CAMPIONATI ITALIANI MASTER 2007: GLI APPUNTI DI NANI PRAMPOLINI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Appunti personalissimi, sono arrivato venerdì all'una e sabato alle due sono già ripartito, tra lavoro e famiglia, purtroppo ho avuto poco tempo da dedicare agli italiani. Quest'anno si disputano all'Arena di Milano. Ho sentito parecchi commenti negativi su questa scelta, in una città così cara e poco accogliente, in questa stagione dell'anno poi… (Nella foto da sx Susanna Tellini e Stefania Magalini, 1° e 2° nel lungo F40 – Archivio Prampolini)

Concordo che, vista la data, sarebbe stato meglio in una località di mare, tipo Viareggio o Tirrenia, o in una fresca cittadina tipo Rovereto o Bressanone o Donnas. Mi si dice che non si sono trovati comitati organizzatori interessati ad organizzare un evento da 2000 atleti gara, almeno 1000 atleti per un paio di giorni con il relativo indotto di turismo. All'ultimo il Comitato Lombardo, ha accettato di organizzarli, a seguire la Coppa Europa. Mi sembra evidente che noi Master non sappiamo gestirci i nostri interessi! Però l'Arena è un posto di fascino e prestigio, compie 200 anni, con in più il manto appena rifatto per una Coppa Europa della riscossa italiana. Per me, evoca la mia giovinezza, Pasqua dell'Atleta fine anni '60. E quante belle Notturne negli anni 70, le manifestazioni giuste allora, brevi, un paio d'ore alla sera, quando un po' di fresco arrivava, mi sembra di giovedì. Bei ricordi.

Parto il venerdì, tanto a Roma è S.Pietro e S.Paolo, la festa del patrono, e posso andare a gareggiare. Quest'anno ho privilegiato il lavoro, sono fuori forma, ma la voglia di correre ed essere in campo con gli amici non manca mai. Arrivo che parecchi amici (e forumisti) sono impegnati nel decathlon, che è una gara bellissima. Non ho avuto il permesso di farlo, qualcuno (una vera amica, in realtà) sostiene che mi sarei fatto del male, considerando il mio allenamento. Come sempre, è più semplice dare consigli agli altri che curare bene se stessi. Ma ho accettato il consiglio, e provo a fare le mie adorate gare di ostacoli. Perchè, come ben sappiamo, gli ostacoli nella vita non finiscono mai, in campo e fuori…

Vedo Pino Pilotto (Stachanov) e Lorenzo Locati (Lorenzolo) con la maglia a strisce dei Forti e Liberi, Hubert Indra il fortissimo M50 che finirà oltre i 7800 punti, e Franco Pizzi (Frapi) dolorante. Manca solo Roberto Mancini, che è riuscito a perdere l'aereo del mattino da Roma e arriverà col treno, troppo tardi per gareggiare. Mancano anche parecchie delle nostre migliori atlete e amiche: Carla Forcellini, Rosa Marchi, Lucia Pierobon lamentano infortuni vari ai polpacci e non sono presenti. Vedo gli 80hs F40. Tiziana Piconese batte di poco una Susanna Tellini dolorante. Poi tocca a noi ragazzi.

Comincio le mie gare con i 100hs. Siamo un gruppo di amici, la gara è tecnica e ci si conosce tutti da anni. Antonio Montaruli decide di non correre, per risparmiarsi per i 400 ostacoli di sabato; invece Tullio Hrovatin è in grande spolvero. Siamo in sette ai blocchi, tre M50 e quattro M55, una buona serie. C'è una mezz'ora di ritardo, sistemare gli ostacoli per le diverse altezze e categorie è un po' macchinoso. I giudici sono sorridenti, ma un po' approssimativi: non sembra di stare nell'efficiente Milano. Parto bene, e vedo Hrovatin fare una grande gara: 16”27, con 1,5 di vento contrario a soli 13 centesimi dal record italiano. Io arrivo secondo, ho corso bene solo fino al quinto ostacolo.

La pista è buona, solo un vento capriccioso, che cambierà direzione per tutto il pomeriggio impedirà grandi risultati. Mi riposo, in attesa della gara di lungo che è stata posticipata di due ore, a causa della grande affluenza di partecipanti. Una serie di gare di mezzofondo è stata spostata al “Giuriati”, e l'organizzazione ha provveduto alle navette per gli atleti.
Guardo intanto le gare di lungo dei più giovani e di asta. Nell'asta finalmente gareggiano insieme uomini e donne. Sono pochi (una sola donna) e se ne avvantaggia sia lo spettacolo che le prestazioni degli atleti. Ad Ancona lo avevamo inutilmente chiesto, il delegato tecnico si era arroccato sul regolamento, mostrandosi irremovibile anche se tutti gli atleti e le atlete erano d'accordo: un po' di ragionevole flessibilità può aiutare il movimento dei Master. Ringraziamo il nuovo referente Claudio Rapaccioni per aver accettato questa novità e ci auguriamo che venga ripetuta nelle prossime occasioni.

Torniamo alle gare… Fernando Fusco vince il lungo M40 con 6,39 e perde l'asta con 4,00 da Roberto Remondi 4,20. Nei M45 Franco Menotti 6,12 ha la meglio su Giancarlo Ciceri 6,07 in una bella gara. Nell'asta M50 Lorenzo Locati, durante il decathlon, trova il tempo per vincere l'asta individuale con 2,90. E sempre con 2,90 Galdino “il folletto” Rossi vince l'asta M65. Adesso tocca al lungo M55 e oltre. Nella nostra categoria è iscritto Pier Carlo Molinaris, già campione italiano da assoluto. Quando c'è lui si lotta solo per il secondo posto. Non si presenta, eccitazione tra gli altri: forse oggi si può vincere. Vince Costantini con un 5,14 al limite dell'asse di battuta, tutti gli altri sotto i 5 metri. Io ho finito la benzina, agguanto la finale con la sesta misura, e mi fermo lì. A cena con Susy Tellini, mantovana e Stefania Magalini, veronese, mangiamo leggero, domani abbiamo altre gare e bisogna recuperare le forze. Gli altri amici sono tutti sparpagliati, Milano non è il massimo per integrarsi e socializzare.

Sabato mattina mi aspettano subito i 400 hs. Sono poco allenato, ma voglio provare a farli, in preparazione di una possibile partecipazione a Riccione. Credevo di avere imparato a fare i 400 hs a trent'anni un giorno di pioggia al Comunale di Torino: 8° corsia, al settimo ostacolo per arrivare in quindici passi ho attaccato male, ho toccato il tartan bagnato con il tacco della scarpa e mi sono sdraiato a pelle d'orso; all'esterno c'era il muretto di contenimento dei tifosi del calcio, e ci sono finito contro a faccia in avanti. Mi sono protetto con le mani, ma era duro! Mi sono rialzato, perchè ai CdS bisogna arrivare per concludere la gara. 63”, vorrei farlo oggi… Da allora saprei come si fanno. Si guarda il primo ostacolo e si cerca di passarlo bene, poi si guarda il successivo e si cerca di passarlo bene, e così via. Fatto bene il decimo si è sicuramente fatta una bella gara e si può andare a tutta, se ne è rimasta ancora un po'!

Questo sabato mattina è ancora peggio con l'orario: pare ci sia un'interruzione di corrente; il crono elettrico non funziona e bisogna aspettare. Alla fine partiamo con circa 45 minuti di ritardo. Nei 300 hs degli M60 grande gara di Sandro Urli, che con 46”22 stabilisce il nuovo primato italiano. Ma la gara più grande la fa Italo Lazzaretti, Ico per gli amici. Ico ha 61 anni, e da 15 è affetto dal morbo di Parkinson: sapete che questa tremenda malattia produce tremore, incapacità di controllare i muscoli e ipocinesia, cioè lentezza nei movimenti. Ico ha 4 anni più di me, quando ero uno junior nell'Unipol a Reggio Emilia lui era un discreto ostacolista, 55”7, e un bel polivalente. Ha scritto un libro, che non si trova in libreria, ma che si può richiedergli, sulla sua lotta con la malattia. E oggi è qui che corre, e in 57”29 arriva al traguardo. Piccolo, grande, grandissimo uomo.

Dopo di lui tocca a me: sarà la partecipazione all'impresa di Lazzaretti, sarà che l'attesa mi ha tolto la concentrazione, sarà che non ho più testa ed energia, ma parto lento. Eppure se lui riesce a correre così, perchè non dovrei essere in grado di aggredire gli ostacoli? Il problema è che la testa conta più delle gambe. Siamo in cinque M55, una buona serie. Sbaglio primo e quinto ostacolo, mi pianto sul settimo, reagisco proprio per non arrivare ultimo. Rudi Frei vince di misura su Antonio Montaruli. Nelle altre categorie bei successi di Lorenzo Muraro su Gian Luca Camaschella negli M35, con Patrick Ottoz quarto, di Gian Luca Piazzola su Roberto Amerio negli M40, di un ottimo Dario Gasparo negli M45, di Alessandro Cipriani negli M50. Per tutti tempi un pò alti, il vento e il ritardo hanno frenato tutti.

Adesso mi rilasso, guardo il lungo donne e le serie dei 100, femminili e maschili. Susy Tellini vince il lungo F40 con un bel salto a 5,10 e Stefania Magalini arriva seconda con 4,76, terza Tiziana Piconese. Nelle F45 vince Mariangela Piga, con un 4,26, in buona ripresa dopo la rovinosa caduta di Helsinki, che le procurò due mesi di convalescenza, oltre allo spavento: credeva di essersi rotta il naso. Invece oggi nei 100 F50 è Cristina De Grandis, vista in grandissima forma a preoccuparci. Ai 50 si ferma di botto, tenendosi il bicipite femorale sinistro. Dolore, infermeria, ma sembra solo una contrattura. Forza, Cris, a settembre a Riccione ti vogliamo vedere volare! Le serie dei 100 maschili sono bellissime, veloci e appassionanti. Altri articoli vi daranno i dettagli.

Ho solo il tempo per ritirare la borsa con il materiale “azzurro” dalla premiata ditta Lolli e Felicetti. Gianni Lolli prova a correre i 100, ma i tendini lo scoraggiano. Per Vincenzo Felicetti i due titoli sono sicuri. Ho privilegiato loro alla Asics, per la consegna all'Arena. Mi si dice che con l'Asics per molti la consegna del materiale sarà ad ottobre, dopo i Mondiali di Riccione. Lolli e Felicetti sono amici, stanno impegnandosi per il movimento master, vanno incoraggiati. Torno a casa, altri impegni mi attendono. Saluto qui tutti quelli che non sono riuscito a salutare di persona: arrivederci a Riccione.

fonte: Redazione Atleticanet

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