INTERVISTA A CHIARA NATALI

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Chiara ha talento da vendere. Ma il talento degli atleti non si vede soltanto durante la loro gara, mentre corrono, saltano o lanciano. Il talento ha bisogno di conferme, di fatica, di sudore e di impegno. E Chiara, a soli 16 anni, sta già dimostrando di possedere tutte le caratteristiche necessarie per diventare grande nell'atletica. Con un entusiasmo ed una determinazione invidiabili, ci racconta un po' di lei e si rivolge direttamente ai tanti ragazzi che spesso smettono improvvisamente di dedicarsi alla nostra amata “regina”, elencando alcuni dei buoni, anzi, ottimi motivi per diventare “schiavi dell'atletica”. Utile agli adolescenti…ma non solo.

– La stagione indoor 2007 può considerarsi ormai conclusa, con alle spalle una maglia tricolore ed un record italiano. Bilancio positivo al 100% o t'aspettavi qualcosa di più (anche se è praticamente impossibile)?
La stagione indoor 2007 è stata molto intensa e si è conclusa in modo ottimale; in realtà i record italiani sono due, anche se il primo l’ho ottenuto su una distanza “spuria” (1'13″1 sui 500 metri). Nei 400 mi ero solo prefissata di fare il personale, poi un po’ per seguire le direttive del mio allenatore, un po’ grazie alla mia grinta, ho abbassato il mio vecchio record da 55″84 a 55″12. Mi ritengo davvero soddisfatta, il titolo tricolore poi ha coronato l'intera stagione al coperto.

– Quali obiettivi vi siete posti tu ed il tuo allenatore per l'ormai imminente stagione all'aperto?
L’obiettivo principale sono sicuramente i Campionati Mondiali Allievi che si terranno dall’11 al 15 Luglio ad Ostrava.

– Sei mai stata costretta a sacrificare parte della tua vita per l'atletica (amici, studio, famiglia, ecc) o sei sempre riuscita a non trascurare niente e nessuno?
Sono consapevole del fatto che l’atletica è uno sport impegnativo, che richiede tempo e soprattutto sacrifici, ma personalmente la considero anche uno svago che mi permette di confrontarmi con gli altri e con me stessa. E’ la mia passione da sempre, perché la trovo consona al mio carattere. Mi piacciono le sfide, la determinazione e i continui tentativi di raggiungere sempre nuovi obiettivi. Mi alleno quattro volte alla settimana e finora sono sempre riuscita a conciliare gli impegni sportivi con lo studio; effettivamente a volte rinuncio a qualche uscita con le amiche mentre con la mia famiglia trascorro molto più tempo perchè spesso mi segue alle gare.

– In pochissimo tempo hai collezionato diverse presenze in nazionale. A livello di stimoli, tensione pre-gara, prestazioni, che differenze hai notato rispetto, ad esempio, ad un Campionato Italiano?
Vestire la maglia azzurra è sempre un onore e una grandissima soddisfazione; il semplice fatto di indossarla, è un ulteriore stimolo a dare il meglio di me stessa. La tensione pre-gara è leggermente superiore a quella di un Campionato Italiano, anche se ho il tifo di tutta la squadra soprattutto quando sono con la Nazionale Juniores, dove sono una delle atlete più piccole.

– Vedi l'atletica anche nella tua vita futura, magari tra dieci, vent'anni, o hai altre priorità come ad esempio lo studio e la realizzazione professionale?
Attualmente riesco a conciliare atletica e studio, quindi spero sia così anche in futuro! Magari anziché medicina, sceglierò una facoltà che mi permetta di frequentare in maniera minore, per riuscire ad allenarmi tranquillamente.

– Cosa pensi di tutti i tuoi coetanei che molto spesso tra i 16 e i 18 anni smettono di allenarsi, spesso per carenza di spirito di sacrificio?
A loro vorrei dire che vale la pena praticare questo sport perché, pur essendo molto impegnativo, ripaga con grandi soddisfazioni i sacrifici fatti (i titoli, le medaglie, i viaggi, le nuove amicizie) e ci rende persone mature. Attraverso le sconfitte si ha ancora più voglia di lottare e di raggiungere nuovi obiettivi. E poi senza l’altetica sarebbe tutto più noioso!!

– Infine, ci racconti dello striscione in tuo onore che hanno appeso a Sant'Elpidio?
Stavo tornando da scuola quando ho intravisto uno striscione tra gli alberi che costeggiano la strada; credevo fosse uno di quelli che appendono per le sagre di paese, ma i calcoli non mi tornavano, dato che dalle mie parti avviene solo d’estate. Ho fatto più attenzione ed ho visto che era rivolto proprio a me! Un ringraziamento e un saluto speciale da parte del mio quartiere. Mi hanno fatto proprio una sorpresa gradita e inaspettata, colgo l'occasione per ringraziare tutti di cuore!

fonte: redazione atleticanet / foto: claudio petrucci – fidal.it

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