LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ARESE. LA REPLICA DELLA FIDAL MARCHE

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Pubblichiamo integralmente e nel formato orginario inviataci dal presidente Fidal Marche, Luigi Serresi la replica al messaggio di Fabrizio Dubbini dirigente dell’Atletica Tre Valli Ancona. 


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Ancona, 10 ottobre 2006
Egr. sig. Fabrizio Dubbini
e
Spett.le Federazione Italiana di Atletica Leggera
c.a. Presidente, Franco Arese;
e p.c. Segretario Generale, Consiglio Regionale FIDAL Marche, Comitati provinciali, Tutte le Società marchigiane.

RISPOSTA LETTERA APERTA DEL 5/10/2006

In riferimento all’e-mail fattaci pervenire dal sig. Fabrizio Dubbini in data 5 ottobre u.s., con la presente è nostra intenzione rispondere formalmente, di comune intesa con il consigliere nazionale della FIDAL Giuseppe Scorzoso, ad alcune delle istanze sollevate e riguardo alle quali il sottoscritto, in qualità di Presidente del Comitato Regionale della FIDAL Marche, sente il diritto e il dovere di replicare.
Ai fini della massima chiarezza e di un confronto realmente completo con quanto viene contestato, abbiamo inteso di riportare integralmente il testo della lettera del sig. Dubbini, inserendo le nostre puntualizzazioni soltanto laddove è stato palesemente messo in discussione l’operato di questo Comitato.
In virtù di quel diritto di replica che appartiene a qualsiasi sistema democratico e pluralista, inviamo questa nostra risposta, con preghiera di pubblicazione, anche al sito web Atleticanet che per primo ha giustamente accolto le istanze del sig. Dubbini.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ARESE

 

Al presidente della FIDAL Franco Arese Presidente mi accingo a scrivere queste righe anche se sono ormai sfiduciato dall’andazzo che c’è in ambito federale, forse lo faccio solo per la passione accumulata da quando ero un suo tifoso ai tempi della vittoria agli europei del 1971 in Finlandia attraverso la quale mi sono avvicinato all’atletica e non l’ho più lasciata. Oggi occupo una posizione da allenatore e a scanso di equivoci premetto che non ho mire di posti o di carriera e quindi è solo la passione che mi spinge a scriverle, anche perchè poi a livello locale non è più possibile avere scambi di opinioni con i dirigenti federali senza essere visti come elemento di disturbo dello status quo anzichè come elemento per contribuire allo sviluppo e all’innovazione del nostro sport. L’intenzione è quella di dare un seppur piccolo contributo, magari con uno spettro limitato di vedute, dopo l’ennesima disfatta agli europei di atletica. Ho seguito con attenzione le dichiarazioni da lei rilasciate e in particolare mi sono soffermato su quanto riportato dalla rosea “presenteremo presto progetti esplosivi. Il denaro? quello c’è è sufficiente, bisogna investire solo su chi merita. Ora però le istituzioni devono darci una mano per riportare l’atletica nella scuola”. Per quanto riguarda i progetti, vedo che periodicamente vengono proposte nuove iniziative che poi puntualmente si arenano per mancanza di fondi, che però oggi non dovrebbero mancare;

Capitolo investimenti su chi merita: ritengo che tale iniziativa oggi come oggi debba riguardare in modo principale la dirigenza. Un anno fa dopo la debacle ai mondiali saltarono diverse “panchine”, oggi i risultati sono gli stessi perciò sembra evidente come si dice dalle nostre parti che se “il pesce è marcio è la testa che puzza”. Ci sono dirigenti in ambito federale malati di protagonismo e che vivono l’atletica come una loro cosa dimenticando i suggerimenti e il confronto con il campo e che tutti noi dirigenti, allenatori, giudici, cronometristi siamo solo dei mezzi per mettere in condizione l’atleta di esprimersi al massimo livello. Ci può stare che lei chieda una sponda alla politica anche per distribuire le colpe dei nostri fallimenti ma al nostro interno siamo sicuri che una volta riportata l’atletica nelle scuole la nostra federazione sia in grado di adoperarsi per ricevere e soddisfare le esigenze dei ragazzi di oggi? La risposta per quello che mi riguarda è scontata.

Porto degli esempi ma penso e spero che altrove sia uguale e i problemi di queste incompetenze non possono che aumentare ad alti livelli. Ad esempio nella nostra regione da anni vengono svolti i cds cadetti e ragazzi a fano il mese di giugno, quest’anno 25 giugno e 2 luglio quindi con 35° all’ombra e a Fano l’impianto non è dotato di tribuna e/o ripari: cosa possono pensare genitori e familiari al seguito di quelli che dovremo considerare tutti il nostro patrimonio per il fururo? Che forse è meglio che i loro figli pratichino uno sport diverso; che cosa possono pensare se durante le manifestazioni le gare vanno a rilento e tra uno sparo e l’altro ci sono tempi morti incomprensibili cosa alla quale molto spesso a rallentare il tutto si si aggiunge la composizione di più serie per far partire 2/3 atleti a batteria come avvenuto a fabriano il 16 luglio e anche durante le indoor 2006?

Io personalmente opero in una socetà che ha l’opportunità di seguire circa 100 giovani di età compresa 6-12 anni. Abbiamo la fortuna che molti non hanno di avere una struttura coperta per poterci allenare d’inverno e infatti ci siamo preparati al palaindoor, poi però dal 1^ marzo all’improvviso LA FEDERAZIONE LOCALE CI HA scacciatO tra le ire dei genitori per far posto alla fiera “Progetto Casa Sposi”. Io non voglio commentare ma il risultato è stato che la federazione per intascare qualche migliaio di euro ci ha fatto perdere la metà dei ragazzini i cui genitori non se la sono sentita di mandare i propri figli alle lezioni all’aperto; eppoi è inutile riempirsi la bocca di parole come reclutamento. Una cosa del genere NON deve più accadere !!!! Il palaindoor non è nato per fare profitto, nel periodo invernale 1 novembre-31 marzo deve essere utilizzato dall’atletica, ci sono altri 6 mesi per poter organizzare eventi alternativi. Se società come la nostra fanno sforzi per reclutare (sappiamo che la scuola non ci aiuta, e la concorrenza con gli altri sport ha raggiunto livelli elevati) perchè la federazione ci rema contro?

Per non parlare dei giochi della gioventù: nel corso dell’anno 2006 ad esempio nel comune di Ancona (non un paese qualsiasi) non si sono svolte le fasi comunali dei giochi della gioventù sia di corsa campestre che in pista. In questo sicuramente non ha funzionato in ambito federale il ruolo di interfaccia che ha la componente che si occupa del settore scuola. Come fanno le società a fare arruolamento? Probabilmente anche la componente tecnica ha i suoi problemi di aggiornamento, di motivazioni, ma bisogna anche capire le difficoltà crescenti che si hanno a preparare e programmare seriamente l’attività: basti pensare ad esempio che nella nostra regione i dettagli dei programmi gare si conoscono solo qualche giorno prima e se si chiede motivandolo ad hoc l’inserimento di una qualche gara si viene completamente ignorati.

Forse il mio è un sfogo anche impulsivo ma penso sia giunto il momento di denunciare cosa non va per non essere più complici di nuove disfatte, che influiscono negativamente su tutto l’ambiente.

D’altra parta vedo che anche il presidente del comitato regionale emilia romagna Alberto Montanari in un editoriale che riporto in parte, cita l’importanza di tornare ad ascoltare le esigenze della base: “…Io non credo che le radici di questa crisi, che si è manifestata nel settore giovanile con il calo dei tesserati e delle prestazioni, sia stata originata da un’aumentata difficoltà ad entrare nelle scuole, o dalla maggiore concorrenza di altri sport. Io sono fermamente convinto che questa crisi sia iniziata all’interno dell’atletica, con il calo dell’attività delle società chiamiamole “minori” (ma che minori non sono!), ovvero le società che fanno attività di base, fanno reclutamento e risultati nel settore giovanile. E sono altrettanto convinto che la fase di decrescita sia stata indotta dalla strategia adottata dalla federazione e dalle istituzioni sportive nazionali alla fine del secolo scorso. Una strategia volta ad incoraggiare l’attività di vertice, una strategia che, assieme al calo dei fondi disponibili, ha tolto gli stimoli a molte società di base. Una strategia che, a livello locale, è stata affiancata da scarsa considerazione nei confronti dei tecnici che operano nel reclutamento. Oggi, nel momento in cui ci troviamo in prossimità del fondo del barile (che non abbiamo ancora raggiunto!), abbiamo chiaramente necessità di concentrare la nostra attenzione sulla scuola e sulla promozione; ma ciò non basta per risolvere la situazione. A tutto ciò occorre affiancare una maggiore attenzione alla base del movimento, alle società che lavorano con i giovani reclutandoli e crescendoli, ai tecnici che operano con competenza e passione in ambito promozionale, che hanno gli stessi meriti dei tecnici che vincono le medaglie olimpiche. L’atletica ha bisogno di forze che lavorino disinteressatamente per l’atletica e non per raggiungere una propria gratificazione. Le persone in grado di lavorare con abnegazione per il bene comune sono rarissime, ma proprio perchè lavorano in questo modo hanno la forza di cambiare il corso degli eventi nei quali esprimono il loro contributo. La nostra federazione ha necessità di fare capire a queste persone, e alle loro società, il proprio apprezzamento ed incoraggiamento…

Fabrizio Dubbini
Allenatore e Dirigente
ATLETICA LATTE TRE VALLI – ANCONA
fabrizio.dubbini@virgilio.it

RISPOSTA DEL PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE FIDAL MARCHE, LUIGI SERRESI

Come ben noto a qualsiasi dirigente e/o personaggio competente dell’atletica italiana, le date dei campionati vengono elaborate dal settore tecnico e, poi, approvate dal Consiglio Regionale.
Laddove esiste un deficit strutturale in un impianto, non si può certo nascondere una simile evidenza, ovvero che lo stadio di Fano non è dotato di tribuna con tutti gli ovvi disagi che ne conseguono. Ma prevedendo le disfunzionalità provocate da questa situazione, l’organizzazione dell’evento in questione si era giustamente preoccupata di mettere a disposizione gazebi a sufficienza per fornire un’adeguata copertura ad atleti, tecnici e accompagnatori. Senza contare che proprio presso lo stadio Zengarini di Fano si è appena disputata una competizione della portata dei Campionati Italiani Allievi, segno che la Federazione Nazionale ha ritenuto l’impianto all’altezza della manifestazione. Riguardo, inoltre, alle citate gare di Fabriano, alla luce delle nostre verifiche e dei dati in nostro possesso, non ci risultano batterie composte da 2/3 atleti, fatta eccezione per quelle dei 110 hs, in cui, essendo presenti atleti 3 assoluti e 3 juniores, non si poteva necessariamente non tener conto della diversa altezza delle barriere. L’altra gara in due serie (una da 3 e una da 4 atleti) erano gli 800 m femminili, ma lasciamo agli addetti ai lavori la lettura dei risultati per trarne le logiche motivazioni di questa suddivisione.

Ne approfittiamo per sottolineare che nella stessa manifestazione il Comitato regionale aveva richiesto agli Organizzatori del Meeting Nazionale di inserire altre gare (disco, peso e 110 hs) riservate Junior, al fine di favorire le società per il Campionato nazionale Under20, finite, invece, con nostro grande rammarico, praticamente semi-deserte.

Le gare non vanno a rilento, ma, purtroppo, sono spesso in ritardo ancora prima di cominciare. La colpa, se così vogliamo definirla, è semmai di quei dirigenti delle Società che ancora stentano ad adeguarsi al rispetto dei regolari tempi d’iscrizione. Alla luce di questo e se c’è unanime consenso in merito agli inconvenienti di questa non corretta abitudine, il Comitato Regionale è orientato ad assumere un atteggiamento più intransigente e a non consentire più l’accettazione delle iscrizioni pervenute fuori tempo massimo. Restiamo, comunque, aperti a proposte e suggerimenti per altre possibili alternative.

Riteniamo che in un momento come questo, in cui il lavoro di reclutamento tra le nuove generazioni risulta particolarmente complesso, è assurdo anche solo immaginare che proprio un Comitato Regionale della Federazione Italiana di atletica leggera metta in atto comportamenti volti a disincentivare la pratica di questo sport. Pertanto, risulta assolutamente priva di fondamento la populistica suggestione evocata da sig. Dubbini, di questa “smarrita moltitudine di giovanissimi atleti scacciati al freddo e al gelo da una perfida e fantomatica Federazione Locale, in nome del profitto”.Ci teniamo, inoltre, a precisare che il Palaindoor è rimasto chiuso non dal 1°, ma bensì dal 18 marzo, data che era stata preventivamente comunicata e di cui erano a conoscenza i dirigenti di tutte le società. Ricordiamo che è proprio il Comitato Regionale della FIDAL Marche a detenere, sulla base di una convenzione decennale tra la FIDAL nazionale e il Comune di Ancona, la gestione di questo impianto. E’ vero, abbiamo aspettato tanto tempo prima di avere a disposizione una struttura di questo genere, l’unica in Italia per l’atletica leggera, ma ora gestirla significa anche farsi carico dei pesanti oneri che ne conseguono. Non è nei nostri intenti quello di snaturarla dalla sua funzione principale, ma adesso è nostra responsabilità lavorare anche per farla crescere e diventare, a tutti gli effetti e tutto l’anno, un cuore pulsante per la città e per il resto del territorio regionale. Vanno, dunque, viste e lette in quest’ottica le iniziative e gli eventi di altro genere che sono già state e che saranno ospitate, a partire da un prossimo futuro, presso il Palaindoor e del cui “profitto” potrà semmai beneficiare l’intero movimento dell’atletica leggera marchigiana.

Riteniamo, però, importante sottolineare che l’improvvisa fuga di giovani neo-tesserati dalla società del sig. Dubbini, da lui motivata con uno sfratto che di fatto mai c’è stato dal Palaindoor, sia stata un caso isolato e che, forse, abbia altre radici. L’impianto è stato, infatti, a disposizione nello stesso periodo di altre due società anconetane che, a parità di condizioni e di possibilità di utilizzo della struttura, non hanno subito alcuna flessione nel numero dei praticanti. Restiamo altrettanto sorpresi dal fatto che simili considerazioni ci vengano rivolte da parte di una società, l’Atletica TreValli, che, ad esempio, nel corso della fase provinciale di Ancona dei Giochi Sportivi Studenteschi, invece di collaborare con l’organizzazione e/o di cogliere l’occasione per coinvolgere qualche giovane studente/atleta nell’attività sportiva del proprio club, si è inspiegabilmente autoemarginata, rimanendo defilata per tutto il tempo a fare allenamenti ai bordi della pista.

In merito alla competenza sui Giochi della Gioventù è doveroso ricordare anche che essa spetta anche al Comitato Provinciale della FIDAL Ancona (il cui presidente è anche un dirigente dell’Atletica TreValli) che deve, pertanto, sinergicamente attivarsi nei confronti dell’Amministrazione Comunale e del Centro Servizi Amministrativi (ex-Provveditorato agli Studi). Tuttavia, dopo aver analizzato la questione della fase comunale dei Giochi Sportivi Studenteschi di corsa campestre, abbiamo verificato che, in un’ottica di ottimizzazione e di concentrazione delle risorse, si era deciso di annullarla a causa della scarsa partecipazione (alcune squadre erano addirittura incomplete), assicurando, comunque, l’ammissione di diritto degli iscritti alla fase provinciale.

Pensiamo che sostenere che i programmi delle gare regionali siano comunicati con un anticipo minimo, riducendoli quasi alla stessa stregua di banali offerte “last-minute”, sia un’affermazione assolutamente inconsistente. In primo luogo perché il calendario regionale di competenza del Comitato Regionale viene esposto e diffuso ad inizio stagione e, poi, perché qualsiasi variazione viene tempestivamente comunicata a tutte le società via e-mail e attraverso il sito web ufficiale della Fidal Marche. Per opportuna conoscenza, segnaliamo, quindi, che proprio questo Comitato Regionale, al fine di concedere agli atleti un’ulteriore opportunità per il conseguimento del minimo per i CdS U20, ha ritenuto di inserire una manifestazione infrasettimanale (Montecassiano, 13 settembre 2006) coinvolgendo preventivamente tutte le Società e invitandole a comunicare le proprie particolari esigenze al fine di poter elaborare al meglio il programma gare. Purtroppo, proprio la società di cui è dirigente lo stesso sig. Dubbini, l’Atletica TreValli, malgrado ci avesse espressamente richiesto, a mezzo fax, l’inserimento di due gare (cfr. 3000 m M e 800 m F – A/J/P/Sen.), poi, non è stata affatto presente alla suddetta manifestazione con i suoi atleti.
Concludendo, siamo perfettamente concordi con il presidente Montanari sul fatto di ascoltare, rispettare e intervenire per le legittime e fondamentali esigenze della base, ma ad Ancona, purtroppo questo non sembra essere possibile in tutti i contesti. E come Comitato Regionale siamo profondamente rammaricati di un atteggiamento come quello di certi dirigenti dell’Atletica TreValli, realtà per noi preziosa e da salvagurdare, che, invece, di dimostrarsi sul campo parti attive e partecipi per fare con i fatti ciò che predicano a gran voce altrove, si rivelano su un piano oggettivo semplicemente e sterilmente polemici.
Ci sembra, infine, opportuno ricordare, a titolo informativo, le statistiche dell’attività promozionale e scolastica promossa all’interno del Palaindoor di Ancona da questo Comitato, nel corso della stagione 2005/2006:

ATTIVITA’ PROMOZIONALE
L’attività promozionale si è concentrata in 6 appuntamenti dedicati alle categorie Esordienti,Ragazzi e Cadetti secondo le seguenti date:
– 08/01/2006
– 15/01/2006
– 22/01/2006
– 29/01/2006
– 05/02/2006
– 25/02/2006

Le presenze totali sono state pari a 1595 atleti, così suddivisi nelle varie categorie:
– Esordienti: 273 M + 205 F
– Ragazzi: 249 M + 226 F
– Cadetti: 276 M + 366 F

L’impianto, inoltre, nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio e fino al 18 marzo è stato messo a disposizione delle società della provincia di Ancona per organizzare attività di avviamento allo sport

ATTIVITA’ SCOLASTICA: L’impianto ha ospitato una serie di gare scolastiche nelle seguenti date:
– 01/02/2006
– 03/02/2006
– 06/02/2006
– 10/02/2006
– 13/02/2006
– 15/02/2006
– 22/02/2006

Presenze medie in gara: 180 atleti

La struttura è stata, inoltre, utilizzata per la fasi d’istituto dei Giochi Sportivi Studenteschi delle seguenti scuole che ne avevano fatto precedentemente richiesta:
– I.C. Vanvitelli-Stracca-Angelini
– I.C. Pinocchio-Montesicuro
– I.C. G. Pascoli

Presenze medie in gara: 100 atleti

Le strutture e gli spazi del Palaindoor sono stati, infine, messi ripetutamente a disposizione, su richiesta del Comune di Ancona, dell’antistante Istituto Professionale “F. Podesti” la cui palestra, al momento, era stata dichiarata inagibile.

In fede.
Cordiali saluti.
Comitato Regionale FIDAL Marche
Il Presidente
Luigi Serresi

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