LA CONCENTRAZIONE NEGLI SPORT DI RESISTENZA

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Molti di voi nella vita e nello sport si saranno sentiti ripetere da insegnanti e allenatori la seguente frase: “Devi concentrarti! Così non arriverai da nessuna parte!” Alcuni avranno anche cercato di concentrarsi al massimo, ripetendosi di NON farsi distrarre dai rumori circostanti, di NON pensare alla bella giornata fuori, di NON fantasticare con la mente sull’appuntamento della sera, ecc. ecc. Risultato? La vostra mente andava proprio lì dove voi non avreste voluto. Il motivo è molto semplice: il solo fatto di ripetersi di NON pensare a quello o NON immaginare quest’altro porta il vostro inconscio a focalizzarsi su ciò che vi state ripetendo ossessivamente e quindi proprio a quei rumori, proprio al vostro appuntamento.

Primo consiglio che introduce il discorso sulla concentrazione è quindi quello di formulare SEMPRE frasi positive per riuscire a focalizzare l’attenzione là dove voi volete.
In realtà il discorso sulla concentrazione è molto più complesso. Il tipo di concentrazione e quella che viene chiamata focalizzazione cambia a seconda dello sport praticato. Si parla di direzione e ampiezza della focalizzazione (secondo la classificazione di Nideffer, 1986,1989,1993): esterna ampia (soprattutto in sport di squadra quando si deve fare un passaggio al compagno), esterna ristretta (è rivolta all’ambiente esterno, ma l’attenzione è centrata sul proprio gesto atletico: punizione o rigore), interna ampia (utile nella preparazione di una gara o in sport in cui l’attenzione è rivolta verso la propria prestazione senza però tralasciare la gara degli avversari), interna ristretta (usata per caricarsi psicologicamente o resistere al dolore fisico). In sport di resistenza come il ciclismo o la maratona i può parlare di una focalizzazione prevalentemente interna ampia, a tratti ristretta. Un atleta che vuole intraprendere una gara di resistenza dovrà assolutamente essere concentrato sul momento presente, sul proprio gesto atletico e, come vedremo, anche sui compagni o sul compagno che si sceglie per mantenere il proprio ritmo, cercando di escludere dalla sua testa ogni altro fattore che possa essere per lui distraente.

I principali fattori distraenti in sport come il ciclismo o la maratona sono: lo spazio intorno, i molti Km ancora da percorrere, pensare ad eventi passati o futuri (ad esempio “ieri ho litigato con la mia fidanzata” o “domani ho un’importante incontro di lavoro”; se si vuole arrivare in fondo ed esprimere una buona prestazione questi pensieri non devono esistere), il pubblico, che per molti sport è positivo, può essere sinonimo di distrazione per alcuni soggetti soprattutto negli sport con lunghi percorsi da affrontare, focalizzarsi su avvenimenti extra sportivi se pur positivi (un buon voto a scuola, una promozione sul lavoro, una vincita alla lotteria).

C’è da dire che molti atleti, soprattutto i professionisti di buon livello, riescono comunque ad ottenere effetti positivi proprio da questi pensieri esterni: il segreto è trarre quella giusta attivazione dall’evento per la gara che sto andando ad affrontare, ma una volta dentro la gara l’attenzione deve essere rivolta solo al momento presente.
Ci sono ovviamente tecniche che permettono di concentrarsi maggiormente. Una di queste è imparare a porsi obiettivi a breve e medio termine durante il percorso: se io penso a quanta strada devo ancora percorrere e a quanto è lontano il traguardo è molto probabile che rallenti il ritmo e che la stanchezza si faccia sentire di più; devo allora pormi obiettivi intermedi: arrivare a quel segnale, a quell’albero, a quel Km.
Un’altra tecnica è la scelta dell’avversario che mi permetta di esprimere la mia prestazione migliore. Se scelgo un avversario troppo forte sarò costretto a dare il massimo dall’inizio e magari a scoraggiarmi perché non riesco mai a raggiungerlo, allo stesso modo avrà un’influenza negativa sulla mia psiche controllare costantemente gli avversari dietro di me, perché la mia andatura rallenterà vistosamente. Se, invece, scelgo qualcuno poco più forte di me potrò tranquillamente seguire il suo ritmo e concentrarmi meglio.

Interessante è soffermarsi sulla funzione delle immagini positive durante una gara di resistenza. Molto spesso si sente dire che la visualizzazione di un paesaggio rilassante (un bel bosco fresco, una spiaggia, il verde di un prato) permette di migliorare la performance. E’ vero in parte. Anch’io spesso mi trovo a consigliare di distrarre la mente dalla fatica o dal dolore che si prova in quel momento, ma lo faccio per quelle persone che desiderano portare a termine la gara o per sport che necessitano di una prestazione mentale ben superiore a quella fisica (vedi l’apnea). E’ inutile e anche dannoso estraniarsi dalla situazione, magari immergendosi in un bel paesaggio di campagna, se l’obiettivo principale è andare forte o migliorare dal punto di vista della velocità la vostra performance. Questo tipo di visualizzazione è utile per superare alcuni momenti di crisi che durante una corsa potete avere. In generale crearsi immagini mentali che danno sollievo o utilizzare la visualizzazione sono strategie perfette per distrarsi dal senso di fatica, ma ricordate che molto probabilmente vi faranno rallentare.

Riuscire a resistere alla fatica e contemporaneamente ad essere uno dei più veloci è una prerogativa per pochi, per i grandi campioni, ma potete avvicinarvi a questo tipo di performance con un costante allenamento e utilizzando quelle “parole-chiave” che nei momenti decisivi della gara serviranno per fare lo scatto decisivo.
Ricordate che ogni tecnica mentale che volete utilizzare in gara deve essere accuratamente preparata con allenatore e preparatore mentale prima della gara stessa, durante i quotidiani allenamenti.
Come ultima cosa vorrei proporvi due “prove” che Roberto Albanesi presenta nel suo libro “L’allenamento mentale negli sport di resistenza” edito da Thea, 2003.

I PROVA
Per migliorare la vostra concentrazione provate a focalizzare l’attenzione su una cosa per volta. Quando svolgete un compito, di qualunque compito si tratti, provate a non farvi distrarre da altro e a non lasciarvi prendere dalla voglia di fare più cose contemporaneamente. La concentrazione aumenterà e il compito che state svolgendo vi riuscirà sicuramente meglio.

II PROVA
Si tratta di fare un semplice test sui 3000m su un percorso asfaltato. Gareggiate con un vostro amico che lasciate partire 1’ prima di voi. Cercate di elaborare una strategia: su cosa vi concentrate? Che focus utilizzate?
Nel libro di Albanesi c’è ovviamente la risposta, ma spero che possiate rifletterci da soli e darmi la soluzione magari al mio indirizzo mail. Presto avrete la soluzione!

Valentina Scimone
valentina.scimone@atleticanet.it

fonte: Valentina Scimone

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