I TRAFFICI MONDIALI DELLE SOSTANZE DOPING

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La settimana scorsa è stato presentato a Roma il lavoro “I traffici mondiali delle sostanze doping” curato dal Professore Alessandro Donati. Si tratta di un interessante documento, commissionato dalla Wada -Agenzia Mondiale Antidoping- e consta di 108 pagine suddivise in 18 capitoli.

Il punto saliente dello studio, comprovato da anni di analisi scientifiche, è che non esistono differenze tra droghe comuni e doping: entrambe creano dipendenza; in particolare, nel caso di sostanze dopanti, si parla di steroidi anabolizzanti e testosterone. Purtroppo i primi a comprenderlo sono proprio i trafficanti di droga, i quali commerciano indistintamente eroina e steroidi.

Le rotte internazionali dei traffici di droga e sostanze dopanti sono dunque in larga misura sovrapponibili. Storicamente è stata la mafia italo-americana la prima a fare affari con il doping, soppiantata ormai da parecchi anni dalla criminalità russa la quale si è imposta grazie a prezzi vantaggiosi, buona qualità e capacità di vendita dei prodotti.

Un nuovo capitolo è segnato dall'arrivo di una nuova frontiera: la diffusione via internet; decisamente meno controllabile e con una miriade di siti esistenti che offrono quantità industriali di sostanze dopanti. Negli ultimissimi anni si sta imponendo la via asiatica del doping: Thailandia,Cina ed India. In Thailandia si produce ed esporta doping mentre le connessioni internazionali e commerciali fra i vari gruppi criminali si stabiliscono in Cina ed India. Il doping, dunque,non solo come una forma di tossicodipendenza, ma anche come primaria fonte di affari per la criminalità organizzata.

fonte: Gazzetta dello Sport

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