LA MARATONA D’ITALIA ALL’UNGHERESE KALOVICS E AL KENIANO KIYENG

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La maratona d’Italia è stata conquistata quest’anno da due outsider il primo è l’atleta keniano, David Kemboi Kiyeng, che è andato a migliorare il suo primato personale sulla distanza di ben un minuto e trenta secondi, coprendo la distanza in 2 ore 10 minuti e 07 secondi, bruciando nelle battute finali di gara il favorito, il connazionale Makori David Omiti di un secondo.

In campo femminile la vittoria è andata all’ungherese Anikò Kalovics che partita bene, non ha sofferto il fatidico muro dei 30 chilometri, stabilendo l’ottimo tempo di 2 ore 26 e 43.

La gara maschile è sembrata incerta fin quasi sul finale; il vincitore, David Kemboi Kiyeng, entusiasta del suo nuovo primato, intervistato, ha commentato che sì è preparato a lungo per questa maratona, ma ha potuto essere sicuro della vittoria solo negli ultimi metri di gara, infatti il suo connazionale Makori è stato fino all'ultimo a pochi metri da lui, e Kiyeng ha potuto alzare le braccia al cielo in segno di vittoria solo sul traguardo.
Rosalba Console, con la maratona d’Italia, ha invertito il brutto periodo negativo che si era aperto con la caduta alla maratona degli europei di Goteborg; sia il suo tecnico Piero Incalza che la stessa atleta sono soddisfatti della prestazione, all’inizio pensavamo che potessi valere poco meno di due ore e trenta, ha dichiarato la Console, comunque nonostante negli ultimi quattro chilometri abbia subito una certa crisi passando dai 3 e 36 al chilometro a 3 e 47, perdendo in pratica quasi un minuto sul finale, sono riuscita a tenere bene finendo in 2 ore e 28 e 48, ampiamente al di sotto di quanto ci aspettavamo; dopo Goteborg, ha continuato Rosalba Console, a parte il danno fisico e lo stop forzato di quasi un mese, ero entrata in un sorta di stato depressivo.

Piero Incalza parlando della prestazione dell’atleta ungherese, alla domanda vi aspettavate una prestazione del genere, ci ha risposto” L’esordio è sempre un punto interrogativo, la Kaslovic aveva tutte le carte in regola per ben figurare specialmente sul percorso della maratona d’Italia che oggi era perfetto, ci si poteva aspettare dalla Kaslovic che potesse esagerare cedendo nel finale, ma ha retto benissimo. Il tecnico della Kaslovic, Zsolt Zsoder, insieme alla sua atleta, intervistati ci hanno rilasciato i seguenti commenti “ Credevamo di valere intorno alle 2 ore e 29, anche se non è stata una gran sorpresa che Anikò sia andata più forte; dopo essere partita molto bene ha tenuto un ritmo costante; alla mezza maratona mi ha chiesto di andare via, ma io l’ho fermata temendo che fosse troppo presto per cercare di decidere la gara, ci giravamo in continuazione per vedere dov’era Rosalba, che fino alla mezza è stata a meno di 40 secondi, troppo poco per pensare di vincere la maratona contro un’atleta che aveva già una gran esperienza sulla distanza, poi al 35° chilometro abbiamo capito che potevamo vincere; inoltre la Kalovics ha affermato che si sentiva molto sicura di se, forte del fatto che aveva corso ben cinque mezze maratone, nel corso dell’anno al di sotto di 1 ora e 11 minuti.
Nei prossimi due anni a venire, Anikò Kalovics, potrebbe essere una delle rivelazioni sulla distanza in campo internazionale, ci ha affermato il patron della manifestazione Ivano Barbolini, sono felice che alla maratona d’Italia abbiamo tenuto a battesimo un’altra grande atleta dopo l’indimenticabile Maria Guida; quest’anno è stato tutto meraviglioso sia dal punto di vista degli iscritti, aumentati del trenta per cento, che in tutte le altre iniziative collegate alla maratona d’Italia, di cui ricordiamo una delle più importanti, quella del centenario di Dorando Pietri. Da domani s’incomincerà a rimboccarsi le maniche, perché il lavoro continua, i prossimi appuntamenti quelli del centenario sono ormai alle porte, il monumento al campione carpigiano, il documentario e forse un film sulla vita dell’eroe della maratona, per cui venne coniato da Gabriele D’annunzio il termine maratoneta, continueranno a far lavorare il comitato organizzatore senza sosta.

Foto Gino Esposito

fonte: maratona d’Italia

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