E’ USCITO IL NUOVO LIBRO DI ROBERTO L. QUERCETANI E GUSTAVO PALLICCA

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La domanda più frequente che l’appassionato di sport si pone è: “Chi ha vinto i 100 metri ai Giochi Olimpici?”
Non tanto per soddisfare questa curiosità, quanto per dare un contributo qualificato alla “velocità” e il suo ruolo di regina dell’atletica, il fiorentino giornalista e storico dell’atletica leggera Roberto Luigi Quercetani, autore di pregevoli opere in questo campo, tradotte e quindi note in tutto il mondo, si è occupato, in un libro che è uscito in questi giorni, delle corse brevi e veloci, quelle che, come abbiamo visto, appartengono sicuramente alla più antica tradizione codificata dell’esercizio atletico.
Il libro contiene la cronaca e i commenti della evoluzione delle gare di sprint dalle gesta dell’americano Bernard Wefers, probabilmente l’uomo più veloce del 20° secolo, all’incomparabile Jesse Owens, fino ad arrivare a Michael Johnson, il cui record (19.32) sui 200 metri è l’espressione della più alta velocità (37.267 km/ora) raggiunta da un uomo in una gara di sprint, ai giorni nostri, ed al fenomeno Asafa Powell, il nuovo primatista del mondo dei 100 metri.
Una particolare attenzione è stata dedicata anche alla evoluzione della staffetta 4 per 100. Le gare di sprint riservate alle donne hanno una storia più recente, ma anch’essa è stata narrata in dettaglio. Di grande interesse i risultati (inediti) dei Giochi Mondiali femminili del 1922 e 1926, antesignani dell’esordio olimpico avvenuto nel 1928.
Per completare questa sua nuova opera, realizzata per conto della I.A.F. (International Athletic Foundation), Roberto Quercetani ha concesso al nostro amico Gustavo Pallicca, il grande onore di partecipare alla stesura del libro con una serie di interventi di ordine squisitamente tecnico e aneddotico, derivanti oltre che dalla sua passione per questo sport anche dalle sue personali esperienze maturate nel corso della pluriennale attività di starter internazionale.
Il libro, scritto in inglese, si articola in due parti riservate rispettivamente agli uomini ed alle donne della velocità. Per gli uomini sono previsti sette capitoli che spaziano dal 1850 al 2005 con un’appendice per gli eventi del 2006, mentre alle donne ne sono stati riservati quattro che abbracciano il periodo che va dal 1900 al 2005.
E’ presente inoltre una parte statistica nella quale sono riportate le liste “all time” di uomini e donne compilate al termine di ogni periodo preso in considerazione.
Una accurata bibliografia e l’indice dei nomi completano questo libro che verrà diffuso dalla I.A.A.F. in tutto il mondo..
Ma non è tutto.
Il libro presenta sedici “pezzi” scritti da Gustavo Pallicca, sempre contraddistinti dalle sue iniziali, che richiamano, come detto sopra, aspetti tecnici e strumentali della specialità, oltre a richiamare alla memoria episodi, alcuni veramente gustosi, che solo in parte hanno attinenza con l’aspetto agnostico vero e proprio, sconfinando in alcuni casi in una preziosa aneddotica, sconosciuta ai più.
Gustavo Pallicca, che è membro dell’A.T.F.S. (Association Track & Field Statisticians) dal 1997, nel preparare questi “cammei” si è avvalso della sua profonda conoscenza del mondo dell’atletica, che gli deriva dalla lunga permanenza nelle file del Gruppo Giudici Gara, iniziata nel 1962 subito dopo i Giochi Olimpici di Roma e maturata attraverso le più importanti manifestazioni svoltesi in Italia, che lo hanno sempre visto impegnato come starter.
Veder abbinato il suo nome a quello “superconosciuto” di Roberto L. Quercetani, autorità indiscussa dell’atletica mondiale, è motivo di grossa soddisfazione per Gustavo, nonostante che egli abbia già dato alle stampe alcuni libri che hanno riscosso notevole interesse.
Cominciò infatti nel 1996 con il suo “Ai Vostri posti, pronti, via”, edito dalla Fidal, che è un vero e proprio manuale storico, tecnico e comportamentale del giudice di partenza. A questo primo libro è seguita nel 1999 la biografia del grande saltatore in lungo recentemente scomparso, Arturo Maffei, (Un salto lungo….una vita!).

E' di prossima uscita l'edizione ufficiale del primo volume (1896/1908) de “I figli del vento – Storia dei 100 metri ai Giochi Olimpici”. Un opera mastodontica, che ha richiesto molti anni di lavoro e di ricerca in cui nell'arco di oltre 1000 pagine su 5 volumi si sviluppano con la massima profondità e accuratezza storica la cronaca, i risultati e le vite dei massimi protagonisti dello sprint mondiale dalla nascita dei Giochi Olimpici moderni fino ai giorni nostri. Il primo dei 5 volumi uscirà per la fine dell'anno per giungere con il quinto ed ultimo capitolo a ridosso dell'evento olimpico di Pechino 2008.

Ma l’interesse di Gustavo per lo sport non si limita alla sola atletica leggera. Nell’ambito della proficua attività svolta dal Centro Studi e Documentazione Assi Giglio Rosso, del quale è consigliere, ha scritto insieme ad Aldo Capanni, un libro sulla storia della pallavolo nella provincia di Firenze dalle origini al 1985 (“Dal Dopolavoro agli scudetti”), ed uno sul basket femminile fiorentino (“Due canestri sull’Arno”) in occasione dei 30 anni della “Florence Basket”, in collaborazione con Aldo Capanni e Paolo Allegretti.

Il libro (19,5×24), uscito nell’ultima settimana di settembre, consta di 368 pagine e contiene un numero cospicuo di foto (alcune scattate proprio da Gustavo), ed è completato da una copertina a quattro colori, che riproduciamo in questa pagina.
Questo il titolo del libro: “A world history of sprint racing – 1850 – 2005 “The stellar events” – 100 m., 200 m. and 4 x 100 m. relay – Men and Women”. Il suo prezzo è di Euro 36,00 (Iva inclusa).
La pubblicazione è stata curata dalla S.E.P. Editrice, via Roma, 74 – Cassina de’ Pecchi (Milano), info@sepeditrice.it (www.sepeditrice.com), alla quale può essere richiesto il volume.

L’atletica leggera può essere ricondotta a tre azioni fondamentali: il correre (e quindi anche il camminare), il saltare, il lanciare.
Vi sono nell’espletamento di queste attività altre varianti esecutive, ma fondamentalmente il gesto atletico attinge a queste tre attività naturali dell’uomo.
La storia dell’atletica leggera è quindi la risultante delle imprese dell’uomo che corre, che salta, che lancia utilizzando, mano a mano che il tempo passa, mezzi strumentali sempre più perfezionati.
L’atletica leggera di oggi – che è un insieme di prove rigidamente regolamentate – è il punto di arrivo di un processo evolutivo che è durato secoli.
La storia di questo sport è in un certo senso la storia dell’evoluzione motoria dell’uomo, del suo approccio ad una esecuzione sempre meno improvvisata e sempre più rispettosa delle regole obiettive che sovrintendono al lavoro degli atleti.
Io oggi mi occuperò della prima delle tre azioni che ho citato: la corsa.
Tutti sanno che la corsa è un gesto antico quanto l’uomo, una necessità per lui poiché da essa dipendeva la sua sopravvivenza; infatti, nella caccia, nella guerra ed in momenti di gran pericolosità era fondamentale muoversi rapidamente.
Dalle lontanissime popolazioni dei sumeri, degli egizi, dei babilonesi, come pure degli assiri e dei micenei, che sappiamo aver svolto attività ludiche improntate sulla corsa, non ci sono pervenute notizie di campioni conclamati né di loro imprese significative.
Si deve giungere al 776 a.C. per assistere all’organizzazione in Grecia dei primi Giochi Olimpici, che chiameremo dell’età “classica”, i primi ad essere storicamente accertati.
E’, infatti, in quell’occasione che Koroibos (o Koreibos), un cuoco dell’Elide, s’impone nella corsa dello “stadio” (m. 192,27, simile in altre parole ai 200 metri di adesso): nulla c’è dato sapere sulle sue caratteristiche di corsa né sulla velocità raggiunta nella circostanza.
Da allora la pratica sportiva fu circoscritta unicamente ai giochi d’Olimpia, ai quali poi si affiancarono quelli Nemei, i Panatenaici, i Pitici ed infine gli Istmici, per citare solo i più diffusi.
Anche Roma imperiale non fu estranea alla disputa di gare di corsa nel Campo Marzio, alle quali partecipavano principalmente militari nel tempo in cui non erano impegnati nelle battaglie espansionistiche.
Il medioevo vide la pratica sportiva circoscritta più che altro ai tornei cavallereschi, nei quali peraltro la corsa era ignorata prevalendo quasi esclusivamente l’impiego del cavallo.
Ma dovettero trascorrere diversi secoli prima che la pratica dell’atletica, e quindi della corsa, tornasse ai fasti d’Olimpia.
Solo ai primi del XIX secolo si tornò a praticare questo sport e quindi in tale contesto storico le gare di corsa divennero il naturale terreno per stimolare la competizione.
Anche le prestazioni ottenute dai primi atleti che si cimentarono in queste competizioni, disputate quasi sempre su terreni di gara accidentati e sassosi, sono giunte a fatica a noi; dare un giudizio sulla loro attendibilità, soprattutto quella cronometrica, è quindi quanto mai azzardato.
Ma il progresso ormai bruciava le tappe in tutti i settori della vita pubblica ed anche l’atletica, conseguentemente, non rimase immune dal soffio delle novità.
Si costruirono, soprattutto in Inghilterra, i primi impianti specifici, nacquero le prime federazioni, e sorse quindi la necessità che le competizioni fossero disciplinate da regole prefissate e non lasciate all’improvvisazione di coloro che si prestavano a controllare le varie prove.
Nel 1880 in Inghilterra venne infatti fondata la Amateur Athletic Association (A.A.A.), la prima federazione nazionale d’atletica leggera, alla quale seguì nel 1888 negli Stati Uniti la .A.A.U. – Amateur Athletic Union.
Preoccupazione prima della Amateur Athletic Association fu di darsi delle regole scritte per lo svolgimento delle gare.
Ma l’attività della corsa era già in auge alcuni anni prima di questi eventi che comunque vengono equiparati a veri e propri atti di nascita di questo sport.
E’ indubbio che di li a poco l’atletica leggera, al pari di altri sport, ricevette una forte accelerazione dal ripristino dei Giochi Olimpici (1896). La fondazione nel 1913 della I.A.A.F. – International Amateur Athletic Association (adesso International Association of Athletic Federation), fece si che questo sport si desse delle regole, e soprattutto che esse fossero uguali in ogni parte del mondo.
Le gare di sprint – 100, 200 metri e staffetta 4 per 100 – possono essere considerate gli eventi più importanti nella galassia delle prove che compongono il programma di una manifestazione di atletica. Non c’è sportivo, sotto qualsiasi latitudine, che non le conosca e non le apprezzi come la massima espressione della dinamicità dell’uomo.

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