LETTERE APERTA AL PRESIDENTE ARESE

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

al presidente della FIDAL FRANCO ARESE

Presidente mi accingo a scrivere queste righe anche se sono ormai sfiduciato dall'andazzo che c'è in ambito federale, forse lo faccio solo per la passione accumulata da quando ero un suo tifoso ai tempi della vittoria agli europei del 1971 in Finlandia attraverso la quale mi sono avvicinato all'atletica e non l'ho più lasciata. Oggi occupo una posizione da allenatore e a scanso di equivoci premetto che non ho mire di posti o di carriera e quindi è solo la passione che mi spinge a scriverle, anche perchè poi a livello locale non è più possibile avere scambi di opinioni con i dirigenti federali senza essere visti come elemento di disturbo dello status quo anzichè come elemento per contribuire allo sviluppo e all'innovazione del nostro sport. L'intenzione è quella di dare un seppur piccolo contributo, magari con uno spettro limitato di vedute, dopo l'ennesima disfatta agli europei di atletica. Ho seguito con attenzione le dichiarazioni da lei rilasciate e in particolare mi sono soffermato su quanto riportato dalla rosea “presenteremo presto progetti esplosivi. Il denaro? quello c'è è sufficiente, bisogna investire solo su chi merita. Ora però le istituzioni devono darci una mano per riportare l'atletica nella scuola”.
Per quanto riguarda i progetti, vedo che periodicamente vengono proposte nuove iniziative che poi puntualmente si arenano per mancanza di fondi, che però oggi non dovrebbero mancare;

Capitolo investimenti su chi merita: ritengo che tale iniziativa oggi come oggi debba riguardare in modo principale la dirigenza. Un anno fa dopo la debacle ai mondiali saltarono diverse “panchine”, oggi i risultati sono gli stessi perciò sembra evidente come si dice dalle nostre parti che se “il pesce è marcio è la testa che puzza”. Ci sono dirigenti in ambito federale malati di protagonismo e che vivono l'atletica come una loro cosa dimenticando i suggerimenti e il confronto con il campo e che tutti noi dirigenti, allenatori, giudici, cronometristi siamo solo dei mezzi per mettere in condizione l'atleta di esprimersi al massimo livello. Ci può stare che lei chieda una sponda alla politica anche per distribuire le colpe dei nostri fallimenti ma al nostro interno siamo sicuri che una volta riportata l'atletica nelle scuole la nostra federazione sia in grado di adoperarsi per ricevere e soddisfare le esigenze dei ragazzi di oggi? La risposta per quello che mi riguarda è scontata.

Porto degli esempi ma penso e spero che altrove sia uguale e i problemi di queste incompetenze non possono che aumentare ad alti livelli. Ad esempio nella nostra regione da anni vengono svolti i cds cadetti e ragazzi a fano il mese di giugno, quest'anno 25 giugno e 2 luglio quindi con 35° all'ombra e a Fano l'impianto non è dotato di tribuna e/o ripari: cosa possono pensare genitori e familiari al seguito di quelli che dovremo considerare tutti il nostro patrimonio per il fururo? Che forse è meglio che i loro figli pratichino uno sport diverso; che cosa possono pensare se durante le manifestazioni le gare vanno a rilento e tra uno sparo e l'altro ci sono tempi morti incomprensibili cosa alla quale molto spesso a rallentare il tutto si si aggiunge la composizione di più serie per far partire 2/3 atleti a batteria come avvenuto a fabriano il 16 luglio e anche durante le indoor 2006?

Io personalmente opero in una socetà che ha l'opportunità di seguire circa 100 giovani di età compresa 6-12 anni. Abbiamo la fortuna che molti non hanno di avere una struttura coperta per poterci allenare d'inverno e infatti ci siamo preparati al palaindoor, poi però dal 1^ marzo all'improvviso LA FEDERAZIONE LOCALE CI HA scacciatO tra le ire dei genitori per far posto alla fiera “Progetto Casa Sposi”. Io non voglio commentare ma il risultato è stato che la federazione per intascare qualche migliaio di euro ci ha fatto perdere la metà dei ragazzini i cui genitori non se la sono sentita di mandare i propri figli alle lezioni all'aperto; eppoi è inutile riempirsi la bocca di parole come reclutamento. Una cosa del genere NON deve più accadere !!!! Il palaindoor non è nato per fare profitto, nel periodo invernale 1 novembre-31 marzo deve essere utilizzato dall'atletica, ci sono altri 6 mesi per poter organizzare eventi alternativi. Se società come la nostra fanno sforzi per reclutare (sappiamo che la scuola non ci aiuta, e la concorrenza con gli altri sport ha raggiunto livelli elevati) perchè la federazione ci rema contro?

Per non parlare dei giochi della gioventù: nel corso dell'anno 2006 ad esempio nel comune di Ancona (non un paese qualsiasi) non si sono svolte le fasi comunali dei giochi della gioventù sia di corsa campestre che in pista. In questo sicuramente non ha funzionato in ambito federale il ruolo di interfaccia che ha la componente che si occupa del settore scuola. Come fanno le società a fare arruolamento? Probabilmente anche la componente tecnica ha i suoi problemi di aggiornamento, di motivazioni, ma bisogna anche capire le difficoltà crescenti che si hanno a preparare e programmare seriamente l'attività: basti pensare ad esempio che nella nostra regione i dettagli dei programmi gare si conoscono solo qualche giorno prima e se si chiede motivandolo ad hoc l'inserimento di una qualche gara si viene completamente ignorati.

Forse il mio è un sfogo anche impulsivo ma penso sia giunto il momento di denunciare cosa non va per non essere più complici di nuove disfatte, che influiscono negativamente su tutto l'ambiente.

D'altra parte vedo che anche il presidente del comitato regionale emilia romagna Alberto Montanari in un editoriale che riporto in parte, cita l'importanza di tornare ad ascoltare le esigenze della base: “…Io non credo che le radici di questa crisi, che si è manifestata nel settore giovanile con il calo dei tesserati e delle prestazioni, sia stata originata da un'aumentata difficoltà ad entrare nelle scuole, o dalla maggiore concorrenza di altri sport. Io sono fermamente convinto che questa crisi sia iniziata all'interno dell'atletica, con il calo dell'attività delle società chiamiamole “minori” (ma che minori non sono!), ovvero le società che fanno attività di base, fanno reclutamento e risultati nel settore giovanile. E sono altrettanto convinto che la fase di decrescita sia stata indotta dalla strategia adottata dalla federazione e dalle istituzioni sportive nazionali alla fine del secolo scorso. Una strategia volta ad incoraggiare l'attività di vertice, una strategia che, assieme al calo dei fondi disponibili, ha tolto gli stimoli a molte società di base. Una strategia che, a livello locale, è stata affiancata da scarsa considerazione nei confronti dei tecnici che operano nel reclutamento. Oggi, nel momento in cui ci troviamo in prossimità del fondo del barile (che non abbiamo ancora raggiunto!), abbiamo chiaramente necessità di concentrare la nostra attenzione sulla scuola e sulla promozione; ma ciò non basta per risolvere la situazione. A tutto ciò occorre affiancare una maggiore attenzione alla base del movimento, alle società che lavorano con i giovani reclutandoli e crescendoli, ai tecnici che operano con competenza e passione in ambito promozionale, che hanno gli stessi meriti dei tecnici che vincono le medaglie olimpiche. L'atletica ha bisogno di forze che lavorino disinteressatamente per l'atletica e non per raggiungere una propria gratificazione. Le persone in grado di lavorare con abnegazione per il bene comune sono rarissime, ma proprio perchè lavorano in questo modo hanno la forza di cambiare il corso degli eventi nei quali esprimono il loro contributo. La nostra federazione ha necessità di fare capire a queste persone, e alle loro società, il proprio apprezzamento ed incoraggiamento…

Fabrizio Dubbini
Allenatore e Dirigente
ATLETICA LATTE TRE VALLI – ANCONA
fabrizio.dubbini@virgilio.it

fonte: Fabrizio Dubbini

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