MILLROSE GAMES: DEVERS INTRAMONTABILE

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Gail Devers non delude ed a 40 anni suonati vince i 60 hs dell’edizione n.100 del meeting di New York. E’ lei la nota più bella di una giornata all’insegna della grande atletica per gli oltre 14000 presenti.

Quando Gail Devers (nata il 19/11/1966), lo scorso venerdì 2 febbraio ha messo piede nel mitico impianto del Madison Square Garden di New York, non tutti credevano ai loro occhi. Sotto lo sguardo di oltre 14000 spettatori (!!!), la sprinter statunitense quasi 41enne, dopo 19 mesi di distacco dalle gare per maternità, era pronta per correre i 60 ostacoli del centenario dei Millrose Games.

Contro di lei alla partenza non atlete qualunque, ma i nomi plurititolati di Johanna Hayes, Perdita Felicien, Danielle Carruthers, tutte nettamente più giovani e competitive, almeno sulla carta.
Sì, perché Gail dopo lo sparo ha dato dimostrazione di non aver dimenticato in tutto questo tempo lontano dalle piste tecnica e reattività sui piedi, le stesse che in passato le avevano fatto conquistare gloria e medaglie sulle piste di mezzo mondo.
Partenza rapida, soliti appoggi rapidissimi a terra, passaggi delle barriere senza problemi, e tempo finale ancora fantastico: 7”86, nuovo primato mondiale master di categoria e prestazione assoluta di valore assoluto, a 12 centesimi dal suo personale. Un tempo che ha messo fuori gioco le avversarie, con la Hayes seconda in 7”91 ed a seguire Carruthers e Felicien, in 7”94 e 7”96 rispettivamente.

Una performance che conferma la classe di un’atleta intramontabile, che sembra seguire le gesta di un’altra grande senza età, Merlene Ottey.
Dopo la gara Gail Devers ha spiegato di non avere programmi o piani particolari per il futuro, si manterrà in allenamento e valuterà le offerte migliori per le prossime partecipazioni ai meeting. Poi per quanto riguarda il discorso Mondiali o Olimpiadi, non si è sbilanciata facendo trapelare però che non disdegnerebbe di aggiungere qualche altra partecipazione internazionale al suo già ricchissimo palmares.

Decisamente peggio è invece andata all’altro big al rientro della serata, ossia Maurice Greene. La pallottola di Kansas City non ha fatto in tempo a percorrere una ventina di metri di gara che è finito lungo a terra, inciampando malamente su una piccola depressione della pista. Una brutta figura per un campione cui sembra non andar più bene nulla negli ultimi tempi.
La gara la vince Shawn Crawford in 6”56, sul giamaicano Clarke, secondo in 6”64, e lo statunitense Kimmons, terzo in 6”65.

Ma il centenario dei Millrose non verrà sicuramente ricordato solo per l’exploit della Devers o il flop di Greene. Altre gare hanno offerto spunti interessanti e risultati di rilievo.

Molto ci si aspettava dal mezzofondo, alla luce anche dei grossi nomi schierati alla partenza. C’era attesa ad esempio per Tirunesh Dibaba, dopo il ritocco al record del mondo dei 5000 di una settimana fa. L’etiope in gara sui 3000 ha usufruito delle lepri per un buon 2/3 di gara, poi ha chiuso nettamente prima in 8’46”58, crono di buon livello, anche se distante dal suo personal best di 8’33 e spiccioli.

Gara dal finale travolgente è stata invece quella del miglio maschile con un duello all’ultimo metro fra Bernard Lagat e Craig Mottram: lo spilungone australiano le ha provate tutte per passare lo statunitense, ma niente da fare: Lagat alla fine l’ha spuntata in 3’54”26, una manciata di decimi meglio di Mottram, che comunque conferma uno splendido stato di forma. Per entrambi giusta soddisfazione al traguardo, mentre hanno finito male Alan Webb e Ivan Heshko, con 4’04”86 e 4’08”45.

Ha fatto la sua figura anche quest’anno Yelena Isinbayeva: la russa, a dispetto di chi la voleva un po’ in ritardo di preparazione, ha confermato di esser rimasta su certe quote: un salto a 4,63 per vincere la gara, e poi su fino a 4,82. Per chiudere, il triplice tentativo per il record del mondo a 4,93, ma niente da fare, festa rimandata. Al secondo posto l’atleta di casa Jenn Stuczynski, con 4,53.
In campo maschile, vince la gara di asta il campione mondiale Brad Walker, cui basta un 5,80 per aggiudicarsi la sfida contro l’australiano Steven Hooker, autore anch’egli di un 5,80, sia pur in una gara viziata da troppi errori. Sotto tono Toby Stevenson non oltre i 5,60.

Nei 60 femminili vittoria per l’esperta velocista da sala, Angela Daigle: 7”25 le basta per metter dietro Marshevet Hooker (7”32) e Sheri Ann Brooks (7”35).

Solita bella gara nel peso, con alcuni dei migliori al mondo a lanciare sulla sogli dei 22 metri: la spunta Christian Cantwell, con la misura di 21,88, necessaria per respingere l’attacco di Reese Hoffa, alla fine secondo con 21,75. Solo quarto John Godina con un unico lancio alla modesta misura di 19,29.

Da segnalare ancora le vittorie di Bershawn Jackson nel test sui 600 metri in 1’11”48, di Aries Merritt sui 60 hs in 7”69, e di Amy Acuff nell’alto con 1,89, e la contro prestazione della quattrocentista Dee Dee Trotter, ultima in 56”84.

Nella foto: Bernard Lagat, uno dei protagonisti della serata

fonte: IAAF, ESPN – Foto: Simone Proietti

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