ALLENATORE PER CASO

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Arriva dalla Francia una storia singolare, che ha come protagonista il venticinquenne Pierre-Jean Vazel, che potremmo definire “allenatore per caso”. Diploma di Belle Arti, una situazione economica appena discreta: divide un appartamento a Parigi con un'amica e cerca un lavoro come pubblicitario, possibilmente part-time. Infatti la sua passione vera è l'atletica ed è l'allenatore transalpino che sta attualmente seguendo due sprinter messisi in luce ultimamente: il nigeriano Olusoij Atedokombo Fasuba – classe 1984 – e il francese Ronald Pognon – classe 1982 – . Vazel non ha mai seguito corsi particolari.

Partendo dall'amore per questo sport (il colpo di fulmine vedendo correre in tv la velocista Marie-Josè Perec) inizia un percorso da autodidatta. Giovanissimo riempe quaderni di articoli sui vari aspetti della velocità; studia su libri di statistiche e, nel corso degli anni, approfondisce le sue conoscenze su Internet, frequentando forum e siti specializzati. Nel frattempo affina le sue conoscenze in campo statistico ed inizia a collaborare con la IAAF. Nel 2004 la svolta: Vazel ottiene uno stage alla Federazione come analista delle gare e fa la conoscenza del nigeriano Fasuba, potenziale campione. Inizia ad allenarlo: dopo la semifinale ai Mondiali di Helsinki 2005 a maggio di quest'anno corre a Doha i 100m nel sensazionale tempo di 9.85 nuovo Record Africano. E' il 12 maggio: giunge secondo alle spalle dello statunitense Justin Gatlin, vincitore in 9.77 primato mondiale eguagliato, destinato ad essere cancellato per le note vicende-doping che di lì a poco travolgeranno l'americano. Il risultato attira l'attenzione di Pognon, che un paio di mesi fa rompe il rapporto con il suo allenatore Guy Ontanon ed entra nella scuderia di Vazel, evidentemente insoddisfatto dei risultati delle ultime stagioni: semifinalista ad Helsinki 2005 e solamente quarto ai recenti Europei di Goteborg, quando figurava tra i favoriti nei 100m.

Fra le altre cose il giovane allenatore afferma “Per correre veloci ci vuole del tempo e fare i 100m è una questione di pazienza. Ai miei atleti insegno innanzitutto a correre…lentissimo”. Negli ambienti istituzionali il giovane bretone non è molto amato non essendo uscito dall'Istituto Superiore dello Sport tuttavia lo stesso Vazel afferma di avere un buon rapporto con lo staff tecnico nazionale e con lo stesso Franck Chevalier che lo sta aiutando a formalizzare la sua posizione di allenatore tramite la frequentazione dell'INSOP. Vazel è comunque convinto che contino di più i risultati che un diploma per cui le eventuali invidie degli altri tecnici lo lasciano indifferente. Lui pensa a far andare forte i suoi atleti e magari ad Osaka 2007, sede dei prossimi Mondiali, porterà sul podio della gara più affascinante uno od anche entrambi i suoi pupilli.

fonte: Gazzetta dello Sport – www.marathons.fr / Foto: www.marathons.fr

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