CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE INVERNALE (DI M.GIACOMANTONIO)

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Terminata la stagione agonistica 2006, è ormai tempo di rivolgere la nostra attenzione al 2007 che culminerà con i Campionati del Mondo Master su pista in programma a Riccione nel mese di Settembre.

Vi proponiamo in questa news i consigli per la preparazione invernale di Marco Giacomantonio (nella foto), che da 23 anni pratica atletica leggera a livello agonistico e dal 2004 partecipa alle gare master.
Sono considerazioni di carattere generale rivolte essenzialmente a chi non vanta una consolidata esperienza nel mondo dell’atletica leggera, ma anche gli atleti più esperti potranno forse trarne qualche spunto.

In allegato trovate inoltre un interessante racconto dell'eclettico Marco. Si intitola “L'ultima gara” e ha come tema, ovviamente, l'atletica leggera…

PROGRAMMAZIONE
Per ottenere dei risultati in linea con le nostre possibilità e che possano dunque regalarci delle soddisfazioni, è necessaria innanzitutto un’adeguata programmazione volta a definire:
obiettivi realistici per la prossima stagione
– le linee guida generali del nostro programma di allenamento.

Questo vale sia per il campione che coltiva sogni di gloria, sia per l’atleta che intenda lo sport come puro e semplice divertimento, indipendentemente dal fatto che ci si alleni tutti giorni o semplicemente un paio di volte a settimana.

Perché programmare?
Avere in mente una programmazione anche di massima, porsi degli obiettivi non comporta un ulteriore impegno, ma anzi aumenta la nostra motivazione e determinazione. Dal momento che abbiamo deciso di dedicare parte del nostro tempo allo sport, tanto vale farlo con un certo criterio, anche se facciamo massimo 2/3 allenamenti a settimana. Lo sforzo sarà lo stesso, ma i risultati potrebbero essere più gratificanti.

Obiettivi intermedi
Qualsiasi sia il nostro obiettivo di fine stagione 2007, sarà comunque importante porsi degli obiettivi intermedi (gare indoor, campestri o anche semplici test svolti in allenamento): programmare avendo un solo obiettivo a ben un anno di distanza può farci perdere per strada la nostra determinazione.

Flessibilità
Sia che ci si alleni da soli, sia che si faccia riferimento al proprio allenatore, il programma di allenamento non dovrà comunque essere sempre seguito alla lettera e a qualsiasi costo. Soprattutto gli atleti più esperti potranno, se necessario, parzialmente adattarlo di volta in volta alle proprie condizioni fisiche del momento e alle condizioni climatiche.

ALIMENTAZIONE
Un discorso a parte merita l’alimentazione. Troppo spesso si vedono atleti allenarsi duramente e con costanza e poi mangiare in modo sregolato col rischio di vanificare, almeno in parte, i benefici dell’allenamento stesso. Eppure una corretta alimentazione può veramente fare la differenza nell’atletica, così come in qualsiasi altro sport e nella vita quotidiana. Non si tratta solamente di mantenere un peso adeguato, ma di fornire energia pulita al nostro motore. Non sono un medico, quindi mi limiterò anche qui a delle indicazioni di massima, che potrebbero fare sorridere gli esperti del settore, ma che costituiscono comunque la base di un corretto regime alimentare.

Al di là di regole basilari quali evitare l’abuso di alcolici o di cibi troppo pesanti e bere sempre molta acqua, la maggior parte degli esperti concorda con la filosofia di mangiare poco e spesso, distribuendo l’apporto calorico necessario nell’arco di 5 pasti nel corso della giornata: prima colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, spuntino a metà pomeriggio, cena. Una buona colazione a base di cibi leggeri e nutrienti è senz’altro fondamentale, ma altrettanto importanti possono essere gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio, soprattutto se ci si allena nella pausa pranzo del lavoro o prima di cena. Tali spuntini possono essere ad esempio uno yogurt o della frutta. Importante è inoltre privilegiare i carboidrati a pranzo e le proteine a cena, mentre la verdura va sempre bene in qualsiasi momento della giornata.

Sento già alcuni di voi replicare: “Ma se io già lavoro tutto il giorno e poi la sera prima di cena mi ritaglio un piccolo spazio per allenarmi, chi me lo fa fare di mettermi anche a stecchetto?” Innanzitutto sappiamo benissimo che curare l’alimentazione non significa mettersi a stecchetto, ma solamente mangiare in modo sano, equilibrato, secondo buon senso. In secondo luogo, una volta entrati in tale ottica, mangiare sano risulta anzi piuttosto agevole e i risultati possono essere davvero notevoli, soprattutto se fino ad oggi non abbiamo seguito un regime alimentare corretto. Ci vuole poco a portarsi magari un frutto o uno yogurt in ufficio da mangiare durante una pausa, oppure la sera, prima di andare a letto, prepararsi un petto di pollo ai ferri o una bistecca con verdura invece del classico piattone di pasta.

È ovvio che in occasioni particolari o se si va a mangiare fuori con gli amici, nessuno potrà negare anche ai più rigorosi una pizza, un piatto di lasagne, il dolce o una birra. Tutto sta nell’usare un minimo di buon senso.

CONCLUSIONI
E con questo vi saluto, se volete discutere e approfondire le tematiche qui solo sommariamente accennate, potete scrivermi all’indirizzo e-mail qui riportato.
Vi dò appuntamento sui campi di gara! In bocca al lupo e a presto!

Marco Giacomantonio [marco.giacomantonio@fedex.com]

fonte: Marco Giacomantonio per Atleticanet

ALLEGATO: ANet_news_Ultima_gara.pdf_7.11.2006.pdf (171 Kb)

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