ESORDIO ALLA GRANDE PER POWELL: 9”97!

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Prima gara della stagione per il primatista del mondo dei 100, il giamaicano Asafa Powell, e subito per lui un crono sotto i 10 secondi. L’occasione per tornare in pista è arrivata dal meeting di Belgrado. Buoni riscontri anche altrove, con le vittorie di Taylor, Lalova, Masai, Bungei e Ceplak.

Powell è tornato dimostrando di non aver perso lo smalto vincente né tanto meno quella velocità che da un paio di stagioni a questa parte lo ha piazzato sul trono dello sprint. Dopo un periodo di stop forzato e qualche legittimo dubbio sulle sue condizioni fisiche, legato in particolare ad un’infiammazione tendinea al ginocchio, Asafa ha azzerato le ansie dell’esordio con una prestazione delle sue: 9”97 sulla pista di Belgrado, miglior tempo dell’anno al mondo. Dopo una partenza contenuta, il giamaicano si è disteso sul rettilineo avvicinando e quindi superando un buon Churandy Martina, secondo in 10”11. Terzi a pari merito Mark Lewis Francis e l’altro giamaicano Michael Frater. Powell nelle interviste rilasciate dopo la gara è parso entusiasta e molto soddisfatto della sua prima gara dell’anno. Se il buon giorno si vede dal mattino anche questa stagione potrebbe lanciare il giamaicano ai limiti del record sui 100, magari con qualche buon crono anche sui 200. E proprio la prossima competizione lo vedrà impegnato nei 200 a Eugene per il Prefontaine Classic. Un interessante diversivo, anche se l’obiettivo di tutta la stagione sarà l’oro nei 100 ai Mondiali di Osaka, per esorcizzare le partecipazioni poco fortunate degli anni passati.

Ma gli spettatori a Belgrado non hanno applaudito solo la volata di Powell. Buona gara è stata anche il 400 maschile con Angelo Taylor ancora una volta in evidenza in questa stagione. L’americano ha chiuso in 44”98, aggiungendo un’altra vittoria nel giro di pista e qualche credenziale in più per una candidatura anche nella 4×400 statunitense, sebbene i 400 hs rimangano la sua gara di riferimento.

I 100 femminili hanno regalato il ritorno alle gare della bulgara Ivet Lalova, la stessa che qualche anno fa fece segnare un notevole quanto sospetto 10”77. Dopo un tremendo infortunio che l’ha bloccata per oltre un anno, la Lalova sembra aver recuperato del tutto, vincendo i 100 in un discreto 11”26, favorita anche dall’assenza di Sherone Simpson, bloccata da un risentimento muscolare al quadricipite. Vittoria comunque significativa se non altro per aver battuto Mikele Barber e Shericka Williams.

800 all’insegna delle vittorie facili facili per due atleti più che esperti, quali William Bungei e Yolanda Ceplak. Il keniano ha chiuso in un normale per lui 1’45”50, mentre la slovena si è fatta trainare sino a mezzo giro dal termine per poi partire in volata per vincere in 2’00”92.

Bella vittoria sui 5000 infine per il ventenne Moses Masai, una delle nuove leve di quella fabbrica di campioni targata Kenya. Masai ha limato il suo personale portandolo a 13’08”81, dopo aver chiuso l’ultimo giro in meno di 60 secondi. Ma il suo obiettivo nelle prossime gare sarà di scendere sino a 12’50”, anche se l’obiettivo stagionale sarà quello di acciuffare un posto per Osaka nei 10000. I colleghi keniani sono avvisati…

fonte: IAAF- Foto: Simone Proietti

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