CHICAGO MARATHON, È IL TUO TURNO

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Si terrà il prossimo 22 ottobre il tradizionale appuntamento con una delle maratone più prestigiose al mondo. Molti gli atleti di “elite” alla partenza, a capeggiare il solito straordinario plotone di migliaia di runners scatenati.

Ancora una volta Chicago, dal 1977 la musica è sempre la stessa, un “canto delle sirene” che ogni anno porta nella metropoli americana una bella fetta di maratoneti da ogni angolo del pianeta. Anche se la parata in grande stile è rimandata per il prossimo anno con il festeggiamento del 30° anniversario, quest’anno l’appuntamento sicuramente non passerà inosservato almeno a giudicare dai “top runners” iscritti.

E’ vero che la vicinanza temporale con New York fa perdere qualche grande nome, ma a Chicago tradizionalmente si sono viste spesso performances egregie. Negli anni ’80 segnò pagine importanti il britannico Steve Jones, che bissò il successo tra il 1984 ed il 1985, con tempi assolutamente di prima grandezza: 2h08’05” e 2h07’13” rispettivamente.

Non da meno fu la portoghese Rosa Mota capace di due vittorie consecutive tra il 1983 ed il 1984, occasione quest’ultima in cui fermò i cronometri a 2h26’01. solo un preludio all’impresa dell’atleta di casa Joan Benoit Samuelson che nel 1985 corse la distanza in 2h21’21”, staccando sia la forte norvegese Ingrid Kristiansen che la stessa Rosa Mota.

Un bel salto di livello per la maratona di Chicago fu proprio a metà degli anni ’80, quando cioè ci si accorse che nella città dei Bulls e di Michael Jordan si poteva andar forte eccome.

Ad una rapida ascesa ha fatto poi seguito una parabola discendente nei primi anni’90, almeno per quanto riguarda i risultati cronometrici, per poi riprendere ad andar forte nel 1997 con il nuovo record della manifestazione da parte del marocchino Khalid Kannouchi, autore di 2h07’10”, e capace di trascinare ben otto atleti sotto il muro delle 2h10’.

Appena un anno dopo ancora record, stavolta per merito del keniano Osoro Ondoro, con 2h06’54”, dopo una gara tiratissima proprio contro Khalid Khannouchi.

Un duello quello tra Khannouchi e Ondoro destinato a proseguire l’anno successivo, ancora su ritmi da primato con il marocchino a spuntarla in 2h05’42 e con il terzo incomodo Moses Tanui secondo in 2h06’16”. Khannouchi farà poi il record di vittorie aggiudicandosi la gara del 2000 e del 2002, quattro sigilli che lo fanno entrare di diritto nella leggenda della manifestazione e non solo.

Al femminile negli stessi anni sono da ricordare le vittorie ed i record della keniana d’America Cathrine Ndereba e soprattutto lo stratosferico 2h17’18” di sua maestà Paula Radcliffe nel 2002.

Ultimi successi lo scorso anno sono andati a Felix Limo ed all’americana Deena Kastor. Entrambi non saranno alla partenza quest’anno, alimentando i sogni di gloria e di ricchezza (primo premio 125000 $) del manipolo di africani guidato in campo maschile dai vari Robert Cheboror, Robert Kipkoech Cheruyot, Charles Kibiwott, Benjamin Mayo, mentre tra le donne sarà lotta aperta tra l’etiope Berhane Adere, le russe Bogomolova e Petrova, la romena Tomescu-Dita e qualche possibile outsider dell’ultimo momento.

Appuntamento per domenica con un altro episodio delle grandi maratone mondiali.

fonte: Chicago Marathon WebSite Foto: Victah Sailer Photorun

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