ULTIMO GIORNO A BIRMINGHAM: DA LEGNANTE A ANDREW, GRANDE ITALIA!

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • 0
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Di meglio non si poteva davvero immaginare. Howe e Legnante d’oro, Weissteiner e Bobbato di bronzo, record che venivano giù come tessere del domino. Un’impresa storica per la spedizone azzurra, medaglie a pioggia e tante buone prospettive per il futuro!

Ultima giornata di gare eccezionale per l’Italia negli Europei indoor a Birmingham. Medaglie pesanti e prestazioni importanti sono arrivate da ogni dove, tanto da rendere imbarazzante anche la scelta di una foto da copertina. Chi premiare tra l’8,30 di Andrew Howe, l’oro di Assunta Legnante, il bronzo di Bobbato negli 800, il terzo posto di Silvia Weissteiner? Di sicuro la Nazionale di oggi non è più Howe o Baldini dipendente, qualcosa si sta muovendo ed i risultati si vedono.
Era da tanto che non si vivevano tante emozioni insieme, dalla velocità al mezzofondo, dai salti ai lanci. Ogni specialità dell’atletica moderna ha saputo regalare sensazioni e gioie simili a quelle vissute qualche mese fa agli Europei di Cross. L'Italia chiude al secondo posto nel madagliere, dietro solo ai padroni di caasa, un risultato di squadra incredibile, alla luce anche dei guai che avevano fatto perdere per strada nei giorni precedenti alla manifestazione sia Simone Collio che Fabrizio Donato.

La giornata era iniziata con ancora negli occhi le immagini delle medaglie del giorno prima, capolavori di Cosimo Caliandro ed Antonietta Di Martino. Ma subito i ricordi hanno lasciato posto alla realtà, con l’attenzione puntata a quella ragazzona nella pedana del peso. Assuntina Legnante è già da un mese buono che spara bordate nelle piste al coperto di mezza Europa, tanto da guadagnarsi anche una nomination della EAA per decidere la migliore d’Europa. In realtà era già dallo scorso autunno che le cose andavano per il meglio, compreso l'exploit da record ai Societari di Busto Arsizio. Poi la ripresa indoor e la dimostrazione che si ripartiva da dove si era concluso qualche mese prima. La Legnante a Birmingham, supportata da una determinazione fuori dal comune non ha così faticato a rispettare le aspettative, scagliando il peso al limite dei 19 metri (18,92 il suo miglior lancio), là dove nessun’altra è riuscita ad arrivare, e dimostrando di essere davvero la numero 1 in Europa. Un successo storico, in una disciplina che negli ultimi anni è cresciuta enormemente grazie anche alle performance delle compagne Chiara Rosa e Cristiana Checchi. Ma soprattutto si tratta di un’iniezione di fiducia incredibile per Assunta, che ora avrà davanti a sé un’intera stagione all’aperto per prepararsi al meglio alla volta di Osaka e quindi di Pechino, un desiderio esplicito della Legnante anche nelle interviste.

Assai diversa da Assunta Legnante, almeno fisicamente, è la minuta Silvia Weissteiner, faticatrice del mezzofondo, abituata a lottare al limite della fatica. L’inesauribile Silvia a Birmingham è stata autrice di una gara magistrale. Nelle retrovie dei 3000 per buona parte della gara, ha guadagnato posizioni gradualmente con il passare del tempo. Dalla decima posizione ha risalito il gruppo, avvicinandosi al trio di testa Pavey-Dominguez-Chojecka. Sul finire di gara ha saputo poi entrare in scia della polacca Lidia Chojecka e di Marta Dominguez, scrollandosi di dosso le avversarie. La progressione finale l’ha vista volare per conquistare un magnifico terzo posto. Un’impresa sottolineata anche dal record italiano sulla distanza, 8’44”81, il giusto riconoscimento per un’atleta che continua a macinare chilometri da diverse stagioni dividendosi tra la pista ed i cross. Dopo Caliandro arriva un altro segnale dunque che nel mezzofondo si sta lavorando bene. L’ennesima conferma di ciò la si può trovare anche nello splendido terzo posto di Maurizio Bobbato. Il carabiniere è riuscito a portare a casa un bronzo importante, battendosi sino all’ultimo metro. La volata dell’ultimo giro lo ha visto recuperare centimetri preziosi sullo svedese Clemsson, il terzo del mini gruppetto di testa, con Arnoud Okken e Miguel Quesada. Alla fine è stato l’olandese Okken ad imporsi, con Quesada secondo ed il nostro Bobbato puntuale per un millimetrico terzo posto con record personale limato a 1’48”71. Ancora un bronzo per l’Italia ed un bel messaggio da parte di uno degli atleti più in forma del giro azzurro in questa stagione invernale.

La ciliegina sulla torta infine non poteva che nascondersi nella sabbia della buca del salto in lungo, dove era impegnato l’atleta più rappresentativo della Nazionale degli ultimi tempi. Andrew Howe doveva cancellare le incertezze delle qualificazioni. La gara non è stata facile con il francese Salim Sdiri ed il greco Tsatoumas ad imbroccare salti attorno agli 8 metri, sufficienti per tener lontano il nostro Howe, retrocesso sino alla quarta posizione. Questa almeno era la situazione sino al quinto turno, quando Andrew come da tradizione ha ancora una volta mostrato la stoffa del campione. Stacco fenomenale e volo lungo lungo con atterraggio in quel settore di buca ancora incontaminato: 8,30, primo posto e record italiano insieme, l’appuntamento con l’oro è rispettato anche stavolta. Poi lo sfogo di tanta tensione accumulata in questi due giorni di Europeo, una manifestazione a cui Howe, pensate un po’, neanche avrebbe dovuto partecipare. Ma il campione non ha deluso e nonostante la preparazione sia stata mirata da mamma Renè alla stagione all’aperto, da questa sera un’altra medaglia pregiata potrà risplendere nella bacheca di casa Howe. Incredibile!

I successi dei nostri hanno ovviamente offuscato quanto di buono si è visto nell’ultima giornata, caratterizzata da belle sfide e gare anche molto spettacolari e ricche di pathos. Partiamo intanto dalle gare che hanno visto impegnati altri azzurri.
Nel salto in alto peccato per Andrea Bettinelli che non va oltre i 2,20, fallendo i tre tentativi a 2,25 e chiudendo al quinto posto complessivo. Forse gli stessi problemi di pedana che avevano condizionato il giorno prima Antonietta Di Martino, hanno un po’ spiazzato anche il collega. Del resto le loro noie le hanno avute anche i due big svedesi Stefan Holm e Linus Thornblad, che comunque non hanno mancato i primi due gradini del podio. La dimostrazione di classe è stata data però dal piccoletto di Svezia Stefan Holm, capace di traslare il suo corpo sino a 2,34. Thornblad non è riuscito a far meglio di 2,32, mentre bel terzo posto è stato per l’inglese Martin Bernard.

La finale dei 60 uomini vedeva invece alla partenza il giovane Fabio Cerutti, autore già in semifinale di una gara da personale in 6”62. Ma in finale l’impresa sarebbe stata più che ardua, con avversari del calibro di Pognon, Gardener e Pickering. Alla fine sono stati i due inglesi a primeggiare, con il primo a fare la voce grossa. Jason Gardener ha voluto stupire davanti al pubblico di casa, vincendo alla grande in quella che è la sua specialità: 6”51 per annullare le velleità della giovane promessa britannica Craig Pickering, comunque buon secondo in 6”59. Solo terzo Pognon, mentre il nostro Cerutti completa la serie di presenze a Birmingham con un buon 6”65. Bravo davvero l’italiano, rimasto in forse sino all’ultimo per l’Europeo e rivelatosi davvero in condizione.

Per quanto riguarda le altre gare, per palati fini è stato l’ultimo giro degli 800, con il trio Zbrozek, Petlyuk e Ceplak a contendersi il successo. La novità russa dell’anno però è sembrata la più fresca, ripetendo la vittoria ai danni dell’ucraina Petlyuk. Per la primatista del mondo Ceplak niente di meglio che il terzo posto.

Vittoria memorabile per la Spagna nei 1500, con il podio completo colorato di giallo e rosso. Higuero, Gallardo e Casado acciuffano il tris, dopo una progressione finale che ha lasciato senza scampo gli avversari. Al traguardo tripudio per sua maestà Juan Carlos Higuero, visibilmente emozionato sul podio. Spagna che aggiunge un altro oro al medagliere grazie al 14,64 di Carlota Castrejana nel triplo. In assenza di Lebedeva, Pyatykh e Devetzi, la spagnola ha saputo approfittarne, respingendo gli attacchi della russa Udmurtova.

Nell’eptathlon quel vecchio volpone di Sebrle continua a stupire. Il campione intramontabile viene fuori ancora una volta, costretto a raschiare l’ultima goccia del barile nella prova finale dei 1000 metri, per avere la meglio su Aleksandr Pogorelov. Alla fine tutto bene, agguanta il primo posto con 6196 punti e festeggia l’ennesima medaglia d’oro per la Repubblica Ceca sul gradino più alto del podio. Un bel colpo per un atleta costretto a saltare buona parte di preparazione invernale dopo essere stato trafitto da un giavellotto in allenamento.

Nei 60 metri femminili, l’attesa era divisa a metà: da una parte per Kim Gevaert, apparsa la più in forma nelle qulificazioni, dall’altra per il comportamento di Ekaterini Thanou, la greca tornata dopo il caso doping che l’aveva vista protagonista ad Atene. In gara non c’è storia, con la Gevaert a fare il vuoto dietro di sé: 7”12, tempo imprendibile per la russa Polyakova, seconda in 7”18 e per la Onysko terza in 7”20. Sprofondata nelle retrovie la Thanou, irriconoscibile.

Ultima annotazione infine per la gara di asta femminile. In assenza della regina Isinbayeva, ha fatto le sue veci l’altra russa Feofanova. Colei che un tempo regnava a suon di record mondiali, è tornata a vincere con un buon 4,76. Nulla da fare per la polacca Rogowska.

Finale di manifestazione con la consegna ufficiale delle bandiere al Presidente Arese, in rappresentanza della Federazione Italiana per Torino 2009. Sarà nel capoluogo piemontese la prossima edizione e per quella data speriamo possa ripetersi il bottino di questo meraviglioso Europeo.

fonte: Redazione; Foto Simone Proietti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *