IL RITORNO DI KONSTANTINOS “KOSTAS” KENTERIS

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Tra pochi giorni scade la pena di due anni di squalifica, inflitta dalla Iaaf,ad uno degli atleti più discussi delle ultime stagioni: l'ellenico Konstantinos Kenteris. La vicenda agonistica del “razzo di Mitilene” pare dunque,non debba terminare con la squalifica, conseguenza dell'aver saltato un controllo antidoping proprio nell'immediata vigilia dei Giochi Olimpici di due anni orsono. Kostas ha un sogno: chinarsi sui blocchi di partenza alle Olimpiadi di Pechino2008 nella sua gara, i 200m. Il greco afferma: “Ho 33 anni e la mia sarà una gara contro il tempo, ma farò di tutto per esserci”.

Kenteris nasce a Mytilene il 11.06.1973 e dopo aver giocato da ragazzino a calcio ed a pallavolo, si indirizza verso l'atletica leggera seguendo l'esempio del fratello maggiore. Il suo primo allenatore, Gregorios Kondos, vedendolo longilineo lo indirizza nelle prime gare verso gli ottocento metri. Il salto di qualità avviene nel 1991, quando diciottenne si trasferisce a Salonicco per motivi di studio e lì sotto la guida di Plutarkos Saraslanidis inizia a crescere: giunge 4° agli Eurojuniores del 1991 a Salonicco nei 400m. E 6° ai Mondiali Junior del 1992 a Seoul nei 200m., nella gara vinta da Ato Boldon. Dopo la vittoria nei 400m. ai Giochi del Mediterraneo di Narbonne 93 con il tempo di 45.70 Kostas rimane al palo frenato nelle stagioni successive da parecchi guai fisici. Tormentato da problemi muscolari e dovendosi sottoporre anche ad un'operazione al ginocchio, gareggia raramente e le sue apparizioni nelle grandi competizioni non lasciano grandi tracce. Alla Coppa del Mondo di Johannesburg1998 gareggia nella staffetta del miglio della Selezione Europea giunta settima. Ai Campionati Mondiali indoor di Maebashi 1999 nei 400m. viene eliminato in batteria; a quelli all'aperto di Siviglia 99 nei 200m. dopo aver vinto la batteria, bloccato da un infortunio non si presenta al turno successivo.

Agli inizi del 2000 la svolta: si trasferisce ad Atene e si affida al tecnico Christos Tzekos, allenatore fra gli altri del Campione Mondiale Indoor1997 sui 60m. Charalambos Papadias, di Yekaterini Thanou e dell'Olimpionica dei 110hs Paraskaveli Patoulidou (Barcellona 1992). Tzekos, modesto mezzofondista in gioventù, importatore di prodotti paramedici, già all'epoca era assai chiaccherato come allenatore. Avendo un clima ideale per allenarsi d'inverno non disdegnava lunghi stage all'estero-USA, Cuba, Sudafrica,Spagna, secondo le versioni più “maliziose”per rendere più problematici i controlli a sorpresa. Per Kenteris le cose iniziano a funzionare: poche gare, ma significative come il bronzo a Gateshead in Coppa Europa: nell'ordine Malcom-GB-20.45 il nostro Cavallaro 20.48 e Kostas terzo in 20.48. Siamo a Sydney2000: da comprimario ad una delle più grandi sorprese dei Giochi…medaglia d'oro in 20.09 precedendo il britannico Campbell 20.14 e i grandi battuti: gli esageratamente emotivi antillani Boldon terzo in 20.20 e Obadele Thompson (Barbados) quarto con lo stesso tempo. Impresentabili gli Statunitensi con John Capel addirittura ultimo. Per chi considera questa vittoria “casuale” Kenteris risponde da par suo nelle successive due stagioni seguendo l'identico copione: pochissime gare,ma implacabile nelle grandi competizioni. Campione del mondo ad Edmonton2001 con il tempo di 20.04,corre la gara migliore della sua carriera l'anno successivo ai Campionati d'Europa di Monaco di Baviera 2002. In un piovoso e freddo agosto diventa l'europeo più veloce a livello del mare: 19.85 con una corsa ad assetto variabile, raccolta in curva, amplissima in rettilineo. A questo punto la previsione era per un picco terrificante ad Atene 2004, roba da 19.50. Nel 2003 dopo la vittoria a Firenze in Coppa Europa,un infortunio lo blocca per il resto dell'anno. Ma Kenteris coltiva ancora il suo sogno: il bis olimpico a casa sua diventando l'eroe di una nazione che vive di ardori violenti. Ma le cose presero un'altra piega, quasi romanzesca: controlli antidoping elusi fin dalla primavera fino alla recita finale con la rocambolesca fuga dal Villaggio Olimpico a poche ore dalla cerimonia d'inaugurazione il tutto concluso con uno sconcertante incidente motociclistico, forse mai avvenuto. Fra ammissioni e mezze verità per Kenteris,destinato ad essere l'ultimo tedoforo della cerimonia d'apertura, non resta che accettare la squalifica e il successivo oblio, proprio mentre il suo mentore, Tzekos,finisce nella bufera dopo il sequestro in casa sua di parecchie sostanze illecite. Ora,dopo l'espiazione della colpa, l'ingresso nel club di “quelli che ritornano”

fonte: Secolo XIX / Foto: abc.net.au

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