metri sul suo diretto inseguitore, l’europeo Francis Obikwelu, 10.09.
La giamaicana Sherone Simpson non lascia scampo alle sue avversarie correndo i cento metri piani femminili in 10.97, dietro di lei lontana la statunitense Edwards Torri in 11.19, al terzo posto la rappresentante del continente africano, la ganese Anim Vida, in 11.21, sua migliore prestazione stagionale.

Nel mezzofondo, nella gara dei 5000 metri piani, l’ex keniano Stephen Cherono, naturalizzato per il Qatar, ed ora Saif Saaeed Shaheen, prova a fare il gioco della molla con i suoi avversari, ma gli altri di certo non stanno a guardare e danno battaglia al rappresentante del continente asiatico, così tra bruschi cambi di ritmo, il keniano Mike Kigen e lo statunitense Matt Tegenkamp, provano a dare filo da torcere a Shaheen, che alla fine riesce a spuntarla sui due, vincendo con un furioso rush finale, partito a due giri dal termine, in 13.35.30, con i due avversari che negli ultimi quattrocento metri riescono quasi a rimontare il distacco imposto loro da Shaheen, ma che giungono rispettivamente con il tempo di 13:36.19 e 13:36.83.

Nei 3000 metri femminili, la rappresentante del continente africano, Tirunesh Dibaba, stabilisce il record dei campionati vincendo la gara con il tempo di 8:33.78, dietro di lei la polacca Lidia Chojecka 8:39.69, terza la statunitense Kara Goucher 8:41.42. Entrambe nulla hanno potuto contro il fortissimo, ultimo giro di pista, che la Dibaba ha elevato a sua arma fatale per sconfiggere le sue avversarie, infatti, un 58 secondi, negli ultimi 400 metri, archivia questa ennesima vittoria per l’atleta africana.

L’Europa conquista nove punti con la vittoria nel giavellotto femminile della tedesca Steffi Nerius, che scaglia l’attrezzo a 63.37 metri dietro di lei la rappresentante delle Americhe, la cubana Sonia Bisset, a 61.74 metri, terza l’africana Robbeson Justine con 61 metri e 38.
Nel salto triplo femminile due record dei campionati si sono susseguiti a distanza di pochi minuti, il primo, lo ha stabilito la greca Chrisopiyi Devetzi con il suo primo salto da 15 metri e 04, ma poco dopo la russa Tatyana Lebedeva, ha superato la misura di 15 metri e 13 centimetri, a cui la Devetzi, poco dopo, ha risposto con un salto che ha fatto replicare i trentamila spettatori dello stadio ellenico, con un enorme boato, questo quando gli schermi hanno mostrato che l’atleta greca era atterrata ben oltre il precedente salto della russa, ma purtroppo il salto è risultato nullo, la Devetzi nella rincorsa ha infatti toccato l’asse di battuta, e Tatyana Lebedeva ha potuto archiviare questa ennesima vittoria, in uno stadio gremito, che per molti appassionati ha ricordato gli appena passati giochi olimpici di Atene 2004.

Nelle foto Sanya Richards, Tatyana Lebedeva e Tyson Gay. Foto Gino Esposito per Atletica Net

fonte: Iaaf

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