MEETING INTERNAZIONALE DI PADOVA – ASPETTANDO GLI ASSOLUTI…

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Lo Stadio Euganeo ha accolto la ventunesima edizione del meeting Città di Padova con una pista dal manto rinnovato ed il consueto caloroso pubblico. L'ingresso gratuito è sempre molto apprezzato e anche quest'anno numerose le famiglie sono accorse per vedere in azione i campioni dell'atletica internazionale. Non ci sono stati risultati eclatanti, ma sicuramente si è visto un bel meeting, che ha regalato molte emozioni.

Prologo lanci
Sabato, allo stadio Colbachini, si sono svolte le gare di martello e disco femminili. Nel martello, in evidenza la cubana Yipsi Moreno che ha scagliato l'attrezzo a 75,65 metri, migliorando il record ella manifestazione e precedendo la francese Manuela Montebrun (72.55). La nostra Ester Balassini è giunta quinta con 66.42. Nel lancio del disco, vittoria, con 63,11, per la romena Nicoleta Grasu. Cristiana Checchi si è classificata al quarto posto con la misura di 56,30.

Lungo maschile
La pedana del lungo è disposta proprio di fronte alla tribuna centrale, e i saltatori non hanno difficoltà a farsi incitare ottenendo l'applauso ritmato del pubblico. Subito sopra gli 8 metri è Miguel Pate: 8,03 al primo salto, superato poi dal sudafricano Godfrey Mokoena con 8,06 ventoso. Ma al quarto salto il brasiliano Bispo Rogerio mette tutti in riga piazzando un 8,17 (v.+1,4) che infiamma il pubblico e che rappresenta il suo seasonal best, a soli 4 cm dal suo primato assoluto. Completa il quartetto degli “over 8”, il russo Eduard Lukasevich (8,02 ventoso).

La composizione delle serie
Questa edizione del meeting ha visto 2 serie di 100 metri (uomini e donne) e 2 serie di 800 metri uomini. Le serie non sono state composte in base ai tempi di accredito (i migliori atleti in una serie e gli altri nell'altra) ma con una composizione tipo batterie, distribuendo i tempi migliori tra le due batterie. Onestamente non abbiamo capito perché.

100 metri
L'unica azzurra in gara è stata Manuela Levorato, la beniamina di casa, da poco tornata alle gare dopo un lungo periodo di stop. La prima serie è vinta nettamente dall'americana Mikele Barber (11”38) sulla connazionale Wyllesheia Myryck (11”55). Manuela Levorato è al sesto posto con un poco incoraggiante 11”91, con vento pressoché nullo (+0.3).
La seconda serie vine vinta da Cydonie Mothersill (11”46) spuntandola per un centesimo su Sherry Fisher (11”47).
In campo maschile, il vento è stato un po' dispettoso. Nella prima serie lo giamaicano Marvin Anderson ha avuto la meglio al fotofinish sullo statunitense Joshua Johhnson (10”34 contro 10”35), ma con 1,60 m. di vento contrario. Fanalini di coda i nostri Koura Kaba Fantoni (10”66) e Alessandro Cavallaro (10”84). Nella seconda serie, con un vento contrario di un metro, vince con 10”37 lo giamaicano Dwith Thomas sul connazionale Nesta Carter (10”40). Francesco Scuderi è settimo con 10”78.

Alto donne
Probabilmente l'alto femminile è stata la gara più in “sordina” della manifestazione. Nessuna delle atlete in gara vanta un personale superiore all'1,95. Vince la ceca Barbara Lalakova, con un modesto 1,87.

Asta uomini
Giuseppe Gibilisco entra in pedana quando l'asticella è posizionata a 5,60, quando sono rimasti in gara solo il messicano Giovanni Lanaro e l'italo-argentino Germano Chiaraviglio. Gibilisco supera l'asticella al primo tentativo, con un salto molto netto. Purtroppo per lui non riuscità ad andare oltre. Vince Lanaro, che supera i 5,80, misura fallita da Gibilisco che aveva rinunciato ai 5,70.

400 uomini
Nel giro di pista è netta la vittoria dello giamaicano Michael Blackwood, unico atleta sceso sotto i 46 secondi (45”54). Il nostro Stefano Braciola è settimo in 46”97, forse penalizzato dalla prima corsia e da un passaggio prudente ai 200 metri (23”).

400 ad ostacoli uomini
Michael Blackwood ai trials americani era giunto settimo. Qui si è preso il lusso di vincere la gara con l'ottimo tempo di 48”40, battendo, con un incredibile allungo nel rettilineo finale, il terzo arrivato dei trials, Derrick Williams (secondo con 48”97) e “Mister” Felix Sanchez (terzo in 49”04). E' un vero peccato che Blackwood non possa essere presente ad Osaka.

800 uomini
Come accennavamo all'inizio dell'articolo, anche in questa gara le due serie sono state composte con i criteri sopracitati. I tempi ottenuti dagli atleti delle due serie sono stati molto simili: nella prima lo statunitense Jonathan Johnson si aggiudica la vittoria in 1'46”34, seguito dal polacco Pawel Czapiewski (1'46”64) e dal canadese Andrew Ellerton (1'46”66); nella seconda serie la vittoria va al campione europeo in carica, l'olandese Bram Som in 1'46”74 sul keniano Edwin Letting (1'46”85).
Gli atleti di casa, Andrea Longo e Maurizio Bobbato vengono salutati e incitati con affetto dal pubblico presente. In un concitato arrivo al fotofinish i due azzurri, che hanno corso nella prima serie, sono separati da un solo centesimo (1'47”15 Bobbato, 1'47”16 Longo). Nella seconda serie l'italiano Livio Sciandra è terzo in 1'47”29.

100 e 110 ad ostacoli
Nei 100 ostacoli donne la giamaicana Vonette Dixon esce bene dai blocchi ma negli ultimi metri viene superata dall'americana Damu Cherry che vince la gara con 12”99 contro i 13”01 della giamaicana (vento -0.70).
Negli ostacoli alti maschili il ventunenne non ha praticamente rivali e, con un vento contrario di 2,10, taglia il traguardo in 13”42. Lontanissimi i due italiani in gara: Abate e Giovannelli, entrambi sopra i 14”.

Peso femminile
Peccato che la pedana del peso sia ubicata nel rettilineo opposto alla tribuna d'arrivo, all'altezza della partenza dei 1.500 metri. Un monitor proietta comunque le immagini delle atlete in gara.
Si preannuncia un'altra bella sfida tra le azzurre Chiara Rosa e Assunta Legnante; proprio ieri la Legnante, al meeting di Pergine, ha avuto la meglio sulla Rosa per soli 10 centimetri(18,85 contro 18,75).
Oggi Chiara Rosa si è presa la rivincita classificandosi al primo posto (questa è l'unica gara del meeting vinta da un'italiano), superando di un solo centimetro la cubana Misleidis Gonzales (18,70 contro 18,69). La Legnante è quarta con 17,91. Chiara Rosa, l'atleta di casa, riesce a strappare pochi applausi durante i suoi lanci. Pur essendo la neo-primatista italiana non è ancora molto conosciuta dal pubblico dei non addetti ai lavori. E pensare che vive a Borgoricco, a soli 10 km da questo stadio. Ma durante la premiazione Rosa esterna tutta la sua simpatia reclamando, con una mimica irresistibile, gli applausi che merita. Sicuramente, alla prossima edizione del Meeting, saranno in molti a ricordarsi di lei…

1.500 m. femminili
Chiude la serata la gara dei 1.500 metri femminili dove la nostra Elisa Cusma corre una bellissima gara (4'09”60, a soli 26 centesimi dal suo personale), ma manca per un soffio la vittoria, forse pagando un piccolo errore tattico ai 1300 metri. Al primo posto, per soli 6 centesimi, si classifica la statunitense Erin Donohue con il tempo di 4'09”54

Un occhio al futuro
Quando anche l'ultima premiazione è stata effettuata e il pubblico ha iniziato a lasciare lo stadio, alcuni bimbi si lanciano sorridenti in una corsa nel rettilineo dei 100 metri. Altri continuano la loro caccia agli atleti per arricchire la loro collezione di autografi. Manifestazioni come questa sono sicuramente delle ottime occasioni per avvicinare i ragazzi a questo meraviglioso sport.

Appuntamento per gli italiani assoluti
Su questo stesso impianto a fine mese si disputeranno i campionati italiani assoluti. La città negli ultimi giorni è stata sommersa dai cartelloni che pubblicizzano l'evento, come quello dove spicca la foto di Jacques Riparelli sui blocchi di partenza. “Pronto a battermi” recita la didascalia.
Anche per i Campionati Italiani l'ingresso sarà gratuito e c'è da sperare che il pubblico del meeting ritorni allo stadio Euganeo per assistere anche all'evento più importante dell'atletica italiana.

Link al sito con tutti i risultati: [clicca qui]

Nella foto l'arrivo dei 400 uomini

fonte: Redazione/Foto R.Marchi

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