LA STORIA RACCONTA: JONATHAN EDWARDS

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L’inglese Jonathan Edwards, classe 1966, è il più grande specialista di sempre nella storia del Salto Triplo.
Dotato di una classe cristallina, che ha sempre dimostrato anche al di fuori delle pedane, ha caratterizzato la sua prima parte di carriera nel non voler gareggiare di domenica rispondendo ai principi della sua fortissima fede religiosa, e ricordando così la storia di Eric Liddell, Campione Olimpico dei 400 metri a Parigi nel 1924 celebrata magnificamente nel film “Momenti di Gloria” nel quale vengono raccontate le vicende sia di Liddell che del vincitore dei 100 metri Harold Abrahams, entrambi britannici.
Edwards è già presente alle Olimpiadi 1988 di Seul ma non va oltre il 23° posto in qualificazione (15,88).
Ma è l’anno dopo che si mette in luce con il terzo posto nella Coppa del Mondo di Barcellona stabilendo con 17,28 il proprio personale.
Sempre a Barcellona, ai Giochi Olimpici del 1992, Edwards è solo 35° nelle qualificazioni (15,76).
Nel 1993 si convince di poter gareggiare anche di domenica considerando che il suo talento è un dono del Signore e che deve poterlo dimostrare in qualsiasi momento.
Ed il 27 giugno è proprio a Roma che gareggia per la prima volta di domenica, classificandosi secondo (17,27) nella Finale di Coppa Europa.
Poche settimane dopo arriva per Edwards, nella quarta edizione dei Campionati Mondiali a Stoccarda, la prima importante medaglia a livello internazionale nella gara vinta dallo statunitense Conley (17,86) seguito dal russo Voloshin (17,65); bronzo e record personale per Edwards (17,44).
E ci si attende una conferma ai Campionati Europei 1994 di Helsinki ma qui Edwards è solo sesto (16,85).
Ma è il 1995 l’anno magico per il triplista inglese.
Il 25 giugno a Lille in Coppa Europa è protagonista di due salti da fantascienza: aiutato dal vento oltre i limiti consentiti vola a 18,43 (2.4) e a 18,39 (3.7). E’ invece regolarissimo il 17,72 con cui migliora il Record Nazionale.
Ed al Meeting di Salamanca, il 18 luglio, stabilisce il nuovo Primato Mondiale saltando 17,98 (1.8).
E’ curioso che per la terza volta consecutiva il Record del Mondo del Salto Triplo venga battuto nell’anno con il “5” finale.
Nel 1975 fu il fortissimo quanto sfortunato brasiliano J.Carlos De Oliveira con la misura di 17,89. E nel 1985 fu l’estroso americano Willie Banks con 17,97.
Ai Campionati Mondiali a Goteborg è ovviamente il favorito. Per Edwards la gara del 7 agosto è l’ingresso nella Storia. Subito al primo tentativo Edwards è il primo atleta a superare il limite dei diciotto metri: 18,16 (1.3)!
Ha già al collo la Medaglia d’Oro! Alla conclusione del primo turno di salti ha ben 80 centimetri di distacco sul secondo!
Dopo pochi minuti Edwards riscrive la Storia. Il suo Hop-Step-Jump è infinito: 18,29! Con ancora 1.3 di vento a favore. Completano il podio mondiale Wellman (BER) con 17,62 e il dominicano Romain (17,59).
Da ricordare che tre giorni dopo è l’ucraina Inessa Kravets a stabilire il Record Mondiale del Triplo femminile: 15,50! Entrambi questi Primati sono tuttora insuperati, a sottolineare anche l’eccezionalità di quella pedana.
Edwards, a Londra il 27 agosto, tocca ancora i 18,00 (1.3).
Edwards ha un conto aperto con le Olimpiadi dove ha sempre fallito. Nel 1996, ad Atlanta, appare come il logico favorito. In una gara di altissimo livello tecnico accade l’incredibile. Edwards viene battuto dall’atleta di casa, Kenny Harrison, capace addirittura di saltare 18,09 (-0.4), Record Olimpico! L’inglese è bravissimo a conquistare l’argento sempre con un grandissimo risultato: 17,88 (0.9). Terzo il cubano Quesada (17,44).
Anche l’anno seguente è secondo (17,69) ai Mondiali di Atene preceduto proprio da Quesada (17,85) e davanti all’altro cubano Urrutia (17,64).
1998. Edwards vince il suo unico Titolo Europeo Indoor a Valencia con 17,43 precedendo il tedesco Friedek (17,15) ed il francese Helan (17,02).
Ad Oslo, il 9 luglio, salta 18,01 (0.4)!
La medaglia d’oro continentale è confermata anche all’aperto a Budapest dove è ancora superlativo saltando 17,99 (0.5) distanziando il russo Kapustin (17,45) ed il bulgaro Dimitrov (17,26).
Ai Campionati Mondiali 1999 a Siviglia la vittoria va a Friedek (17,59), l’argento a Dimitrov (17,49) che sopravanza di un solo centimetro Edwards.
Si arriva all’anno 2000 ed alla quarta partecipazione olimpica per Edwards che ha ora 34 anni. Ed a Sidney, finalmente, si realizza il coronamento di una carriera a cui mancava solo l’Alloro Olimpico. Se lo aggiudica saltando 17,71 (0.2), mentre alle sue spalle troviamo Garcia (17,47) e Kapustin (17,46).
Nel 2001 partecipa ai Campionati Mondiali Indoor a Lisbona dove è secondo (17,26) battuto a sorpresa dal nostro Camossi (17,32). Il bronzo va all’australiano Murphy (17,20).
Ma ai Mondiali di Edmonton è ancora una volta immenso rivincendo il Titolo Mondiale con un’altra misura inavvicinabile per tutti gli altri: 17,92 (0.7)! Lo seguono lo svedese Olsson (17,47) ed il russo Spasovhodskiy (17,44).
E nel 2002, all’età di 36 anni, ai Commonwealth Games a Manchester, salta 17,86 (0.7)!
Conquista l’ultima medaglia in campo internazionale agli Europei di Monaco.
E’ terzo (17,32) dietro a Olsson (17,53) ed a Friedek (17,33).
Una lunghissima e trionfale carriera per uno degli atleti più grandi nella Storia dell’Atletica e che è da portare come esempio di comportamento e lealtà sportiva.

fonte: Mario Biagini – Redazione Atleticanet

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