LA STORIA RACCONTA: FLORENCE GRIFFITH

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La statunitense Florence Griffith, nata nel 1959, è nella Storia dell’Atletica mondiale per aver stravolto nel 1988, nell’arco di poche settimane, le liste mondiali della velocità.
Nel 1983 è già presente ad Helsinki nella prima edizione dei Campionati Mondiali dove arriva, con 22”46, ai piedi del podio con il quarto posto nella finale dei 200 metri, preceduta dalla tedesca orientale Koch (22”13), dalla giamaicana Ottey (22”19) e dalla britannica Smallwood (22”37).
La consacrazione in campo internazionale avviene l’anno dopo alle Olimpiadi di Los Angeles dove, sempre sui 200, vince l’argento con il personale di 22”04 battuta solo dalla sua connazionale Valerie Brisco-Hooks che vince l’oro con il nuovo Record Olimpico di 21”81. Terza è la Ottey (22”09).
La Finale del Grand Prix IAAF del 1985 si svolge a Roma. Qui la Griffith si impone brillantemente sui 100 metri con il tempo di 11”00.
In seguito comincia per la Griffith un periodo che la porta quasi ad abbandonare l’attività agonistica.
Riprende a gareggiare e si qualifica per i Campionati Mondiali 1987 di Roma.
Nei turni di qualificazione si presenta indossando tute aderenti come quelle delle pattinatrici velociste e con unghie lunghissime e colorate. Ma ha già dimostrato di non essere soltanto un’avvenente atleta.
In finale è superata solo dalla tedesca dell’est Silke Gladish che, dopo i 100, vince anche i 200 in 21”74. La Griffith è un’altra volta seconda ed è bravissima a recuperare negli ultimi 30 metri la Ottey. Per l’americana è record personale: 21”96. La giamaicana è dietro di 10 centesimi.
Finalmente arriva per la Griffith anche la medaglia d’oro. Nella 4×100 il quartetto USA (Brown-Williams-Griffith-Marshall) domina la finale con il gran tempo di 41”58 battendo la Germania Est (41”95) e l’URSS (42”33).
1988. Ad Indianapolis si disputano i Trials Olimpici americani. Il 16 luglio in batteria la Griffith, sebbene aiutata da un vento di +3.2, ottiene un clamoroso 10”60. E nei quarti accade l’incredibile: vola in 10”49! Il Record Mondiale appartenente da quattro anni ad un’altra statunitense, la grandissima Ewelyn Ashford, viene addirittura migliorato di ben 27 centesimi! Il vento risulta nullo. E su questo nasceranno alcuni dubbi in quanto nella contemporanea gara del triplo c’è chi sostiene che il vento spirasse in maniera considerevole. Il giorno dopo in semifinale ottiene 10”70 con +1.6. Ed in finale corre in 10”61 (+1.2).
In soli due giorni la Griffith ha sconvolto l’albo dei Record dei 100 metri.
Il 22 luglio, nella batteria dei 200 metri, eguaglia il proprio personale: 21”96 (+0.6). E nel pomeriggio, nei quarti, lo abbassa fino a 21”77 (+0.1). Il giorno seguente si impone facilmente in semifinale (21”90 / +2.4) ed in finale (21”85 / +1.3).
In questa settimana la Griffith ha riscritto la storia della velocità femminile facendo ancor più crescere l’interesse per quello che potrà accadere nelle gare olimpiche di Seul.
Il 24 settembre la Griffith scende in pista nella settima delle otto batterie dei 100 metri. Con irrisoria facilità corre in 10”88 (+1.0), nuovo Record Olimpico (il precedente era della Ashford: 10”97 a Los Angeles 1984).
Nel turno successivo, nel secondo quarto, gli risponde proprio la Ashford che eguaglia il 10”88. Ma pochi minuti dopo la Griffith, nel terzo quarto, migliora ancora il Record Olimpico portandolo a 10”62 (+1.0)! Il giorno dopo il suo 10”70 della seconda semifinale è ventoso (+2.6). E si va sui blocchi per la Finale.
La Griffith è in 3^ corsia. Nonostante abbia delle avversarie straordinarie in questa gara la Griffith non viene minimamente avvicinata e, addirittura, negli ultimi 20 metri, alza le braccia al cielo in un grande sorriso. Il tempo è di 10”54 ma con +3.0 di vento.
Ma è il divario con le altre che impressiona: la Ashford è lontana di 29 centesimi (10”83), la Drechsler di 31!
Il 28 settembre ritorna in pista nella quinta delle otto batterie dei 200 metri. Per lei un normalissimo 22”51 (+0.7). Tutt’altro risultato nel primo quarto: 21”76 (+0.7)! Ancora un Record Olimpico!
29 settembre, prima semifinale. La Griffith non finisce di sbalordire: corre in 21”56 (+1.7) nuovo Record Mondiale! Il precedente viene abbassato di 15 centesimi ed apparteneva alle formidabili tedesche orientali Marita Koch (nel 1979 e 1984) e Heike Drechsler (due volte nel 1986).
Meno di due ore dopo si ritorna in pista per la Finale. Nella postazione televisiva della RAI ci sono Paolo Rosi e Pietro Mennea. Presentando questa gara Rosi definisce il 21”56 della semifinale “un risultato marziano”, mentre Mennea pronostica che “scenderà sotto i 21”50”. La Griffith è in quinta corsia. Ed è una gara fantastica. La statunitense ha una frequenza di passi che sembrano essere il doppio in confronto alle avversarie. Sembra che debba decollare. Dopo la curva ha un vantaggio enorme che aumenta sempre di più. Come nei 100 taglia il traguardo con un larghissimo sorriso. E ne ha tutti i motivi: 21”34 (+1.3)! Strabiliante!
Una gara corsa nel futuro. Rosi commenta: “siamo su un pianeta inaccessibile”.
Anche il risultato della seconda, la giamaicana Grace Jackson, che si migliora di ben 48 centesimi, è eccezionale: 21”72! Il bronzo è vinto dalla Drechsler che brucia negli ultimi metri la Ottey (21”95 a 21”99).
La statistica ci dice che in questa Olimpiade, sui 200 metri, la Griffith è andata più veloce di 37 dei 71 uomini che hanno corso questa prova!
Il 1° ottobre la Griffith conquista il terzo oro nella 4×100 dove corre la terza frazione del quartetto USA (le altre sono Brown, Echols e Ashford) in 41”98 davanti alla Germania Est (42”09) e all’URSS (42”75).
Soltanto mezz’ora dopo, a sorpresa, la Griffith viene schierata anche nella finale della 4×400 come ultima frazionista. L’eventuale vittoria significherebbe eguagliare la formidabile olandese Fanny Blankers-Koen che a Londra nel 1948 conquistò quattro medaglie d’oro (80hs/100/200/4×100).
Ma questa possibilità viene infranta dalle fortissime staffettiste sovietiche (Ledovskaya-Nazarova-Pinigina-Bryzgina) che devono battere anche il Record del Mondo per conquistare la medaglia d’oro: 3’15”17, tutt’ora imbattuto.
Anche le statunitensi corrono più veloci del precedente Primato Mondiale (Germania Est 3’15”92 nel 1984) con 3’15”51 e la frazione della Griffith viene cronometrata in 48”08. Le tedesche orientali si aggiudicano il bronzo (3’18”29).
I Giochi di Seul sono anche quelli della clamorosa squalifica per doping di Ben Johnson. Ed in molti levarono dubbi e sospetti anche sulle prestazioni “da fantascienza” della Griffith la quale risultò sempre negativa ad ogni controllo. Lei smentì tutte le accuse rispondendo: “mi sono allenata come non ho mai fatto, studiando le fasi della partenza di Ben Johnson ed il finale di Carl Lewis e ci sono riuscita”. Certamente i dubbi aumentarono quando, nel febbraio del 1989, inaspettatamente annunciò il proprio ritiro dall’attività agonistica. I sospetti ritornarono, forse ancora di più, quando, purtroppo, la Griffith morì a soli 38 anni la notte del 21 settembre 1998 per, questa la versione ufficiale, un attacco di epilessia che la soffocò nel sonno.
Di Florence Griffith ci rimangono le immagini delle sue sensazionali volate e quei tempi che, chissà per quanti anni ancora, rimarranno in cima all’Albo dei Record.

(Foto: www.eok.ee)

fonte: Mario Biagini – Redazione Atleticanet

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