MARATONA D’ITALIA ANTEPRIMA

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Quest’anno le cifre sono da record, nel comitato organizzatore il lavoro è febbrile. I numeri parlano di circa 5000 atleti che si sono divisi tra la giornata di di Sabato, appena passata, e quella conclusiva di Domenica che vedrà andare in scena la diciannovesima edizione della maratona d’Italia, il memorial Enzo Ferrari, due eventi che coinvolgono circa diecimila persone, tra partecipanti addetti ai lavori volontari e spettatori, un oceano di gente che fa vivere uno dei più bei momenti di sport all'intera Provincia di Modena, ed in parte anche a quella di Reggio Emilia, raggiungendola con la gara ciclistica della Granfondo di 144 chilometri, che Sabato 14 ha visto al nastro di partenza 2500 atleti. Un pezzo di storia sportiva tenuta faticosamente insieme, da un uomo che da anni vive e nutre un sogno, Ivano Barbolini.

Tra gli uomini, nella maratona, la gara sarà naturalmente appannaggio degli atleti keniani, tutti i maratoneti africani, come da copione, prima della gara non si lasciano andare a commenti o pronostici, intervistati singolarmente, dicono, come vorrebbe anche il barone De Coubertin, che gli altri sono più bravi, ma negli occhi felini di ognuno di loro si capisce che daranno battaglia. Tra i pochi a poter contrastare atleti come Makori Omiti e Kipkorir Serem, ci saranno l’ucraino Vasyl Matviychuk, mentre tra gli italiani che proveranno a fare da guasta feste a tanta potenza straniera, ci sono Vito Sardella e Mirko Zanovello, ma entrambi sanno che sarà molto dura avere la meglio contro le antilopi africane.

Sabato c’è stata la presentazione dei top runners della maratona, competizione che quest’anno ha un’impronta tutta femminile con la sfida tra Rosalba Console, atleta d’origini pugliesi allenata da Piero Incalza e la temibile atleta ungherese, Anikò Kalovics. L’atleta ungherese è al suo debutto sulla distanza, ma un intenditore di maratoneti, il professor Luciano Gigliotti, ha già pronosticato che l’ungherese sarà un osso duro da battere; allenata dal suo compagno, Zsolt Zsoder, Kalovics ha già battuto Rosalba Console nella mezza maratona d’Udine, ma la doppia distanza è tutta altra cosa, comunque la giovane atleta ungherese, appena ventinovenne, vede nel suo futuro d'atleta ormai solo la maratona, quindi questa edizione del memorial Enzo Ferrari gli è sembrato il giusto banco di prova per testare le sue velleità sportive.

La Console, quasi di casa a Modena per aver passato vari anni ad allenarsi con il gruppo di maratoneti, di cui leader indiscussa è stata la medaglia d’oro agli europei di Monaco 2002 Maria Guida, rispetto alla sua avversaria ha una notevole esperienza sulla distanza, una conoscenza che le dona sicuramente quella marcia in più, che manca invece, all’atleta ungherese.

D’altro canto le due atlete intervistate non si sono lasciate andare a pronostici, entrambe hanno sottolineato che la gara si deciderà dopo il 30° chilometro, il momento fatidico di ogni maratona.
Rosalba Console ha affermato di sentirsi molto tranquilla nonostante abbia la responsabilità d’essere l’unica atleta italiana a poter contrastare il domino degli stranieri ha affermato che, ”Voglio finire la gara a testa alta, non mi lancio in inutili pronostici, ma voglio fare un buon tempo”.

Rosalba questa gara è stata la maratona che ha lanciato Maria Guida pensi che ora tocchi a te?
Maria ha fatto la storia dell’atletica italiana, lei per me è stata il prototipo dell’atleta, riuscendo a spaziare dai 5000 metri alla maratona, un personaggio quindi a 360 gradi, un’atleta ideale che diventava sempre più forte ad ogni brutta esperienza, anche se penso di essere una persona energica, non credo d’essere come lei. Gli occhi della Console cercano tra la folla la sua rivale, l’ungherese Kalovics, alla fine le due si incontrano e posano per la foto di rito stringendosi in una sorta di rito pacificatorio prima della prova di maratona che metterà alla prova tutto il loro essere, in quella gara chiamata maratona, che affascina da secoli intere generazioni di atleti.

Nella foto Rosalba Console e Anikò Kalovics- foto Gino Esposito-

fonte: comitato organizzatore Maratona d’Italia

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