INTERVISTA A STEFANIA BENEDETTI

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Una grande passione per la corsa che ha portato lei, non professionista, a 37 anni, al debutto in nazionale: Stefania infatti correrà ai mondiali di corsa su strada a Debrecen l’8 ottobre. Conosciamo meglio questa grintosa atleta bergamasca.

Qualche notizia su di lei: Stefania Benedetti abita ad Albino in provincia di Bergamo e corre per il GAV Vertova.
I suoi primati personali sono:
mezza maratona: 1:13:33
maratona: 2:35:38.

Sulla panchina di un parco al sole, nonostante sia molto impegnata (soprattutto dopo la convocazione ai mondiali), è stata molto disponibile rispondendo alle mie domande. La ringrazio di cuore per questa intervista.

Come hai cominciato a correre?
Con Lino Moioli [ex-presidente dell’US Bondo ndr]. Avevo partecipato ai giochi della gioventù a 8 o 9 anni ed ero arrivata quarta, allora mi avevano chiesto se volevo provare a correre. Così ho cominciato a fare le prime gare, andavo abbastanza bene ma a 17 anni ho smesso, per gli stessi motivi per cui tanti altri ragazzi smettono a quell’età.
Però, ho sempre cercato di restare in forma, la palestra ormai mi annoiava, una corsettina tira l’altra ed è quasi per scherzo che a 28 anni ho messo un pettorale e ho provato una mezza maratona e ora ne ho portate a termine parecchie più due maratone.

Quale distanza preferisci?
Le distanze lunghe, la maratona. Il fatto è che ho avuto grossi problemi fisici: al tendine del ginocchio nel 2000 e al tendine d’achille nel 2004 e 2005. Fino al novembre scorso sono stata ferma. E’ difficile ricominciare sempre da zero mentre quelli con cui ti misuri vanno avanti, devo un po’ peccare di presunzione ma… ci vuole una gran testa per riuscire a ripartire dalle delusioni.
Un ringraziamento particolare al mio allenatore Silvio Bosio e a sua moglie Tina che sono sempre presenti nella buona e nella cattiva sorte.

E tu non sei un’atleta professionista, l’atletica non è il tuo lavoro, vero?
Magari lo fosse, così avrei il tempo per la ‘manutenzione’ dei tendini. Lavoro a tempo pieno come impiegata a Seriate. Per lo meno ho il vantaggio di avere un orario compattato altrimenti se dovessi tornare a casa e poi ritornare al lavoro perderei altre quattro ore con il traffico che c’è.

Quindi, quando ti alleni?
Mi alleno tutti i giorni e a volte doppio: al mattino presto alle 7 meno 20 faccio un allenamento di 50 minuti al buio, ma non tutti i giorni, e poi mi alleno quando torno dal lavoro dalle 18.30 in poi, sempre al buio, ci siamo solo io, pochi amici e … i pipistrelli.

Come riesci a conciliare lavoro, marito e casa?
Non sono una ‘casalinga disperata’ però dopo il lavoro c’è sempre qualcosa da fare anche in casa. Ringrazio tutta la mia famiglia, marito compreso… lui cena quando io faccio streching, il mio orario normale per la cena sono le 22.30. I successi sono merito dell’impegno che uno ci mette, ma devono esserci anche condizioni che lo consentono. Io ho sempre avuto tutta la libertà per lasciare libero sfogo a quelle che erano le mie passioni.

E’ vero che hai gareggiato anche il giorno prima del tuo matrimonio?
Sì. Sai, quando stai bene diventi incontenibile, sei entusiasta di tutto, sei felice e poi quello era un periodo particolare.
Era nel 2003. Il giovedì avevo rischiato di essere investita da un’auto… colpa mia: nessuno si aspetta di vedere in giro una che si allena dalle 22 alle 23.30, ma era un periodo con un sacco di cose da fare, quella sera stavo aspettando la camera da letto.
Il venerdì mattina mi sono allenata e poi, verso sera, mi ha telefonato un amico: “Vieni a fare la gara a Vertova stasera?” era la gara regionale che organizzava la mia società, e io: “No, sono stanca mi sono allenata tardi ieri … e poi domani mi sposo”, ma alla fine ho sistemato la spesa, giusto per avere due cose per fare colazione nella mia nuova casa , ho messo i pantaloncini e via… sono andata e ho vinto. I piedi non toccavano neanche terra penso che sia stata la vittoria più bella della mia vita. La mamma mi diceva: “E se ti fai male?” e io “ Beh, di stampelle ne vendono ancora…”
E in più il sabato mattina (il giorno del matrimonio) sono uscita a correre alle 6.30.

E’ proprio una passione…
Eh sì, la passione per la corsa è una ‘brutta malattia’ e la cura non l’abbiamo ancora inventata.

Non ti chiedo quale gara ti è rimasta nel cuore….è quella a Vertova?
No, le gare più nel cuore sono state quelle in cui ho fatto i miei personali. Quella prima del matrimonio era come una gara a parte: stavo gareggiando e intanto salutavo le persone, correvo come per inerzia, ma le gambe hanno fatto il loro dovere.

Questo è il tuo debutto in nazionale?
Sì.
(silenzio)

Come ti senti?
Non ho ancora ben realizzato, ho cominciato un po’ a rendermene conto mercoledì scorso quando mi sono arrivate le maglie con scritto ITALIA. Ho avuto molte felicitazioni per la convocazione che mi hanno fatto piacere, ma nello stesso tempo mi caricano di una forse eccessiva responsabilità. Ci sarò e sarò orgogliosa di esserci, dovevano mandare quattro atlete e io sono fra quelle, ma è un mondiale!

I tuoi obiettivi futuri?
A questi mondiali volevo provare a ritoccare il mio primato nella mezza maratona ma ho scoperto che hanno cambiato e sono solo 20 chilometri, distanza in cui non ho personali.
Dopo i mondiali non so se correrò subito un’altra mezza, prima lascerò smaltire la fatica. Mi piacerebbe fare un’altra maratona ma i tendini vanno rispettati. Vediamo che succede, devo imparare a dosarmi, a lasciare un po’ di respiro…
facciamo un po’ gli atleti-easy…

Un grosso in bocca al lupo Stefania!

fonte: redazione/foto Elisa Schena

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