STORIE DI ORDINARIA FOLLIA FEDERALE

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Vorrei riprendere il discorso Fidal da dove l'avevo lasciato e cioè al dopo Goteborg. Nell'articolo in questione parlavo di debacle e di dirigenti mediocri. Ovviamente lo confermo ma oggi voglio precisare meglio. Ho dovuto aspettare un po' per verificare le mie convinzioni ma ora posso senz'altro dire che la Fidal è si fatta di dirigenti mediocri ma non tutti sono così. Tempo passando è difficile non accorgersi che si è formata una sorta di oligarchia informale che di fatto sovrasta e guida con bastoncini e carotine le decisioni che devono comunque poter scaturire dal consiglio federale il quale…considerate le carotine, sta diventando un coniglio federale.

Battute a parte, vediamo i fatti. Goteborg è stato un disastro e non è stato l'unico bensì solo l'ultimo di una serie di disavventure azzurre più o meno eclatanti. Tutti se lo aspettavano e un buon timoniere avrebbe senz'altro dovuto organizzare un incontro di verifica tra settore tecnico e dirigenza; e invece nonostante i due mesi trascorsi, siamo ancora al niente.
Ma, come dicevo sopra, non tutti i dirigenti sono mediocri e mugugna oggi, mugugna domani, qualcuno è riuscito a portare il presidente dell'Asics Italia, pardon, della Fidal Italia intorno ad un tavolo per discutere.
Ma Arese & Co. non si fanno mettere nel sacco e quindi invece di discutere la cosa in consiglio federale hanno scelto di indire una riunione informale in Lombardia quasi si trattasse di una chiacchierata tra amici. Si era capito subito che sarebbe stata una giornata campale per cui il gruppo dei fedelissimi ha pensato bene di muoversi su due fronti. Il primo è stato quello di invitare tutti i consiglieri tranne uno, il più scomodo (che fine strategia); il secondo fronte è stato il solito e cioè una serie di telefonate pre-riunione volte a smussare, riavvicinare, ventilare catastrofi globali (se si cade, cadiamo tutti), promettere di essere più buoni e altro ancora.
Risultato raggiunto: una riunione iniziata nel caos e terminata a tarallucci e vino ma quel che più conta: un nulla di fatto e di detto. Questo accadeva la settimana prima del consiglio federale, quello vero.

E veniamo al consiglio federale formale. Leggendo il sintetico resoconto dal sito Fidal [clicca qui] non si riesce a cogliere quanto è accaduto. Anzi, anche leggendo con la massima attenzione si ha l'impressione che la riunione sia stata una cordialissima occasione di incontro dei consiglieri dove, ognuno per le proprie competenze e sensibilità, hanno dato il loro apporto per il raggiungimento delle decisioni descritte nell'articolo già citato sopra. Le cose non sono andate così. Ecco quello che è successo.
Ovviamente non mi soffermo (ma anche qui ci sarebbe da discutere) sulle tante cose dette nei due giorni di consiglio, voglio solo tornare alla verifica tecnica tanto attesa e mai fatta. Ecco cosa è accaduto: è sera tardi e il consigliere non invitato al consiglio informale questa volta è presente. Prende la parola sulle problematiche del settore tecnico, è un intervento tagliente. Tutti ascoltano con attenzione, qualcuno gongola, qualcuno fa finta di annuire. Il consigliere termina e uno dei vicepresidenti replica così: “essendo il Presidente Arese fuori dalla stanza (???) e quindi assente, al momento non possiamo rispondere all'intervento”. Sgomento? Paradosso? Macchè, è la Fidal! Arese rientra e il consigliere rifà l'intervento. Arese ascolta interessato, guarda l'orologio e replica pressapoco così: “sono le otto ed è ora di cena. Di questo ne discutiamo nel prossimo consiglio”. Tutti a casa…o a cena.
Non sto scherzando. E' andata così tanto che il comunicato Fidal conferma che “Il Consiglio ha preso visione della relazione del settore tecnico sulla stagione appena conclusa, oltre che del piano di programmazione 2007. Entrambi i documenti saranno oggetto di discussione nel corso della prossima riunione consiliare.

Ma aggiungo anche una piccola anticipazione sulla relazione tecnica futura. Sembra (e mi auguro di sbagliare) che nell'analisi relativa ai risultati di Goteborg si voglia applicare una sorta di pittoresco teorema che afferma che le medaglie hanno un valore ma in rapporto agli atleti convocati. Quindi 3 medaglie su circa 30 atleti fanno il 10%. La spedizione azzurra è stata un successone. Se ne avessimo portati 300 solo l'1%, questo si sarebbe stato un disastro. Se avessimo portato solo quei 3 avremmo fatto l'en plein, il 100% ovvero la nazione più forte del mondo. Ancora una volta sono costretto a ripeterlo, non sto scherzando!

Questa è la Fidal, questi sono i dirigenti, gli esperti, i saggi che guidano la nostra attività.
Mi chiedo quando qualcuno avrà il coraggio di aprire gli occhi e di dire (o di dirsi) che è ora che questa dirigenza si faccia da parte.

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