ITALIANI INDOOR 2007 – IL COMMENTO DI NANI PRAMPOLINI

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Appunti di Ancona, 3-4 marzo 2007, ancora con l’acido lattico nelle gambe e nel cervello…

Mi è sembrata molto riuscita questa edizione dei Campionati Italiani Master Indoor. Grande numero di presenze, molti atleti ben preparati, tra i prossimi europei di Helsinki e soprattutto i mondiali di Riccione si sente un bel fermento. Allegria, partecipazione, record a nastro all’interno, sole e caldo anche fuori del palaindoor, veramente bene.

Piccoli appunti per possibili miglioramenti:
– gli orari delle gare non permettevano di competere in diverse specialità a molti. Corse brevi, ostacoli e salti erano programmati in modo da rendere difficile prendere parte a più di una gara, anche nel ristretto spazio di un palazzetto;
– I giudici erano collaborativi, ma le direttive da parte del delegato tecnico erano di rigidezza e di assoluto rispetto del regolamento, fino a sfociare in situazioni veramente eccessive. Atleti che non hanno potuto partecipare a gare perché non hanno confermato in tempo all’addetto ai concorrenti, in quanto già impegnati in un’altra competizione, giudici costretti a verificare che si corresse effettivamente con la maglia della propria società, che controllavano anche sotto i numeri di gara, incapacità di avere quel minimo di sensibilità per interpretare il regolamento e adattarlo alla situazione in corso.
– Ho visto giudici di carriera pluridecennale, che hanno partecipato a competizioni internazionali molto più importanti di questa, noti per essere sempre gentilissimi e correttissimi, essere costretti a rischiare di perdere la calma…

Penso che i problemi siano dovuti a persone che non hanno ancora capito che il ruolo dei giudici è di mettere tutti i concorrenti, senza eccezioni, nelle migliori condizioni possibili per esprimersi al massimo, mentre invece sembra che vogliano solo sfoggiare un ruolo di comando e di potere assolutamente fuori luogo per la situazione.

Ho incontrato e parlato un po’ con Claudio Rapaccioni, per congratularmi con lui per il nuovo ruolo di coordinatore del settore master della Fidal. Un suggerimento da parte sua, che condivido pienamente. Raccontiamogli tutti i nostri desideri e tutte le nostre richieste, solo così le potrà portare avanti. Non conosce ancora i confini precisi del suo ruolo, speriamo che gli abbiano dato un incarico sostanziale e non solo apparente. Quindi suggerimenti costruttivi, proposte realizzabili e collaborazione, niente polemiche e piagnistei: vediamo cosa potrà ottenere per noi, ma dipende anche da che supporto gli diamo.

Piglio la ricorsa da lontano, il venerdì a Roma mi ritrovo con ex-due compagni di squadra, Roberto Miglia, mezzofondista del CUS Roma e Carla Forcellini, l’astista. Le aste sono già in viaggio con il camper di Paolo Zadro, per questa volta l’ho scampata.
Arriviamo ad Ancona tardi, mentre viaggiamo sentiamo per telefono gli altri amici, ma è troppo tardi per una cena del forum. Passiamo dal Palaindoor a salutare chi già gareggia, e poi in albergo a cena, e prima di dormire salutiamo vari amici, tra cui gli ineguagliabili Ottavio Missoni e Gabre Gabric, miti per tutti noi.

Sabato mattina alle 8 si va in campo. Marco Segatelmi dice “Ti seguo, che conosci la strada”. Sorrido contento di questa fiducia che ispiro e alla terza curva sbaglio strada…
Qualche impressione dal campo, troppi amici e troppe gare, oltre alle mie, non riesco a seguire tutti, i neuroni non sempre si connettono, quindi chi non si ritrova può tirarmi dietro una chiodata….

Vedo subito Natalia Marcenco, mia compagna di squadra dell’Assindustria, atleta, allenatrice e soprattutto grande terapeuta che si prepara per i 3km di marcia. E’ lei che mi ha curato il tendine dolorante, che ora sembra veramente guarito. Vince la marcia categoria F50 con 16”18, a 5”26 al km di marcia! Mi racconta: “Ci siamo alzati alle 3 poi siamo venuti da casa in macchina con mio figlio. Comunque per gareggiare alle 9 mi sarei dovuta alzare alle 6, tanto valeva venire direttamente”. Vince e scappa a casa: l’aspettano i suoi allievi per le campestri. Viene dalla russa sovietica e si vede! E se finite sotto le sue mani si sente pure…

Susy Tellini sembra in grande forma, a gennaio ero stato ad una indoor del giovedì sera a Mantova, gara e poi tortelli di zucca e si era capito che si stava preparando bene. Vince il lungo F40 con 5,32, record italiano e suo personale all-time a 41 anni. Complimenti!

Vado in pedana nell’alto: la mia tecnica è sempre approssimativa e oggi sono particolarmente falloso. Mi areno a 1,51 e arrivo terzo: il mio amico Piercarlo Molinaris salta 1,57 e uguaglia il mio record italiano indoor. Ma il record dura poco. Lamberto Boranga, classe 42, 65 anni a ottobre, salta 1,61 e prova addirittura 1,64. Grande Lamberto, a novembre dopo il compleanno, lo aspettiamo per il record mondiale.

Appena finiamo, nella pedana acconto, salto in alto dei giovani sotto i 55 anni, c’è Marco Segatel che prova i 2,05 che sarebbero il nuovo record. Ha un piccolo dolore al polpaccio, Boranga è medico sportivo e io massaggiatore, ci tuffiamo sul polpaccio di Marco per cercare di sistemarglielo. La moglie di Marco, Luisa Giudici, sportiva a riposo perché in dolce attesa, ci guarda allarmata. Marco non riesce, sarà per la prossima volta.

Pomeriggio, partecipo ai 60 ostacoli. La specialità è in grande fermento. Nelle donne Carla Forcellini F45 vince con il nuovo record e batte anche le 40enni. Poi Hubert Indra negli M50 fa un bel tempo (ieri il record lo aveva già fatto nel pentathlon) e Alessandro Cipriani lo segue con un buon risultato. Negli M55 Tullio Hrovatin e Beppe Damilano vanno sotto il vecchio record: finalmente sotto i 10”: 9”74 e 9”80. Siamo in sei M55, ecco un numero interessante. Bella gara, io arrivo quarto staccato, Antonio Montaruli cavallo di razza rifiuta il terzo ostacolo e non arriva neanche.

Lucia Pierobon, Assindustria come me, arriva come sempre tesissima alla sua gara di 60. Le avversarie le hanno messo parecchia pressione e non si sente tranquilla. Poi parte fortissimo, ai 50 è nettamente davanti e vince con un urlo liberatorio. Avesse tenuto la bocca chiusa e avesse continuato a spingere, il record italiano non sarebbe stato lontano. Ma le “mule” di Trieste sono fatte così (lo so bene, mia madre era una mula…)

Nel triplo Enzo Marchetti salta 12,45 alla grande: record italiano M55. Meglio di questa estate a Poznan, bel allenamento per Helsinki.
60 maschili: Antonio Rossi nuovo record M55 con 7”79, e Maurizio Stefan che si migliora a 7”85, ma non basta. Bella vitalità dei cinquantacinquenni!

Carla Forcellini appena finiti gli ostacoli comincia l’asta: non è ben registrata e fatica all’inizio. Poi prende fiducia, nonostante un dolorino all’adduttore. Salta 3,30, record italiano e prova i 3,37 che sarebbero record mondiale. Non riesce, ma dimostra di valere ampiamente la misura.

Nei 400 donne, vediamo Anna Micheletti a record italiano, Peppa Perlino e Paola Pascon a titolo. Purtroppo vediamo anche Fabiola Dolcini, di solito sempre sorridente e allegra uscire piangente per un infortunio al polpaccio in partenza. E’ la vita, non tutto riesce, adesso è il momento di capire il segnale e tornare più forti di prima.

Nei 400 uomini, oltre a un Rapaccioni di nuovo tonico, un Vincenzo Felicetti sempre regale, guardiamo il nostro amico Fiorenzo Manzoni. A Padova era partito lento, finendo facile in 63, tra i rimproveri di qualche forumista. Oggi ha promesso una gara “scellerata” per finire sotto al minuto. E’ di parola, passa in 28”8 e finisce in 59”91, piegato sulle ginocchia. Ottima gara, a Helsinki potrà trovare il giusto mezzo per la gara perfetta.

Asta maschile: Hubert Indra nuovo record M50, Fulvio Andreini debutta con un nuovo record M40, Marco Anzidei M45 debutta con tre nulli: è giovane il ragazzo, ancora deve farsi…

E’ ora di pensare alla cena del Forum. Incarichiamo Roberto, che dopo la famosa cena nella balera di Misano ha l’appoggio di tutti noi. Questa sera scova un ristorante di pesce al porto e andiamo a cena nella seguente formazione: Marco (Segatel) e moglie, Frapi (Franco Pizzi) e un amico di Firenze, Elwood (Fiorenzo Manzoni), Stachanov (Pino Pilotto), ilconte54 (Roberto Miglia) e io (Nani). Qualche assente giustificato, come Etabeta e Rosa
Guardiamo la luna rossa per l’eclissi, e mangiamo alla grande antipasti e primi di pesce. Ci suggeriscono di provare uno Chardonnay delle Marche, dicendo che la enologia delle Marche ha fatto grandi progressi. Alla fine saranno 8 bottiglie in otto. La luna adesso è blu. Arrivano i valdostani dell’atletica Calvesi, a partire da Lyana, per bere gli amari e chiudere in bellezza la serata. Alla fine usciamo e la luna è arcobaleno…

Domenica mattina, alle 9 si va in campo. Un altro atleta che dorme nel mio stesso albergo mi dice: “Ti seguo, che conosci la strada”. Sorrido contento di questa fiducia che ispiro e alla quarta curva sbaglio strada…

Oggi faccio i 200. Ho un dolorino al bicipite femorale, prima gamba degli ostacoli di ieri. La parte razionale di me dice che non devo correre, se mi rompo addio Helsinki, l’altra parte dice che un 200 è sempre un buon allenamento: parto con l’immagine di Fabiola sdraiata sul tartan e i primi 50 metri passeggio (non vi dico cosa mi hanno detto gli altri forumisti all’arrivo), poi quando cominciano a passarmi reagisco e corro. Alla fine arrivo accelerando…

E’ stato un fine settimana bellissimo. Bellissimo stare con gli amici, vecchi di 37 anni di gare (Marchetti, Miglia, ecc) e nuovi di qualche mese di Forum. Bellissimo ritrovarsi e andare forte e migliorarsi. Bellissimo anche per me, che sembro andare sempre più lento e non riuscire a invertire una tendenza al peggioramento. Ma c’è un causa per ogni effetto, basta riconoscerla e decidersi a rimuoverla…
Adesso ci prepariamo per la nuova festa di Helsinki.

Nella foto N.Prampolini a sx, F.Di Meglio a dx – Archivio Prampolini

fonte: Redazione Atleticanet

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