GIAPPONESI SUGLI SCUDI A YOKOHAMA, MENTRE POWELL SI FA SQUALIFICARE

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Il “Super Meet” 2006 di Yokohama ha deluso parzialmente le attese, ma non per gli appassionati giapponesi sugli spalti. Bisogna innanzitutto dare risalto alla notizia del passo falso di Asafa Powell, che dovrebbe aver così chiuso in modo inglorioso una stagione per lui grandiosa, col doppio record del mondo (eguagliato) di Gateshead e di Zurigo, la vittoria nel jackpot della Golden League e nella finale del Grand Prix di Stoccarda. Del resto, bisogna ricordare che Powell balzò per la prima volta sulla grande ribalta mondiale con la famosa vicenda delle squalifiche per partenza falsa nei quarti dei Mondiali di Parigi 2003, assieme all'allora più famoso Jonathan Drummond…In sua (sopravvenuta) assenza, la gara è stata caratterizzata da una doppietta giapponese, con Shingo Suetsugu vittorioso in un 10″12 ventoso (+2,2 m/s) e Naoki Tsukahara secondo in 10″26, al fotofinish sull'esperto australiano Patrick Johnson.

Un altro grande protagonista di casa è stato senza dubbio il campione olimpico del martello Koji Murofushi, che ha così mantenuto l'imbattibilità stagionale dopo il rientro seguito all'infortunio. Murofushi si è imposto in 81,00, distanziando il doppio campione del mondo e recente campione europeo, il bielorusso Ivan Tikhon, fermo a 78,31.

Tra le donne, la palma di miglior risultato (noblesse oblige) va senz'altro a Yelena Isimbayeva, capace di arrivare nel salto con l'asta a 4,72, ma menzione spetta comunque alle australiane Tatyana Grigoryeva (seconda con 4,57) e Kym Howe (terza con 4,47).
Non male anche la sprinter migliore al mondo nell'annata, la giamaicana Sherone Simpson, che ha corso in 11″15 con vento regolare (+0,8 m/s), la bahamense Christine Amertil nei 400 (50″68) e la danese Christina Scherwin nel giavellotto (m 62,68, davanti alla polacca Madejczyk con 55,60).

Occorre però sottolineare le grandi prestazioni di due atlete giapponesi, la 17enne Yurika Kobayashi, che ha abbassato il record nazionale dei 1500 di 1/100, arrivando seconda in 4'07″86 dietro l'australiana Sarah Jamieson, vincitrice in 4'05″82, e soprattutto la lunghista Kumiko Ikeda, vincitrice con 6,81 ottenuto con vento leggermente contrario di – 0,2 m/s. In questa gara l'aussie Bronwyn Thompson (sul podio recentemente sia a Stoccarda che alla Coppa del Mondo di Atene) non ha fatto meglio di un terzo posto con un modesto 6,42.

Tra gli uomini da evidenziare ancora un ottimo 48″36 di Kerron Clement nei 400 hs, dove i giapponesi si sono ancora ben comportati con Naohiro Kawahita secondo in 49″30 e Takayuki Koike terzo in 49″45, ed il discreto 2,27 del campione olimpico svedese Stefan Holm nel salto in alto, davanti al polacco Sposob con 2,24. I giapponesi si sono ancora imposti nei 400 con Yoshihiro Horigome in 45″77 (davanti al quarto degli europei, il polacco Daniel Dabrowski, con 45″99) e nei 110 hs con Masato Naito in 13″61 (di 1/100 sul finalista europeo Demydyuk, ucraino). Uno sprazzo di gloria anche per due atleti sudcoreani, il triplista Kim Duk-Hyung, vincitore con 16,88, ed il giavellottista Park Jae-Myong, secondo con 79,56 dietro il buon risultato dell'estone Risto Matas, vincitore con 80,56.

In questa gara si è avuto il forfait per infortunio della leggenda ceka Jan Zelezny, che avrebbe dovuto chiudere qui a 40 anni una carriera costellata di record mondiali (è tuttora detentore con m 98,48) e di medaglie (tre volte consecutive campione olimpico, tre volte campione del mondo, ultima medaglia il bronzo agli europei del mese scorso a Goeteborg). Il buon Jan si è dovuto “accontentare” della rimpatriata disputata nella città natale di Mlada Boleslav mercoledì scorso, dove ha concluso un'eccezionale carriera ultraventennale con un eccellente 82,19.

fonte: IAAF – asahi.com

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