TABELLE MASTER: IL PARERE DI VITTORIO COLO’

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Il tema della tabelle di conversione e di punteggio applicate all’attività dell’atletica master è di quelli che non sembra dover trovare soluzione e soprattutto scontenta molti. A giorni la FIDAL pubblicherà una nuova versione delle tabelle di punteggio da adottate per i Campionati di Società, che speriamo rimedi a tante valutazioni a volte deformate in misura abnorme. A questo proposito abbiamo chiesto di esprimere un parere autorevole e competente del ”master dei master” italiani, il novantacinquenne Vittorio COLO’.

Vorrei affrontare un argomento, quello delle tabelle di punteggio, che con i master ha una stretta attinenza; e di cui di continuo da ogni parte si discute, purtroppo senza costrutto. Senza dubbio ciò avviene per ignoranza generale dell’oggetto, mentre purtroppo il problema viene affrontato e risolto falsamente su base di mere opinioni, senza fondamento, o con allegre fantasie; con tante incoerenze e mancanza di logica; con esiti inaccettabili dal semplice buonsenso. Le tabelle di punteggio dovrebbero essere l’espressione di un esatto valore delle varie e singole prestazioni tecniche nelle diverse specialità dell’atletica. I cui valori sempre nelle diverse tabelle adottate in Italia soprattutto, ma anche altrove, sono falsati in chiara evidenza, addirittura comici in centri particolari.

Mi permetto di atteggiarmi a vero “esperto” e come tale di parlarne. Sulla materia ho cercato di capire quali fossero gli errori e come fossero stati generati; ne ho studiato i criteri (o la mancanza di criteri) che possono essere adottati nei vari tentativi di tirar fuori qualche numero accettabile da mettere in tabella. Ho constatato che pressoché ovunque mancano metodi e criteri capaci di conciliare la matematica dei numeri con la realtà dei valori in discussione. In un numero della rivista “Atletica Leggera” del 1960 apparve un mio articolo di analisi critiche addirittura delle tabelle ufficiali della IAAF (quelle di allora), in seguito modificate e comunque sempre difettose. Scrivo questo per testimoniare come, bene o male, da qualche tempo mi sono appassionato all’argomento, almeno cercando di comprendere la natura; e di ciò sovente anche discutendone con l’illustre e notissimo Roberto QUERCETANI, la cui autorità è fuori discussione.

Basti un esempio per introdurre la questione, proprio scorrendo la tabella adottata dalla World Master Association. L’ultimissima mia performance nel salto in lungo per la categoria M95 di metri 2,25 (lo scorso anno) viene conguagliata al valore assoluto di metri 10,38! E come tale è considerata nei punteggi a un valore stratosferico. E’ vero che sono bravino, ma non occorre troppa modestia per ammettere che c’è dell’esagerazione. Sarà questo un esempio estremo, ma basta a valutare tutto quanto l’impianto delle tabelle in oggetto.

Nel corso degli anni ho visto, esaminato e analizzato molti tentativi di compilazione delle tabelle di numeri atte a valutare omogeneamente le prestazioni atletiche, non solo per le prestazioni dei master, ma anche di quelle assolute internazionali. Ho visto tanti voli di fantasiose opinioni senza coerenza; improvvisazioni spicciole di totale insipienza; stolide e astratte applicazioni della matematica, una nobile scienza, ma non applicabile alla complessità dei fenomeni umani come l’atletica. Comunque sempre carenza della realtà.

Non è cosa da poco rispettare la realtà, cioè valutare equilibratamente il valore delle varie prestazioni tecniche che l’esperienza può offrire. L’esperienza è ormai così tanto vasta che può consegnare materiale sufficiente con dati statistici assodati, sui quali ancorare i criteri di compilazione delle tabelle, forse mai “esatte”, ma certo accettabili come il meglio possibile; sia per “misurare” le diverse prestazioni nelle singole specialità, sia per confrontare equamente le prestazioni di una specialità con prestazioni in specialità diverse. E con ciò restando aderenti alla realtà sperimentata dei valori. Personalmente sul problema qualche idea me la sono fatta. Qualcuno, più bravo di me, veda di operare fattivamente.

fonte: Atleticanet

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