MARATONA DI BERLINO – 24 SETTEMBRE 2006

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Quello che è successo fino agli ultimi chilometri di gara, lasciava presagire la volontà, da parte del vincitore, di abbattere il record mondiale dei 42km (2'04″55) appartenente dal 2003 al keniano Paul Tergat. Ciò non è accaduto, ma Haile Gebreselassie si è aggiudicato la 33^ Maratona di Berlino con un tempo superiore al record di appena un minuto e un secondo, registrando il crono di 2'05″56. Tutta la gara è stata illuminata dal sole, garantendo però una temperatura oscillante tra i 16 e i 20 gradi, pressochè ideale per questo tipo di competizioni; di fronte a circa un milione di spettatori, si sono presentati alla partenza ben 31,472 corridori, provenienti da 105 nazioni.
L'opportunità di abbattere il record è svanita nel tratto finale, tra il 35° ed il 40° chilometro. Con un ritardo di 22 secondi accumulato negli ultimi tratti del percorso, era impossibile recuperare, anche perchè pare che il piccolo etiope fosse in difficoltà a causa di piccole noie fisiche.
Tuttavia, il tempo costituisce anche il suo personal best, dato che prima vantava una migliore prestazione personale col tempo di 2'06″20, ottenuto un anno fa ad Amsterdam, dove, allo stesso modo, aveva perso una buona occasione per dare l'assalto al record mondiale di Tergat. A Berlino, due fattori lo hanno sfavorito: come ad Amsterdam, ha corso gli ultimi 14 chilometri da solo, mentre Tergat era stato tirato fino al 41° chilometro, ed ha dovuto fare i conti anche con un vento non indifferente, che poteva creare problemi.
Egli stesso infatti, dopo la gara, ha detto: “Va bene così. Se avessi battuto il record di Tergat, sarebbe stato fantastico, ma va bene lo stesso. La temperatura era perfetta, solo il vento ha dato un po’ di fastidio perché man mano che si andava avanti con la gara, proveniva da direzioni diverse. Ma è stato fantastico, sono felice. Qui non c’era nessuno a darmi il ritmo, ma un giorno abbatterò il record del mondo, ne sono sicuro”.
Korir, il più veloce della storia dopo Tergat sulla distanza, era ieri il principale rivale di Gebreselassie. Tuttavia, non è riuscito ad impensierirlo, dato che, malgrado l'ottima partenza, è stato costretto al ritiro. Le difficoltà dell'etiope sono cominciate anche dopo il ritiro dei corridori che tenevano alto il ritmo della gara, i keniani Jason Mbote e James Kwambai, rispettivamente al 25° e 28° chilometro.
Quindi, a due anni di distanza dal preannunciato ritiro dopo le Olimpiadi di Pechino, Haile Gebrselassie sogna di eguagliare e, perchè no, superare i 23 record mondiali dell'immortale “finlandese volante”, Paavo Nurmi. Per ora è fermo a quota 21.
I gradini più bassi del podio sono andati al connazionale Gudisa Shentema (2’10”43) e al giapponese Kurao Umeki (2’13”43).
Come nella corsa maschile, in quella femminile il duello tra potenza etiope e keniana si è interrotto al 19° chilometro, quando Saline Kosgei ha lasciato la gara, dando via libera a Gete Wami.
La campionessa mondiale dei 10000 dal 1997, ha tratto profitto dal ritmo ideale tenuto dal keniano Christopher Kandie, che a Londra 2003 aveva nello stesso modo aiutato Paula Radcliffe lanciandola verso il record mondiale (2’15”25). Gete Wami non è stata in grado di sfidare quel tempo, ma ha vinto con grande facilità, analogamente al suo compatriota Gebrselassie, chiudendo la maratona col tempo di 2’21”34; personal best anche per lei che, sempre ad Amsterdam, aveva corso nel 2002 in 2’22”19. Seconda Salina Kosgei in 2’23”22, anche per lei nuovo primato personale, e terza la polacca Monica Drybulsky in 2’30”12.

fonte: scc-events.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *