COME TRASFORMARE CONVINZIONI DISABILITANTI IN CREDENZE POTENZIANTI

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Cari lettori di Atleticanet, mi scuso per la lunga attesa di questi mesi in cui non ho avuto la possibilità di interagire con voi. D’altra parte stavo cercando un argomento che potesse suscitare la vostra curiosità e soprattutto il vostro interesse. Penso di averlo trovato: oggi vorrei parlarvi delle credenze potenzianti.

Come abitudine di questa rubrica che tengo vorrei concentrarmi su utili e pratici consigli che voi atleti, e non solo, potete utilizzare prontamente.
Innanzi tutto: cosa sono le credenze potenzianti? Come sappiamo nello sport, come nella vita, il potere della nostra mente è così grande che forse nemmeno noi riusciamo a rendercene conto. Abbiamo imparato nei precedenti articoli che semplici parole o frasi (il self-talk) che ci diciamo in particolari situazioni hanno la capacità di influire sul nostro pensiero e di conseguenza sulle nostre azioni.

Se io mi dico “sono troppo lento per battere il mio avversario” e continuo a ripetermelo incessantemente, è molto probabile che in quella gara andrò veramente più lento. Se questa credenza (l’essere lento) si fissa nella mia mente come vera, si creerà dentro di me una convinzione disabilitante.
Se ci pensate siamo pieni di queste convinzioni negative su noi stessi, nello sport come nella vita; “io sono troppo timido per fare amicizia con le persone” è una convinzione che in qualche modo ci porterà ad isolarci durante una festa perché siamo convinti della nostra incapacità a socializzare. In fondo è un cane che si mangia la coda: io non riesco a fare amicizia perché sono timido, sono timido e quindi non farò amicizia.

Così ci crogioliamo nella nostra abitudine a comportarci nello stesso modo perché vittime di una convinzione sulle nostre abilità.
Il fatto di non credere in se stessi è una condizione abbastanza comune anche in chi fa sport, ma lo è anche credere troppo in se stessi e quindi avere un’immagine di se gonfiata a dismisura. Entrambi questi atteggiamenti sono fortemente deleteri per la propria prestazione sportiva, soprattutto per chi svolge sport di squadra. Un atleta che ha delle convinzioni disabilitanti su se stesso troverà sempre delle scuse sul perché non si è allenato abbastanza o perché la gara non è andata come lui avrebbe voluto.

A volte ci si rende conto di essere vittime di tali credenze, ma non si è capaci di cambiarle. Perché? Perché sono diventate abitudini, o meglio, la reazione che abbiamo a tali credenze sono reazioni abitudinarie. Non ci facciamo più caso o siamo “costretti” a reagire così a causa di quelle tracce neuronali che si sono formate nel nostro cervello. Un esempio:
“Sono un atleta convinto di non riuscire a dare il meglio di me in gara. In allenamento mi riesce tutto bene, ma quando sono in pista le gambe non girano, non riesco ad ottenere gli stessi risultati. La mia reazione è sempre quella di abbandonare perché non riesco a dare il meglio di me. Vorrei cambiare, ma non ce la faccio, è troppo faticoso e questo diminuisce la mia autostima.”

Indipendentemente dai motivi per cui tutto ciò accade (in uno dei miei articoli avevo accennato all’argomento) è importante sottolineare come la reazione a “in gara vado sempre meno bene” sia ormai quasi automatica. Mi convinco che sarà sempre così e la mia reazione sarà sempre la stessa.
Entro in un circolo vizioso in cui mi concentrerò sempre sui miei errori, diventerò tesa ed insicura, farò una pessima performance perché sono convinta di fare una pessima performance.

Che fare? Agire sulle credenze potenzianti, trasformare le credenze disabilitanti in potenzianti.

Ecco semplici consigli che potete utilizzare subito, ma ricordate: per ognuna di queste tecniche ci vuole allenamento e impegno!

1- prova a pensare a quali sono le tue credenze limitanti, quelle che ti limitano in qualcosa. Esempio: “Io non riesco a terminare la gara”. Collega a questa credenza una sensazione di dolore, pensa cosa questa credenza ti impedisce di fare, alle conseguenze negative, a quello che puoi perdere.

2- cerca di creare dubbi su tale credenza. Trova degli esempi concreti sulla base dei quali tu puoi dire che quello in cui credi forse è una stupidaggine. Esempio: se sei timido e sei convinto di non poter fare amicizia durante quella festa, prova a pensare ad una volta in cui invece sei risultato simpatico o qualcuno ha riso ad una tua battuta.

3- scegli una credenza potenziante. Usa il self-talk: invece di dire “su questa pista corro sempre lento” devi dire “oggi correrò veloce su questa pista” ( una mia cliente mi ha detto che è un po’ come mentire a se stessi: non sono d’accordo. A volte sono le credenze disabilitanti ad essere una bugia!)

4- prova a pensare ad altre situazioni in cui sei stato bravo, in cui ce l’hai fatta, in cui sei riuscito

5- usa la visualizzazione per immaginare te stesso mentre porti a termine il tuo compito, dopo che hai ottenuto ciò che volevi. Immaginati mentre festeggi, sorridi, esulti, sperimenta la sensazione di benessere che provi.

Buon lavoro!

www.valentinascimone.com

fonte: Valentina Scimone (www.valentinascimone.com)

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