MEETING INTERNAZIONALE DI PADOVA – VISTO DAL GAZEBO DEI MASSAGGIATORI

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Quest'anno partecipo anche io come massaggiatore: un modo per collaborare e partecipare ad una bella manifestazione di atletica. Siamo in sette amici e colleghi, accomunati dalla passione per questa interessante disciplina: c'è il responsabile del centro formazione massaggi, c'è il giovane che ha appena intrapreso questo percorso, l'estetista che amplia le possibilità di dare servizi ai clienti e noi tre appassionati sportivi che vediamo nel massaggio un ulteriore modo per conoscere e curare corpo e non solo dei nostri amici. L'Assindustria Sport (che è anche la società per cui gareggio) organizza come sempre questo meeting, ospita gli atleti da due giorni prima in un albergo nel centro di Padova e ci chiede di fornire già assistenza nei giorni precedenti. Questa sera ci troviamo tutti in campo un paio d'ore prima delle gare.

E' sempre divertente essere dentro all'organizzazione di una manifestazione: lo stadio Euganeo è una bella struttura moderna, otto corsie di sintetico che sembra efficiente. Noi prepariamo i lettini, gli oli, gli asciugamani, per provare l'attrezzature e riscaldarci ci sottoponiamo a qualche piccolo massaggio tra di noi. I miei tendini sollecitati dai recenti Italiani Master gradiscono, come sempre: i massaggi sono fondamentali per aiutare la rigenerazione dei tessuti. Accano a noi i giudici fanno le squadre, partenze, arrivi e concorsi, i tecnici della Rai preparano le camere per le riprese, l'organizzazione prepara i premi e le cerimonie di premiazione, lo speaker collauda l'impianto. Salutiamo amici che da decenni incontriamo in campo: ruoli diversi, ma la stessa passione. Arriva anche l'ambulanza della Croce Rossa e il medico di servizio, ci accordiamo su come affrontare gli eventuali problemi post-gara.

Accogliamo volentieri tra noi il massaggiatore professionista degli atleti giamaicani: sa come trattare i propri atleti, e tutti questi potenti velocisti di origine afro-americana: gli vedremo fare delle manipolazioni e forzare esercizi di stretching impressionanti sui suoi atleti.. Si avvicina l'ora delle gare e arrivano i primi atleti. Siamo tutti molto prudenti, un massaggio pre-gara ad un atleta mai trattato va sempre affrontato con attenzione. Ma questi sono atleti professionisti, sanno con precisione cosa vogliono, basta un po' di inglese elementare e ci si capisce subito. La richiesta è sempre ”deeper, more pressure”, cioè più profondo, più forza. Hanno muscoli eccezionali, ben modellati e duri come il marmo. E' veramente impegnativo manipolarli. Certamente li hanno preparati con allenamenti impegnativi, ci si interroga su quale sia stata l'alimentazione adatta per ottenere queste masse muscolari così formate: pane e acqua può bastare?

Poi cominciano ad arrivare gli atleti per i classici massaggi defaticanti dopo-gara. Problemi non ce se sono: basta seguire il classico protocollo per rilassare, distendere e far ripartire la rigenerazione dei tessuti. Gli americani e caraibici arrivano a frotte: spesso le ragazze del cerimoniale li portano via per le premiazioni e poi ritornano per finire il trattamento. SI trovano tipi di ogni genere: quelli che mentre li massaggi non ti degnano di uno sguardo e messaggiano a tutto spiano al telefonino, e quelli che invece sono sinceramente grati del servizio volontario che stai fornendo loro e che ti ringraziano dandoti la mano, e, se vuoi, un autografo sull'asciugamano dello sponsor.

Proviamo a offrire i massaggi anche ai pochi atleti italiani che vediamo: tranne un'atleta già conosciuta, tutti gli altri declinano l'invito. Restiamo un po' stupiti: ma come è possibile, hanno il loro massaggiatore da qualche parte e non vogliono farsi trattare da noi, oppure non hanno capito il grande aiuto che viene da questi trattamenti? Da quando feci il militare nel Gruppo Sportivo dell'Aeronautica, nel '73, capii la grande utilità dei massaggi e da allora non mi sono mai fatto mancare l'occasione per averne, sino ad arrivare alla decisione di imparare a farli, per poterli fornire io ai miei atleti, amici e familiari.

Credo che i massaggi e in generale tutte le tecniche di manipolazione e trattamento olistico del corpo vadano utilizzate e tenute in grande considerazione. Si affiancano benissimo come supporto alle terapie mediche, e hanno in sé una grande capacità di riequilibrio terapeutico. Fatte bene, non invasive, non in modalità guru/guaritore/santone possono avere anche una forte valenza di supporto più allargato, psicofisico. L'aspetto di socializzazione e di aggregazione può essere un altro valore aggiunto. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano gli atleti che leggono questi miei appunti.

Per tornare alla cronaca della serata, le gare finiscono, gli ultimi atleti escono dall'antidoping. Diciamo che abbiamo visto poco delle gare, ma certo ne abbiamo toccato i protagonisti… Chiudiamo i nostri lettini e ci concediamo una meritata pizza in compagnia.

Nella foto (N.Prampolini) la partenza dei 400H uomini: in primo piano gli atleti che si piazzeranno ai primi tre posti: da sx Derrick Williams, Michael Blackwood e Felix Sanchez

fonte: Redazione, Foto Prampolini

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