IL MEGLIO DEI CAMPIONATI NCAA INDOOR

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A Fayetteville è andato in scena il meglio dei college americani per i campionati NCAA (National Collegiate Athletic Association) indoor. Parecchi sono gli atleti interessanti che probabilmente ritroveremo in estate ad Osaka.

Iniziamo dalla migliore sorpresa della rassegna: il 22enne bahamense Donald Thomas (in foto), valicando 2.33, ha sbaragliato la concorrenza americana formata dai buon accreditati Sellers e Manson (quest’ultimo accreditato di un recente 2.33 proprio in questa pedana); il ragazzo della Auburn ha superato tutto al primo tentativo, e ha tentato anche due ottime prove a 2.37.
Eccezionale la storia di questo altista: fino ad un anno fa giocava a basket, poi notarono il suo stacco imperioso nelle schiacciate, e dopo due mesi di atletica saltò 2.22 con delle semplici scarpe da running. Dopo il 2.30 in gennaio a Gainesville, questo 2.33, dati i discreti margini di miglioramento, lo proietta a grandi livelli.

Nuovo record dei campionati sui 400 per la 20enne, classe ’86, Natasha Hastings, che in un sol colpo fa la seconda prestazione all-time americana, nonché 25^ mondiale all-time, compiendo i due giri in 50.80; il suo PB outdoor di 51.34 ha le ore contate.

Migliore prestazione dell’anno sui 200 per il grande talento Walter Dix, classe ’86, con un fenomenale 20.32 (da notare che detiene la 7^ prestazione all-time indoor con 20.27 risalente allo scorso anno sulla stessa pista); dietro il giovane fenomeno della Florida troviamo Rubin Williams e Reggie Witherspoon, entrambi in batteria meglio della finale, rispettivamente in 20.55 e 20.68.

Per quanto riguarda i 60 uomini era attesissimo Jacoby Ford, capace di 6.52 due settimane fa a Clemson; non è andato, invece, oltre un 6.60 che gli è valso un terzo posto in una gara vinta da Travis Padgett in 6.56, davanti a Demi Omole in 6.57. Peccato per Dix che è inciampato sui primi passi.

Per l’atletica made in Giamaica altro personaggio emergente per la velocità: si tratta della velocista Kerron Stewart della Auburn. A Fayetteville, città che le porta particolarmente fortuna (l’anno scorso qui ha corso un ottimo 11.03 sui 100), fa doppietta imponendosi sui 60 in 7.15 e addirittura nel mondiale stagionale di 22.58 sui 200.
Molto bene anche Courtney Champion, seconda sui 60 in 7.19 e terza sui 200 in 22.92, dietro alla Stewart e alla trinidegna Baptiste in 22.90; da annotare che sui 200 sette atlete sono andate sotto i 23.
Sfortunatissima Shalonda Solomon che fa falsa partenza sui 60, e sui 200 è poi costretta a rinunciare alla finale dopo il 23.08 della batteria per un problema all’anca: lei era prima negli accrediti con un 22.85 fatto sulla stessa pista in febbraio.

Troviamo altra Giamaica sui 400 uomini dominati da Ricardo Chambers: corre batteria e finale rispettivamente in 45.64 e 45.65; solo l’americano Aaron Buzard lo avvicina in finale con 45.86.

Grande impresa per Brittany Riley sul maniglione; lei deteneva un record del mondo fresco di 24.27: con una serie di lanci incredibile prima l’ha migliorato al 5° lancio con 25.05 poi all’ultimo tentativo si è superata con un fantastico 25.56 (record del mondo migliorato di 1.29m). Per il martello outdoor fa sperare molto bene, anche se a volte il passaggio non è così semplice e automatico.
Per quanto riguarda il maniglione uomini il risultato arriva da Boston, dalla seconda divisione degli NCAA (una specie di serieB), dove Kibwe Johnson scaglia il martellone a 25.08, record della seconda divisione e sarebbe stato record anche della prima.

Nessun colpo di scena sugli ostacoli.
Nella gara maschile erano attesi i due talenti John Yarbrough, che non va oltre un 7.72 della batteria, e soprattutto il primo anno promesse Mike Wray che in realtà impressiona in batteria con 7.61, ma poi, per problemi al tendine rotuleo durante il riscaldamento, è costretto ad arrendersi con un’anonima finale (7.92), vinta da Jeff Porter in un buon 7.64.
Fra le donne solo Shantia Moss va sotto gli 8 secondi con il personale di 7.98.

La medaglia d’argento ai mondiali junior di Pechino Tone Belt vince il lungo con il nuovo personale di 7.97. Questo è un atleta poliedrico che a volte troviamo anche nell’alto, dove vanta addirittura 2.23 da junior (in questi NCAA, appagato dall’oro, non è riuscito a fare meglio di 2.14).

Ultima nota interessante riguarda la gara dell’alto donne dove erano state riposte enormi aspettative su Destinee Hooker (anche ottima pallavolista), classe ’87.
In febbraio alla prima uscita stagionale, e proprio qui a Fayetteville, era riuscita nell’impresa di un 1.96, dopo il ritorno da un infortunio che le aveva fatto saltare la rassegna iridata junior. Questa volta è arrivata addirittura 3^ con un poco significativo 1.86 dietro altre due atlete a 1.89: è sembrata lenta e poco brillante.

fonte: www.ladybacks.com – Foto: www.lindenwoodtrack.com

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