GAY DA UN ALTRO PIANETA

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Se la scorsa edizione dell’Athletissima di Losanna sarà per sempre ricordata per le leggendarie corse sui 200 e 110h, questa edizione verrà ricordata per un marziano di nome Tyson Gay, che nonostante le condizioni metereologiche assolutamente non ottimali, è riuscito in un’impresa.

In una serata da 13°C il fuoriclasse americano Gay ha corso i 200 in 19.78 senza vento e allentando nel finale per un problemino al ginocchio: dietro di lui si è piazzato, seppur abbastanza lontano, Usain Bolt in 20.11 e, per nobilitare ancora di più questo 19.78, va detto che Spearmon è rimasto nelle retrovie con 20.42.
A questo punto in tutto il mondo si inizia a parlare di cosa sia capace di fare Tyson Gay. Altro punto a favore del suo livello inavvicinabile: dopo i campionati americani ha fatto solo due allenamenti prima di Losanna per un problema fisico.
Mettete insieme una pista ottima come quella di Osaka, un vento al limite, una finale mondiale, e l’atleta più forte di sempre nell’accoppiata 100-200, e tirate le somme: Michael Johnson forse non è più imbattibile e un certo Asafa Powell non può più dormire sonni troppo tranquilli.

Passiamo all’altra gara che lo scorso anno lasciò tutti a bocca aperta, i 110h: quest’anno, come già detto, non c’erano condizioni perfette ma Xiang Liu è riuscito lo stesso a fermare il cronometro in un ottimo 13.01 senza vento; dietro di lui Anwar Moore ha eguagliato il personale con 13.12, Aries Merritt a portato lo stagionale a 13.18, quarto David Payne in 13.20, stagionale anche per Allen Johnson con 13.24 mentre il rientrante Dominique Arnold, che qui aveva corso il record americano di 12.90 lo scorso anno, si è accontentato di 13.26.
Peccato per l’ assenza di Dayron Robles, sarà una delle sfide più belle quella tra il fenomeno cubano e Xiang Liu ad Osaka.

Fra le donne assente Ginnie Powell e gara vinta da Micelle Perry in 12.60 senza vento, dopo aver recuperato su Susanna Kallur seconda in 12.62.

Sui 100 uomini quarta vittoria consecutiva stagionale per Derrick Atkins, giamaicano con passaporto bahamense, lontano parente di Asafa Powell, in 10.04 senza vento, davanti a Churandy Martina in 10.10 e Shawn Crawford con lo stagionale di 10.13.
Peccato che Marlon Devonish sia finito nella gara B dato che ha corso il nuovo personale di 10.06 +1.3 davanti a Tyrone Edgar in 10.13 (personale anche per lui).
Non ha preso parte ai 100 ma ha portato la staffetta giamaicana alla vittoria Asafa Powell: giamaicani primi con 38.75 davanti ai britannici in 38.78. Il suo problema fisico sembra passato: ce lo godremo al nostro Golden Gala.

Per quanto riguarda i 100 donne bella vittoria per Torri Edwards in 11 netti senza vento (le carte in regola per vincere i mondiali ci sono tutte); dietro di lei Veronica Campbell in 11.07, Me’Lisa Barber 11.11 e Kim Gevaert in 11.21 che ha tenuto dietro ben 4 americane.

Sui 400h i migliori al mondo c’erano quasi tutti. James Carter ha battuto tutti in un incoraggiante 48.30, molto bene Kerron Clement a un solo centesimo: dietro di loro due il giovane sudafricano Van Zyl in 48.50, il campione europeo Iakovakis con 48.53 e Angelo Taylor, tornato per l’occasione ai 400 con barriere, che ha eguagliato lo stagionale con 48.68. Deludente nelle retrovie Bershawm Jackson in 49.12.

Fra le donne, ove annotiamo l’assenza della leader mondiale Ross-Wiliams, la Ivanova con 54.90 ha avuto la meglio sulla giamaicana Melaine Walker in 54.95; stagionale per l’ucraina Tereshuk-Antipova in 55.00 davanti all’eterna Sandra Glover 55.02.

Sui 400 uomini mancavano molti dei migliori al mondo, fra cui Wariner e Merritt che hanno partecipato ai 200 (dove Merritt ha avuto la meglio in 20.44 contro 20.52) , e ha dominato Gary Kikaya in un normale 45.24, lontanissimo dal 44.10 che siglò a Stoccarda lo scorso anno.

Anche le donne non sono andate fortissimo con la vittoria che è andata alla giamaicana Novlene Wiliams in 50.71, deludente DeeDee Trotter in 51.48: da notare l’esordio stagionale di una delle protagoniste della stagione indoor, la britannica Nicola Sanders in un non molto esaltante 51.87.

Passiamo al mezzofondo.

Gli 800 donne sono andati alla Sinclair in 1:59.13 davanti a Hazel Clark in 1:59.43 e all’attesissima Mutola in 1:59.66.
Fra gli uomini Borzakovskiy non è riuscito a replicare la vittoria di Parigi battuto dal campione del mondo junior, il keniano Rudisha in 1:45.82 contro 1:46.01 del russo.

Sui 1500 si conferma in un ottimo periodo di forma il giovanissimo Belal Ali Mansoor in 3:35.41 battendo il francese Tahri allo stagionale di 3:36.13.

La gara dei 1500 più attesa era però quella femminile dove, dopo la bruttissima gara di Parigi conclusa al 13° posto, l’atleta di casa Jamal ha stregato il pubblico con un ottimo 4:03.61 davanti ad alcune forti atlete dell’est europeo: 4:04.27 la Lishchynska, 4:04.64 la Yegorova.

Per il mezzofondo da segnalare sui 5000 il keniano Edwin Cheriyot Soi allo stagionale di 13.10.32.

Concludiamo con le pedane dove le temperature si sono fatte sentire notevolmente sulle prestazioni: solo pochi atleti fanno eccezione.

Dal salto con l’asta maschile è addirittura uscito fuori un nuovo record del meeting con Brad Walker volato a 5.91 battendo i due australiani Burgess e Hooker rispettivamente a 5.75 e 5.70.

Altro nome che si eleva dalla massa è quello di Irving Saladino. In una gara in cui nessuno è riuscito a oltrepassare gli 8m (e stiamo parlando di atleti come Mokoena, Sdiri, Garenamotse e Pate), il panamense per ben due volte ha saltato 8.36 con vento sempre nella norma: anche lui ci aspettiamo che estragga il coniglio dal cilindro prima o poi.

Conferma il suo ottimo stato di salute dopo il recente 70.20, la giavellottista tedesca Obergföll con 66.91, nonostante si sia lamentata di un vento per niente di aiuto; staccatissima la sua connazionale Steffi Nerius con 63.12.

Serata impegnativa per a Lebedeva che, dopo aver vinto una mediocre gara di triplo con 14.47 -0.5 (pensate che la Savigne, pochi giorni fa oltre i 15, è arrivata solo quarta con 14.21), ha partecipato anche al salto in lungo dove è arrivata terza con 6.60 dietro alla Udmurtova in 6.65 ma soprattutto dietro a una esaltatissima Carolina Kluft andata a vincere la gara con un notevole 6.84 +2.0.

La pedana di salto in alto presentava tantissimi nomi e la curiosità della prima sfida tra il bahamense Thomas (pochi giorni fa 2.35 a Salamanca) e Stefan Holm, ma purtroppo anche qui le condizioni ambientali non hanno permesso molto spettacolo: ha vinto Holm con 2.28, stessa misura di Donald Thomas e Janku. Spettacolo rimandato.

Ora tutta l’attenzione del mondo dell’atletica si sposta all’Olimpico di Roma dove un tempo più mite si spera regali al pubblico lo spettacolo a cui ci siamo abituati.

fonte: iaa.org – Foto:gulf-times.com

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