GRANDI SUGLI SCUDI AL PREFONTAINE CLASSIC DI EUGENE

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Si attendeva una messe di grandi risultati al Prefontaine Classic di Eugene, nell'Oregon, e così è stato. Ultima tappa del Grand Prix Iaaf nel continente americano, in vista dell'apertura della Golden League venerdì 15 ad Oslo, e dei Trials americani per i Mondiali di Osaka, in programma ad Indianapolis nel weekend successivo, i big Stars and Stripes hanno scaldato i motori una volta di più, ma con grandi risultati provenienti anche da “ospiti” di altri continenti.

La gara-clou, contrariamente alla tradizione del meeting incentrata sul mezzofondo in memoria del grande Steve Prefontaine, tuttora un mito negli States (ed in particolare da queste parti nel Nord-Ovest) a oltre trent'anni dalla prematura morte (incidente stradale a 24 anni), malgrado il suo miglior risultato non fosse che un quarto posto sui 5000 alle Olimpiadi di Monaco '72, si attendeva sui 200 maschili, dove the X-Man, Xavier Carter, non apparso brillantissimo nella prima parte della stagione, si è riscattato alla grande imponendosi in 20.23 con un vento contrario di 2,3 m/s! Una prestazione senz'altro degna di un tempo sub 20″ con un vento più favorevole, confermata dalla vittoria su colui che sembrava forse il miglior candidato ad imporsi nei Trials e poi ad Osaka su questa distanza (incognita Walter Dix a parte), quel Wallace Spearmon già ripetutamente sotto i 19″9 nell'ultima parte della stagione scorsa e nella prima di questa, secondo di un pelo con 20″25. Terzo Asafa Powell in un poco soddisfacente 20″55, malgrado fosse all'esordio stagionale sulla distanza ed alle prime gare in assoluto (è uscito ampiamente in vantaggio alla prima curva, poi si è frenato col forte vento contrario del rettilineo). Vedremo ad Oslo se saprà fare meglio sulla distanza più breve, dove vanta (per tre volte!) il record del mondo. Dopo il campione olimpico Crawford in 20″58 e Rodney Martin in 20″68, al sesto posto si è piazzato il fenomeno bianco dei 400, l'imbattibile (sul giro di pista) Jeremy Wariner, sesto in 20″78.

Nella sua gara, orfana del “re”, è apparso ancora in gran spolvero il congolese Gary Kikaya, sotto i 45″ con 44″93, davanti ad un cast pure d'eccezione, Lashawn Merritt in 45″17, l'ex-campione olimpico dei 400 hs Angelo Taylor in 45″23, il bronzo mondiale di Helsinki canadese Tyler Christopher in 45″39, l'ex-campione del Commonwealth Michael Blackwood in 45″61, il compagno di allenamenti e di università di Wariner Darold Williamson (unico ad averlo battuto due volte negli ultimi quattro anni!) in 45″68, il doppio campione mondiale indoor di Grenada Alleyne Francique in 46″17, ed infine il campione mondiale in carica dei 400 hs Bershawn Jackson in 46″38!

Il big del mezzofondo, ancora una volta l'unico bianco capace di imporsi sugli africani, è stato l'australiano Craig Mottram, all'attacco del record mondiale delle due miglia (3.218,70 m) detenuto dalla meteora Daniel Komen, che si è tuttavia dovuto accontentare del record dell'Oceania e terza prestazione all-time con 8'03″50, battendo il fratellino Tariku Bekele al personale in 8'04″83, e due statunitensi (bianchi!) dell'82 di belle speranze, Matt Tegenkamp al record americano di 8'07″07 ed il neoprimatista americano dei 5000, Darren Ritzenhein con 8'11″74, capaci entrambi di superare il campione mondiale kenyano dei 5000, Benjamin Limo. Nel miglio la gara più veloce di sempre per il suolo americano: 3'48″28 e personale per il keniano Daniel Komen Kipchirchir che mette due secondi abbondanti tra lui e Bernard Lagat. Terzo in 3'52″10 un altro Kipchirchir (Alex)davanti a Shadrack Korir in 3'52″78.

Un'altra grande gara si attendeva sugli ostacoli alti, e così è stato, malgrado il responso cronometrico un po' al di sotto delle aspettative. Il campione olimpico Xiang Liu si è imposto con 13″23 con un vento contrario di -0,7 m/s, lasciando ad 1/100 Anwar Moore ed a 8 Ryan Wilson, scesi ultimamente rispettivamente a 13″12 ed a 13″02. Al quarto posto il campione mondiale in carica, il francese del Camerun Ladji Doucouré in 13″37, poi Aries Merritt e David Oliver entrambi con 13″42, il primatista americano 34enne Dominique Arnold ha incespicato ed è arrivato camminando al traguardo.

Nei concorsi, a rispondere ai balzi del greco Tsatoumas (confermatosi a Hanià con 8,54 dopo lo stellare 8,66 di Kalamata) ed, in tono minore, del nostro Andrew Howe, dall'altra parte del mondo, ha brillato il panamense Irving Saladino nel lungo, impostosi con un 8,49 con vento regolare davanti al campione olimpico e mondiale Dwight Phillips, che ha saltato 8,35 con vento irregolare e 8,26 con vento regolare. Terzo Brian Johnson con 8,11.
Sempre tra i salti, l'italo-messicano Giovanni Lanaro si conferma la grande sorpresa di questa stagione, vincendo ancora con 5,80 (a 2 cm dal suo fresco record messicano) davanti a Russ Buller con 5,60 ed a una pletora di astisti di nome a 5,45, tra cui il nostro Beppe Gibilisco al sesto posto con misura valicata al terzo tentativo.

In un meeting americano non poteva mancare una grande gara di getto del peso, ed ecco i (probabilmente) due migliori al mondo a sfidarsi ancora una volta, con Christian Cantwell a 21,83 in grado di battere ancora Reese Hoffa a 21,65. Altri tre pesisti hanno valicato la fettuccia dei 20 m, con Dan Taylor a 20,95 e la novità dell'84 Russ Winger al personale con 20,81.
E parlando di novità, è impossibile sottacere la grande sorpresa degli 800, con il fine-83 bianco Nick Symmonds ad imporsi con uno stupefacente 1'44″54 (personale migliorato di 2″!) davanti al campione olimpico Borzakovski con un ottimo 1'44″71, a Khadevis Robinson in 1'44″99 ed al canadese Gary Reed in 1'45″46.

Nelle altre gare maschili, nei 100 con -2,1 m di vento contro, il trinidegno Darrel Brown vince in un 10″42 un po' altino, solo quarto l'antillano Churandy Martina in 10″50. Nelle siepi, è l'argento olimpico e mondiale Paul Kipsiele Koech ad involarsi con 8'08″08, davanti al bravo statunitense Josh Mc Adams, al personale con 8'21″36. Nell'alto, in tre valicano l'asticella a 2,30, con Tora Harris ad imporsi su Jesse Williams ed il britannico ex-giamaicano Germain Mason per il minor numero di salti.
Tra le donne, un po' inferiori complessivamente come risultati, la palma della migliore va all'ostacolista campionessa mondiale in carica Michelle Perry, allo stagionale in 12″51 con 1,3 m a favore, davanti alla primatista stagionale Ginnie Powell (12″45 una settimana fa a New York), battuta in 12″58, seguono più distanziate Lolo Jones in 12″80, la texana bianca Jenny Adams in 12″82 e la giamaicana Vonette Dixon in 12″89. Nel giro di pista con ostacoli, grande gara dell'altra giamaicana Melanie Walker, ex-campionessa mondiale junior, scesa ad un ottimo 54″14, davanti alle americane Sheena Johnson in 54″44 e Tiffany Ross-Williams in 54″95, ed all'inglese Tasha Danvers-Smith in 55″23.

Sugli scudi anche la giavellottista ceka Barbora Spotakovà, al miglior risultato stagionale con un 65,20 che avvicina il suo record nazionale, distanziando di oltre sei m la primatista americana Kim Kreiner con 58,82 e l'altra USA Dana Pounds con 58,61.
Doverosa anche una citazione per l'eterna Maria Mutola, al quindicesimo successo nel Prefontaine con un bel 1'58″33, davanti alla giamaicana Sinclair con 1'58″61, alla biondina Alice Schmidt che scende al personale di 1'58″75 ed a Hazel Clark in 1'59″50. Solo quinta l'ex-dominatrice della passata stagione, la kenyana Janeth Jepkosgei, in 2'00″21.
Sempre nel mezzofondo, grande gara di 1500 m, con l'etiope Gelete Burka ad abbassare il limite stagionale in 4'00″48 davanti alla russa Yulia Chizhenko in 4'02″98 ed alla fresca primatista americana dei 5000, Shalane Flanagan, al personale in 4'05″86.

Ha un po' deluso la gara dei 400, con Sanya Richards abbondantemente sopra i 50″ (50″74) che ha rischiato di farsi rimontare nel finale da Mary Danner-Wineberg, 27enne in grande forma, che migliora ancora il suo personale con 50″95. Monique Henderson con 51″43 sale sul podio davanti ad Ana Guevara, “solo” 51″59, ed alla giamaicana Shericka Williams con 51″99.
Nello sprint breve, è Torri Edwards (rientrata nel 2006 dopo una sospensione di due anni per doping) ad imporsi in 11″10 con vento leggermente a favore, davanti a Muna Lee (11″21), Allyson Felix (11″27), Lauryn Williams (11″30) e Carmelita Jeter (11″32).

fonte: Tilastopaja Oy / Foto: Atleticanet-Simone Proietti

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