REEBOK BOSTON INDOOR GAMES

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E’ a suo agio Tirunesh Dibaba sulla pista di Boston. Già due anni fa aveva fatto suo il recod del mondo dei 5000 m e sabato si è ripetuta, nonostante le sia venuto a mancare l’apporto della sorella Ejegayehu nel momento topico della gara, intorno ai 3000, quando piu’ facilmente il ritmo cala. Gigi (questo il nomignolo di Ejegayehu) era raffreddata e così Tirunesh da quel punto in poi ha dovuto tirare la gara da sola. Record in pericolo al quarto chilometro, il piu’ lento, corso intrno ai 2’56” ma ultimi due giri a velocità supersonica, con l’ultimo 200 chiuso in 29”72 a sigillare il nuovo primato di 14’27”42.

Non è andato in porto invece il tentativo della grande rivale dela Dibaba, Meseret Defar, che cercava l’impresa nei 3000 m. ma partiva anch’essa con l’handicapp di un raffreddore che ha infastidito molte componenti della spedizione etiope. Portata al primo chilometro piuttosto lentamente dalla lepre, la Defar si è ritrovata senza forze a dover completare la gara da sola, rallentando il ritmo ed inducendo la sorprendente americana Shalane Flanagan ad iniziare la rimonta, giungendo quasi a chiudere il gap. Sentire il passo di un’avversaria ha prodotto l’immediata reazione della Defar, che si è involata negli ultimi due giri, trascinando comunque la Flanagan al nuovo record indoor USA (8’33”25), mentre la Defar chiudeva in 8’30”31

Sorpresa nel concorso del peso, in cui il giovane Dan Taylor, con una serie tutta sopra i 21 m ed un acuto a 21,57 m. ha regolato un gruppo d’eccezione composto da Cantwell – secondo con 21,36 , Hoffa (20,84) ed uno scarico Godina fermo a 19,25.

Ritorno alle gare e subito record nazionale indoor dei 3000 m. per l’australiano Craig Mottram, fermo per infortunio. Dopo i primi due chilometri corsi al riparo della lepre, solo l’etiope Markos Geneti tiene il passo dello scatenato aussie, che chiude con un ultimo 400 sotto i 55” e per un tempo finale di 7’39”24, che lo pone al momento al vertice del ranking mondiale. Tre secondi abbondanti il distacco di Geneti.

fonte: IAAF – Foto IAAF

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