A WALNUT SONO DECOLLATI SPEARMON & CO.

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Buon weekend di velocità alle Mt. Sac Relays di Walnut in California. Tanti big in pista, molti dei quali impegnati su test su distanze per loro inconsuete, poi le staffette e l’ottima prova dei ragazzi dell’Arkansas.

Difficile che Walnut tradisca le attese. Anche quest’anno non sono mancati risultati interessanti dalle Mt. Sac Relays californiane, incontro tradizionale dell’atletica americana, che raduna regolarmente la crema o quasi dello sprint mondiale.
Eppure le cose non erano iniziate nel modo migliore, a causa del forfait dell’uomo più atteso, il primatista del mondo dei 100, Asafa Powell. Il giamaicano ha ancora qualche fastidio ad un ginocchio ed ha preferito evitare di correre la sua frazione nella 4×100 giamaicana, peraltro in una pomeriggio caratterizzato da condizioni meteo non delle migliori, con fresco ed umidità oltre i limiti.

La 4×100 è stata corsa invece dai “ragazzi” dell’Arkansas University, ossia Trell Kimmons, Tyson Gay, Aaron Armstrong e Wallace Spearmon. I quattro sono stati capaci di un buon 38.30, primato mondiale stagionale per di più viziato da cambi non proprio esemplari. Un test che comunque conferma il buono stato di forma dei giovani velocisti americani, con particolare riferimento a Gay e Spearmon, le punte di diamante dello sprint statunitense. Proprio i due talenti hanno dichiarato dopo il traguardo che con maggior precisione dei cambi la loro squadra avrebbe potuto ottenere un tmepo inferiore ai 38 secondi.

Spearmon aveva già dato dimostrazione di essere in buone condizioni, ben figurando poco prima nei 100 metri, correndo in 10.14, solo due centesimi peggio del vincitore, il giamaicano Chris Williams, ed appena cinque centesimi peggio del suo personale, sia pur con l’aiuto di 2,1 m/s di vento a favore. Sulla distanza doppia vittoria invece per Mike Mitchell in 20.30, mentre delude per ora le attese il giovane Kelly Willie passato da qualche mese alla corte di John Smith e solo quinto in 20.98.
Continua a mietere successi sulla distanza breve al femminile, Carmelita Jeter. L’americana si è imposta con 11.16, in una gara che ha visto la partecipazione anche dell’infaticabile (e poi spieghiamo perché) giamaicana Shericka Williams con 11.38. Nei 200 in rosa vittoria di LaShauntea Moore in un non irresistibile 23.04.

Giamaica protagonista nella 4×100 femminile, che ha visto la partecipazione di Sherone Simpson al fianco delle compagne Geraldine Pilley, Shericka Williams e Brigitte Foster-Hylton. Il quartetto caraibico ha chiuso in un 43.25 eguagliando il mondiale stagionale.

Vittoria giamaicana anche nella 4×400 donne con la Williams a bissare la sua partecipazione in staffetta ed il conseguimento del mondiale stagionale in 3:30.58.

Nei 400 donne interessante test per Allyson Felix sul giro di pista. La giovane statunitense, in tono minore la scorsa stagione, ha esordito con un’ottima prova su una distanza a lei non congegnale, chiudendo in 51.74.
Si è rivisto sui 400 hs la vecchia conoscenza, Angelo Taylor, dopo i problemi con la giustizia. L’americano ha chiuso in 49.40, precedendo sul traguardo Derrick Williams.

Nei concorsi asta protagonista grazie a qualche nome nuovo alla ribalta. Nella competizione femminile record nazionale cinese per Gao Shuying con 4,55, mentre tra gli uomini è l’italo-messicano Giovanni Lanaro ad imporsi con un pregevole 5,82, record nazionale anche questo. Messico che ha visto realizzare anche il record nel salto in alto maschile, grazie ai 2,30 ottenuti da Gerardo Martinez, misura necessaria per tener dietro Jesse Williams e Jamie Nieto.

Bei voli nel lungo, tutti targati USA, grazie al 6.82 di Akiba Mckinney ed al primo balzo stagionale oltre gli 8 metri di sua maestà Dwight Phillips. Il campione olimpico in carica di salto in lungo è stato anche impegnato nei 100, corsi in 10.33.

Infine misura oltre gli 80 metri per Charfreitag nel martello, mentre tra le donne Brittany Riley va vicino ai 70 metri, con 69.25.

fonte: IAAF

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