FLORA LONDON MARATHON, IN 4 SOTTO LE 2H08″

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Senza la copertura televisiva dell'evento in Italia, le dichiarazioni dei protagonisti e la cronaca ufficale ci aiutano a rivivere le fasi più emozionanti della gara dal punto di vista degli atleti.
Il protagonista
Martin Lel, vincitore nonchè secondo l'anno scorso, ha detto: “E' stato bello come vincere un oro olimpico” Come si legge dalle sue dichiariazioni seguenti, il campione keniano è orgoglioso di aver conquistato una gara dai contenuti tecnici eccezionali, con un parterre da far invidia proprio ad una maratona olimpica, per questo motivo la sua frase appare quantomeno azzeccata.
Il premio di 55.000 sterline per la vittoria, parola di Lel, lo investirà come le somme già vinte nelle precedenti gare, per avviare delle attività produttive e costruire delle abitazioni in Kenia, dove il nuovo villaggio che sorgerà, dice Martin in tono allegro, sarà chiamato “Little London”, così quando si troverà in Kenia potrà sempre “sentirsi un po' a Londra”.
“Dopo la vittoria, le persone che lavorano per me erano in lacrime, orgogliosi di quello che ho fatto” prosegue Martin; “Erano in delirio e questo è stato incredibile per me”.
Per il nostro Stefano Baldini, come abbiamo saputo, è stata una giornata da dimenticare. Il ritiro al km 28 per crampi lo ha fermato quando già dai primi 5km si era capito che per lui non era giornata, riporta la cronaca ufficale sul sito della London Marathon.
La gara
Nei primi 5 km il gruppo di testa era composto da 14 persone, tra cui le lepri e Limo (vincitore 2006) ha preso la testa del gruppo. Al passaggio al km 10 lo stesso gruppo transitava in 30'11″, guidato da Ramaala, Limo, Gebreselassie e Gharib. Esaurita l'azione dei “pacemakers” Taragon, Kimugul e Makau, Limo ha assunto di nuovo la testa, seguito da altri sette, tra cui Tergat, Khannouchi e l'americano Ryan Hall (capace di 59″43″ nella mezza a gennaio). Nonostante il passaggio più lento di 54″ di quel 63'45″ richiesto a metà gara, le condizioni climatiche hanno giocato un ruolo findamentale come nella gara femminile. Al km 30, poc dopo l'abbandono di Baldini anche Gebreselassie era costretto al ritiro. Successivamente ha dichiarato “Non mi sono infortunato ma non riuscivo a respirare; non è colpa del caldo, forse è qualche cosa che io ho mangiato, ma non saprei dire con precisione cosa”. Hall ha assunto la testa della gara al km 35 fino a quando mancavano meno di 3 miglia e il campo dei pretendenti alla vittoria si è ristretto a 6 elementi: Lel, Limo, Gharib, Goumri, Tergat and Ramaala. Poco dopo Tergat rimaneva indietro e al passaggio di fronte al Big Ben anche Ramaala usciva dai giochi.
L'incertezza sul possibile vincitore regnava sovrana a questo punto e ai 200m finali si presentavano in quattro: un evento incredibile per una maratona. Martin Lel, memore dell'errore commesso nel finale l'anno precedente che gli costò la vittoria a beneficio d Limo, aveva conservato energie sufficienti per cambiare passo e Goumri, l'ultimo ad opporre resistenza non ha potuto riprenderlo, finendo 2° in 2h07″44 a fronte di 2h07'41″ del vincitore.
Gharib ha dichiarato: “Al km40, mi sono detto che dovevo vincere questa gara ma ho speso troppo nel finale per farcela”
Felix Limo invece: “Avevo pianificato un rifornimento al km 40 ma Gharib – non intenzionalmente – mi ha ostruito e ho dovuto rinunciare. Comunque è stata una grande gara.”

fonte: http://www.london-marathon.co.uk

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