MARATONA DI PADOVA: THE MASSAGE POINT

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Anche quest’anno sono andato alla Maratona di S. Antonio a Padova. D’altra parte abito in via S.Antonio, ho pure un quadro del suddetto in casa, come potrei mancare… Però 42 chilometri non fanno per me, e quindi qui svolgo un ruolo diverso. Sono all’arrivo, come massaggiatore con i miei colleghi della scuola di massaggio che mi prepara. Forniamo gratuitamente questo servizio, per pubblicità e per voglia di collaborare a un bell’evento della nostra regione. Siamo in dieci, alle nove del mattino prepariamo cinque gazebi, con i lettini e tutto l’occorrente per le terapie, oli e asciugamani.

(Nella foto l'arrivo della maratona – di R.Marchi)

Alle dieci arrivano velocissime le bici-carrozzelle dei disabili. Sono tutte persone simpaticissime, che reagiscono alla loro menomazione con grande forza. Quasi tutti riescono ad arrivare sui nostri lettini con le loro gambe, così poco abili, ma la testa è più forte. Sono pochi, in una mezz’oretta ce la sbrighiamo senza problemi. Adesso l’attesa è per vedere chi vince la gara importante.

Quest’anno vince un keniano, nonostante una bella resistenza di Di Cecco, che gli arriva a pochi metri, ma non riesce a batterlo. Comunque bella gara, la temperatura alle nove era ideale, sotto i 20°, poi si è scaldata e alle undici all’arrivo era già a 26°. Meno caldo dell’anno scorso, ma sempre un po’ troppo per una maratona. Certo che pioggia e freddo a 10°, come è successo qualche anno fa, sarebbe stato ancora peggio.

Arrivano i primi campioni: hanno i muscoli di seta, leggerissimi, conoscono bene il loro corpo, sono abituati ai massaggi, hanno le gambe depilate. Bastano pochi sfioramenti per aiutare a far ripartire la rigenerazione dei tessuti così provati da questo sforzo, non servono grossi interventi. Serviranno altre settimane per un recupero completo.

Per un po’ arrivano ancora persone senza grossi problemi, chi li ha avuti si è ritirato. In due per lettino, trattiamo una gamba ciascuno e in pochi minuti li rimettiamo in piedi. Poi si passano le tre ore dalla partenza e comincia ad arrivare la massa. Ci circondano, vorrebbero essere tutti trattati.

Stabiliamo le code e le regole: ognuno si deve lavare le gambe con lo spruzzino, e asciugare con gli appositi rotoloni di carta, devono essere asciutti quando arrivano da noi. Altrimenti il sudore ci impedirebbe il trattamento. E tutti questi, a differenza dei primi, hanno i peli, diventa difficilissimo massaggiarli bene e senza irritarli!

Arrivano con i crampi, vengono messi in barella dalla Protezione Civile: quando si capisce che non hanno bisogno di cure mediche, ma solo di terapeuti, ci vengono portati, buttandoli giù dalle barelle, che servono per i malati veri. Diventa una scena dantesca: ci sono almeno trenta persone, sull’asfalto bollente, contorti dai crampi, e incapaci a muoversi, noi abbiamo i lettini pieni, non riusciamo a dare retta a tutti!

I “tapascioni” hanno chiesto troppo al loro corpo, poco allenamento e troppo caldo li hanno stesi. Cerchiamo di assistere tutti, parecchi sono stranieri, e facciamo esercizi di lingue varie, per cercare di capire dove sono i problemi maggiori. Come si può supporre, i nordici sono più stoici, qualche italiano con un chiaro accento del sud si lamenta un po’ troppo…

Cerchiamo, mentre li trattiamo, di avere commenti e informazioni sulla loro gara. Tutti sono contenti di raccontare i loro risultati, tutti trovano questa maratona una delle migliori organizzate in Italia, con un costo tutto sommato contenuto. Quelle internazionali costano di più e sono ancora meglio organizzate, ci dicono.

Qui comunque percorso bello pianeggiante e veloce, nessun problema con i cittadini non corridori. Sono arrivate in un attimo le due, sono quasi quattro ore che massaggiamo senza interruzione, forse siamo più stanchi di loro. Quelli che arrivano adesso camminano, non c’è più bisogno di noi. Cominciamo a rilassarci e a pensare che è stata un’altra bella giornata di sport, vissuta da un’altra angolazione.


(Foto di gruppo per i massaggiatori della Maratona di S.Antonio – Nani Prampolini è il primo da sx)

fonte: Redazione Atleticanet

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