FIDAL ALLA DERIVA – PARTE 1

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Caro Presidente, cari colleghi Consiglieri, cari componenti Consiglio Federale tutto, è la seconda volta che mi trovo a scriverVi nel breve periodo di 1 mese…..e mai prima lo avevo fatto!!!

E’ comunque anche l’ultima… per lo meno in questa veste per cui… abbiate pazienza!!! Sono costretto a fare un breve sunto su quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Federale che servirà come memo per i presenti… distratti, e come informazione per chi non c’era, poiché nulla di quanto accaduto trova memoria nella sintesi apparsa sul sito federale!! E quindi… Poco più di un mese fa avevo scritto per chiedere l’inserimento nell’ordine del giorno del Consiglio Federale del 29 – 30 settembre di un punto relativo al settore tecnico. Era passato più di un mese dai Campionati Europei di Goteborg ed a me sembrava normale che il Consiglio Federale, massimo organo della Federazione Italiana di Atletica, esprimesse una opinione, sollecitasse un dibattito sull’avvenimento più importante della stagione. Non avendo avuto risposta mi ero permesso di chiedere spiegazioni in occasione del Consiglio stesso.
Ed in quella occasione è stato palese tutto ciò che comunque era da sempre stato chiaro ma mai dichiarato e cioè… la precisa volontà di considerarmi un consigliere federale… scomodo, da tenere il più possibile ai margini. Tutto legittimo sul piano politico… meno su quello formale.
Infatti… al mio intervento relativo a ciò.. ed ad altri aspetti che riassumerò nel seguito di questa mia, mi fu risposto che solo il Presidente, in quel momento assente, avrebbe potuto rispondere e che comunque i consiglieri federali (sic!) avevano già in scaletta la discussione sul punto in questione previsto nel Consiglio federale del 28 ottobre. Naturalmente nulla di ciò sapevo non facendo parte dei Consiglieri federali a pieno titolo anche se lo Statuto prevede diversamente… ma lo statuto talvolta è un optional… ed anche questo lo vedremo dopo.
Invitato comunque a ripetere il mio intervento alla presenza del Presidente ciò ho fatto e di fronte alla sua risposta, sicuramente cortese, ma assolutamente evasiva rispetto ai problemi da me posti, al suo abbandonare il Consiglio sia pur perché legittimamente impegnato su affari federali e soprattutto al totale silenzio dei Consiglieri presenti pur a fronte di argomenti che a me sembravano di grande importanza per l’Atletica Italiana, ho salutato tutti informando che mi sentivo ormai estraneo a quel modo di operare e che quindi concludevo in quel contesto il mio tentativo, palesemente inutile, di contribuire alle tematiche relative allo sviluppo dell’Atletica Italiana.
Certamente ci sarà stata anche una mia parte di responsabilità… ad esempio causa il traffico sono arrivato a Consiglio iniziato… ed inoltre proprio per mia forma mentis non credo che le responsabilità siano sempre solo di una parte.

Ma detto questo quali erano i punti che avevo provato a portare alla attenzione del Presidente e del Consiglio?

1.Il settore tecnico nel suo complesso, gli Europei di Goteborg in particolare
E’ naturalmente un argomento di grande complessità che meriterebbe analisi approfondite e chiare strategie. Non se ne vede al momento traccia!
Per sinteticità ne sottolineo qui solo due aspetti che però a me sembrano esplicativi di una situazione a dir poco drammatica.
La prima: I risultati dei Campionati Europei di Goteborg sono stati tali da far risultare questa edizione come la peggiore degli ultimi 30 anni. Qualsiasi tipo di statistica si voglia usare porta a questo risultato, a meno che non si voglia utilizzare come unico metro le medaglie… ma anche qui non migliorerebbe molto la situazione. Ricordo di aver giudicato a suo tempo fortemente negativo il risultato di Monaco (2002) dove comunque 10 atleti si classificarono ai primi 4 posti (a Goteborg solo tre sia pur con risultati eccezionali). Non cito il risultato dei Campionati del Mondo Junior di Pechino o della Coppa Europa perché da tutti valutati estremamente negativi, ma comunque eventi di tale importanza da necessitare di analisi approfondite e non superficiali, cito e ricordo Goteborg solo perché il resoconto del settore tecnico ci fa presente che i risultati di quegli Europei rappresentano invece l’aspetto positivo dell’attività del 2006!! Con tutto il rispetto che ho per il CT Silvaggi e, senza ironia, ne ho veramente molto, non posso accettare che si consideri positivo un risultato che colloca l’Italia al 10° posto in Europa. Cito a memoria ma a me sembra di ricordare che ai Campionati Mondiali del 95, 97, 99 l’Italia si era classificata rispettivamente 6°, 9°, 9° e non eravamo contenti!!! E quelli erano Campionati del Mondo.
La seconda: caso Vanoi. Alessandro Vanoi era stato presentato non più di sei mesi fa come il salvatore della patria, un dirigente tanto importante da sostituire il dirigente italiano più apprezzato in campo mondiale, Anna Riccardi (vedi il risultato dell’Assemblea IAAF del 2003), talmente importante che il Presidente aveva posto su questo punto la fiducia di fronte alla riottosità di una parte del consiglio ad accettarlo. Oggi di Alessandro Vanoi nemmeno se ne parla. Domanda: che fine ha fatto visto che voci di corridoio ( parlo di voci di corridoio perché dell’arrivo se ne è discusso in Consiglio Federale e dell’eventuale uscita dalla FIDAL non se ne è parlato) lo danno già in altri lidi?

2.Il ruolo dell’Italia nell’ambito della Politica Internazionale
Primo Nebiolo aveva costruito, tra le altre cose, un ruolo internazionale per l’Atletica Italiana di assoluto rilievo che andava oltre il suo prestigiosissimo ruolo. Aveva saputo creare una rete per cui sono stati molti gli italiani che negli anni hanno ricoperto ruoli di prestigio. Oggi la situazione è profondamente diversa, ed anche se i ruoli ricoperti da italiani sono numerosi, tutto è più difficile. Avere per tempo una strategia a questo proposito è essenziale così come lo è mantenere relazioni con i vari uffici della EAA e della IAAF. Quale è oggi la politica internazionale dell’Italia? Tutto questo andava e va ben al di là della conferma o meno del sottoscritto nel ruolo di membro del Consiglio della EAA. E’ evidente che questa mia “esternazione” ha anche come conseguenza la rinuncia ad essere ricandidato. Probabilmente sarebbe avvenuto ugualmente, così ho reso le cose più semplici. Ma non sarà certo sostituendomi che si risolverà il problema! Sarei tentato di dire…anzi! ma non sta a me dirlo. Certo che i segnali di questi ultimi anni tra mancate elezioni e richieste di contributo alla EAA respinte perché presentate in lingua italiana… non sono un buon segnale.

3.Il sistema FIDAL, il ruolo dei Consiglieri, il mio ruolo
Il nostro Statuto all’articolo 12 comma 1 recita
Il Consiglio Federale è composto
1.Composizione
Il Consiglio Federale è composto da:
a) il Presidente Federale;
b) n° 18 Consiglieri Federali di cui 4 eletti tra i candidati consiglieri atleti e 2 eletti tra i candidati consiglieri tecnici, con le modalità di cui all’art. 35 del presente Statuto e del Regolamento Organico;
c) gli eventuali membri italiani eletti nel Consiglio della IAAF e della EAA

e

1.7 Hanno diritto di voto solo i componenti il Consiglio federale di cui al comma 1.1 del presente articolo

Il sottoscritto in quanto membro di Consiglio della EAA è a norma di Statuto Consigliere Federale a tutti gli effetti.
Tralascio gli aspetti di carattere formale e/o sostanziale che possono essere ricondotte a scelte di carattere politico tese alla mia marginalizzazione, e quindi in quanto politiche comunque legittime. Non posso considerare tale la riunione svoltasi a Milano il 22 settembre a cui tutti i Consiglieri sono stati invitati tranne il sottoscritto. Se era una Consiglio Federale informale avrei dovuto essere invitato, se era una riunione politica non poteva essere fatta che a spese dei partecipanti!!!
Delle due l’una: o è stata illegittima perché Consiglio Federale convocato escludendone uno degli aventi diritto o è stata legittima perché politica e quindi ognuno ha viaggiato e soggiornato a spese proprie. Siamo sicuri che sia andata proprio così?!!

4.Il ruolo delle Società Militari ed il rapporto con la FIDAL
Nel Consiglio Federale svoltosi ad Ancona su richiesta di alcuni Consiglieri Federali tra cui il sottoscritto fu affrontato il problema dei rapporti fra Società civili e militari, visti non solo sul piano della partecipazione ai CDS ma anche della crescita tecnica degli atleti. Su mia proposta fu accettato di creare un gruppo di lavoro che affrontasse tali problemi. Feci l’errore di chiedere di partecipare a questo gruppo avendo elaborato tra l’altro una serie di ipotesi che ritenevo e ritengo interessanti. Il gruppo di lavoro non è mai stato formato, nonostante che ad ogni Consiglio Federale lo sollecitassi, probabilmente per evitare di esplicitare la mia esclusione. La conclusione è che oggi il problema è esattamente al punto di due anni fa!! A meno che qualcuno ritenga che il problema sia stato risolto contingentando il numero degli atleti che ogni gruppo sportivo può arruolare!!?

In conclusione. Mi sono dimesso da Vice Presidente Vicario a settembre 2002 perché non condividevo l’allora politica federale. Non mi sono schierato nel 2004 ritenendo comunque un valore l’unità del movimento. Oggi, due anni dopo il Congresso di Chianciano ritengo che il Consiglio Federale che attualmente conduce l’Atletica Italiana non sia all’altezza del compito e non solo per ciò che è stato o non stato fatto in questi due anni ma anche per la totale assenza di strategia per il futuro e tutto questo, attenzione!!, non per un problema di capacità e/o volontà dei singoli (ci può essere anche questo naturalmente) bensì a causa di un sistema (certo non di origine divina!!) che sembra capace di assorbire e neutralizzare anche ciò che di buono si tenta di fare; tutto viene assorbito ed annullato in una sorta di gelatina che se da una parte sopisce legittimi malumori, dall’altra annulla i tentativi (comunque pochi) di approntare almeno una analisi di ciò che sta accadendo, primo passo per definire future strategie.
Buona fortuna a tutti, soprattutto all’Atletica Italiana per il cui successo sicuramente ognuno opera in assoluta buona fede ma con risultati a me sembra scadenti.
Per quanto mi riguarda continuerò ad operare nella mia Società e nella mia regione con la consapevolezza di chi ha avuto molto dall’Atletica e vuol tentare di continuare a contribuire al suo successo.

Alfio Giomi

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