ALESSANDRO PETRONCINI: LA DIGNITA’ E L’ORGOGLIO DI ESSERE UN’ATLETA

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Una storia normale, una storia come tante. Alessandro è un ragazzo normale che ama l’atletica come tanti di noi. Alessandro è un ostacolista e di ostacoli ne ha dovuti superare tanti. Alessandro è un grande atleta e questa e la sua storia.

Sono passati 31 anni, da quando una sera di marzo varcai quell'enorme cancello di ferro battuto, del campo sportivo Romeo Galli di Imola. Allora mi accompagnò mio padre mentre ora è il campo che mi accompagna nella vita.
Ero pieno di speranze e di forza, per una corsa che già sentivo dentro di me; come un cavallo che scalpita e che non vede l’ora di potersi confrontare con gli altri, per poter mostrare un po’ di se stesso in un corsa che a volte speri sia senza fine, poiché troppo bella perché debba finire.

Mi sono spesso chiesto: da dove viene la forza per correre? Che cosa è che spinge un uomo a conoscere i propri limiti nella resistenza, nella forza o nella velocità? Finché un giorno, nel settembre del 1989, mentre mi stavo allenando come al solito al campo sportivo mi accorsi che qualcosa non andava. Ero stanco, anche se non mi stavo allenando duramente, e mi accorsi di avere uno strano gonfiore sotto le ascelle. Iniziai a fare degli esami di controllo all’ospedale ma non c’era niente di strano, poi arrivò la febbre. Una febbre insistente dapprima 37.5°C che in poche settimane salì a più di 41°C.

Fui ricoverato all’ospedale d’urgenza e purtroppo nessuno fu in grado di capire cosa avessi. Per quasi 20 giorni rimasi nell’ospedale di Imola con una febbre che solo un fisico allenato come quello di un atleta poteva sopportare. Finalmente ottenni un consulto esterno dall’Ematologia di Bologna che attraverso esami più accurati seppe dare una diagnosi che faceva paura: Linfoma Maligno.

Non sapevo che cosa fosse, ma appena la dottoressa mi spiegò tutto nei dettagli mi resi conto che avevo un maledetto tumore al sistema linfatico. Da quel momento la mia vita cambiò completamente. Capii che anche lì stavo correndo alla ricerca di qualcosa: cercavo il limite tra la vita e la morte.

Iniziò un viaggio fatto di continui ricoveri e chemioterapia durato quasi 3 anni fino al trapianto di midollo osseo.
Arrivai a perdere completamente il mio fisico da atleta calando di peso più di 20 kg. La mia resistenza era ormai limitata a fare una rampa di scale con fatica ed i muscoli non esistevano più, tranne quelli per sorreggere una tazza di tè all’ora di colazione.

Che cos’era rimasto di quell'atleta tanto speranzoso di correre ed esprimere se stesso nella corsa? Era rimasto ciò che ogni atleta ha dentro di sé. Non un fisico possente, né muscoli, né forza, nemmeno velocità, ma cose ben più importanti che troppo spesso gli atleti dimenticano: la dignità e l’orgoglio di essere un’atleta.

Ricorderò per sempre una notte dopo un ciclo di chemioterapia massacrante. Ero a pezzi, senza più forze né capelli. Ero demotivato e deluso come da una prestazione atletica negativa; guardai me stesso esangue e pensai: “Io sono un’atleta e posso fare meglio di così”. Così pensando mi alzai e con una fatica disumana feci una passeggiata nella corsia dell’ospedale, quasi come se volessi allenarmi in quelle condizioni al punto che l’infermiera mi dovette fermare.

Quella passeggiata fu la vittoria più importante della mia carriera d’atleta, ed è lì che ho capito che si può vivere per correre o correre per vivere. Lì, in quella gara, correvo per vivere ed ancora oggi che mi alleno e continuo a gareggiare a 41 anni per i 110 ostacoli corro per vivere.

Alessandro Petroncini

IL SUO CURRICULUM
nato il 31 maggio 1965

Fino al settembre del 1989: 400 hs 55”7, 110 hs in 15”2
1989: Fermo per malattia
1990: Fermo per malattia
1991: Fermo per malattia
1992: Fermo per malattia
1993: 15”38 110 hs, 11”2 100 m
1994: 15”35 110 hs, 11”2 100 m
1995: 14”7 e 14”95 110 hs
1996: 8”28 60 hs (minimo per campionati italiani assoluti), 14”92 110 hs
1997: 8”41 nei 60 hs, 14”60 nei 110 hs (minimo per campionati italiani assoluti), 11”11 e 10”9 nei 100 m, 22”2 nei 200 m, 24”36 200 hs, 16”1 150 m.
1998: fermo per infortunio
1999: 15”12 110 hs
2000: 15”12 110 hs
2001: 14”62 (minimo per campionati italiani assoluti e miglior prestazione M35 dell’anno)
2002: 14”79 110 hs, 11”0 nei 100 m
2003: 14”93 110 hs , 11”20 nei 100 m
2004: 15”07 110 hs e Campione Regionale Assoluto dell’Emilia Romagna
2005: 15”43 110 hs (mp.i. pre M40)
2006: 15”55 110 hs, Campione Italiano Master nei 60 hs (8″63, che fu m.p.i. M40).

fonte: Alessandro Petroncini

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